Waters scrive anche a Putin: “Vorresti la fine della guerra? Basta un sì”

Ancora una lettera aperta a firma del co-fondatore dei Pink Floyd, Roger Waters. Dopo essere entrato nelle scorse settimane all’interno delle questioni legate alla guerra tra Russia e Ucraina con una lettera indirizzata a Olena Zelenska, la moglie del presidente ucraino, il bassista ha deciso di scrivere direttamente al presidente russo Vladimir Putin.

Una lettera per chiedere di impegnarsi per il cessate il fuoco, trovando una soluzione diplomatica per porre fine alla guerra.

“In primo luogo”, si legge nella missiva, “vorresti vedere la fine di questa guerra? Se dovessi rispondere e dire: ‘Sì, per favore’ ciò renderebbe le cose immediatamente molto più semplici. Se dovessi uscire e dire: ‘Inoltre la Federazione Russa non ha ulteriori interessi territoriali oltre alla sicurezza delle popolazioni di lingua russa della Crimea, Donetsk e Lubansk’.

Per le sue posizioni politiche, la Polonia ha di fatto cancellato due concerti di Waters previsti per la primavera 2023.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.