Zelens’kyj sulla copertina de “I grandi discorsi”: Fiorella Mannoia contro gli autori del libro

Vergogna“, lo grida a gran voce, seppur tramite social network, Fiorella Mannoia. Ma poi ha corretto il tiro e riformulato il pensiero che da “Insieme a dei giganti della storia che hanno dato la vita per la pace. Vergogna“, diventa “Senza commento. Ho finito le parole“. Anche senza fare direttamente i nomi, la cantante si rivolge a Michele Fina (segretario regionale del Partito Democratico in Abruzzo) e Gianluca Lioni (giornalista e portavoce del ministro della Cultura, Dario Franceschini), autori del libro “I Grandi Discorsi“. Andiamo con ordine.

A mandare su tutte le furie la Mannoia non è stato il libro, o il suo nome, oppure gli autori dell’opera, quanto invece colui che è raffigurato il copertina, cioè l’attuale presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj. L’autrice non esplicita il suo pensiero fino in fondo, come invece fatto in molte altre circostanze nelle quali la sua posizione era netta e largamente motivata, ma non serve un acume particolare per comprendere che il suo disappunto è rivolto a uno dei protagonisti della guerra tra Russia e Ucraina che infuria in queste settimane.

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La risposta del segretario regionale del Pd in Abruzzo non si è fatta intendere. Tramite i propri social network ha infatti scritto:

“Mi scrivono in diversi di questo post di Fiorella Mannoia in cui lei scrive “[Zelens’kyj] insieme a dei giganti della storia che hanno dato la vita per la pace. VERGOGNA”. Ora, prima di vergognarmi, chiedo. Solo per capire come siamo messi: premesso che si può pensare, per quanto mi riguarda, quel che si vuole sull’aggressione della Russia all’Ucraina e che io rispetto le opinioni di tutti, di preciso cosa c’entra con il nostro libro? Non è un libro su Zelens’kyj o su Putin”.

“Non è un libro sulla pace o la guerra. Non è un libro solo su figure positive (ci sono Hitler, Mussolini, Stalin e diversi altri Re, Pontefici e leader molto inquietanti). È un libro sui discorsi che, a nostro parzialissimo parere, hanno determinato o accompagnato grandi svolte storiche. Potremmo almeno essere d’accordo sul fatto che questa guerra cambia la storia ma anche qualora non lo fossimo non credo sia un fatto vergognoso”.

“Allora chiedo: visto che il contributo degli intellettuali e degli artisti è a mio parere fondamentale per arricchire e approfondire il dibattito pubblico e politico, si può fare un post, da intellettuale e artista, per mettere all’indice un libro che non solo non si è letto ma di cui non si è sbirciato nemmeno l’indice o il retro di copertina o il risvolto di copertina o a limite la descrizione su Amazon o qualunque cosa che non sia solo la figura della copertina?”.

Un’edizione precedente del volume aveva in copertina John Fitzgerald Kennedy, specifica Fina rispondendo sotto al post. Sono già centinaia che si possono leggere. Fra questi, sono molti quelli che parlano di scelta di marketing mirata a far vendere più copie. Una polemica che si è appena accesa ma che è destinata a crescere.

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Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.