Volevano rubare le ossa di Dante, ma un prete riuscì a sostituirle: nazisti beffati

By © José Luiz Bernardes Ribeiro, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52591301
By © José Luiz Bernardes Ribeiro, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52591301

Credevano di aver rubato, su ordine di Hitler, le spoglie di Dante Alighieri dalla sua tomba a Ravenna, ma erano stati beffati con la sostituzione delle ossa di uno sconosciuto. Sembra una vicenda da romanzo e invece è un fatto realmente accaduto nel 1944.

A rivelarlo, 77 anni dopo e a 700 anni dalla nascita del Sommo Poeta, è un testimone, Sergio Roncucci, 87 anni, fratello e figlio di due dei protagonisti della sostituzione delle reliquie di Dante, che allora aveva dieci anni. “Ma la guerra mi aveva fatto maturare in fretta” dice Roncucci che è autore dell’articolo che apre il n.44 della rivista del ‘Pen Italia’, diretta da Sebastiano Grasso. La vicenda è riportata dall’Ansa.

Leggi anche: Il murale dedicato a Dante ad Aielli

Siamo a Ravenna nel 1944, su ordine di Hitler le SS trafugano le spoglie di Dante e le inviano a Berlino. Sono destinate ad un mausoleo della cui costruzione viene incaricato “l’architetto” di regime Albert Speer. Ma, grazie allo spionaggio Usa, le ossa vengono sostituite da un sacerdote ed altre persone con quelle di un anonimo, prelevate da una tomba abbandonata. Quando i tedeschi si accorgono della beffa è troppo tardi: la guerra è ormai alla fine ed essi hanno altro a cui pensare. Analogo ordine di Hitler, in altri Paesi, riguarda Cervantes, Zola, Molière, Tolstoj e Shakespeare: sull’esito non si sa nulla.

In Italia, le farneticazioni del Führer vengono a conoscenza dell’Oss (Office of Strategic Services) che informa l’Ori (Organizzazione per la Resistenza italiana) di Raimondo Craveri, genero di Benedetto Croce. “Dell’operazione Dante” si occupa il colonnello delle SS Alexander Langsdorff: studioso di preistoria, archeologo di spedizioni in Medio Oriente, per sei anni ha fatto parte dello stato maggiore di Himmler ed ha lavorato presso l’Ahnenerbe (Società di ricerca dell’eredità ancestrale) interessata alle reliquie del passato. Croce avvisa il grecista Manara Valgimigli, che, a sua volta, avverte monsignor Giovanni Mesini, studioso ravennate di Dante.

Con l’aiuto degli amici Bruno e Giorgio Roncucci e di Antonio Fusconi, custode della tomba dell’Alighieri, la notte fra il 22 e il 23 marzo ’44, il prete sostituisce le ossa del poeta.

Foto: tumulo provvisorio delle ossa di Dante nel 1944-1945 © José Luiz Bernardes Ribeiro, CC BY-SA 4.0,

Articolo precedenteMargot Robbie, il successo raggiunto a suon di schiaffi
Articolo successivo“Rosanna”: da oggi disponibile il nuovo singolo di Samaritano feat. Nino Buonocore
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.