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Musica

Violet Grohl, performance mozzafiato sulle corde dei Nirvana

Fabio Iuliano

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Performance a sorpresa di Violet Grohl, figlia del poliedrico Dave, protagonista di un’ottima versione di “Heart-Shaped Box” dei Nirvana, in una serata che ha visto schierati i superstiti della band di Seattle: Krist Novoselic al basso, Pat Smear alla chitarra, oltre allo stesso Grohl, rigorosamente alla batteria come all’epoca.

La band si è riunita in occasione dell’evento Heaven Is Rock And Roll tenutosi al Palladium sabato 4 gennaio. Sul palco anche St. Vincent alla voce e Beck alla chitarra i primi ad esibirsi in “Lithium”. Il cantautore di “Loser” ha poi cantato In Bloom con St.Vincent ai cori, per poi continuare con “Been A Son”, dall’album Incesticide (1992).

Ancora Beck a chiudere il concerto “The Man Who Sold The World”, un brano di David Bowie divenuto famoso nella versione dei Nirvana dopo la registrazione dell’Unplugged In New York per l’emittente MTV nel 1994.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Caso, coincidenze e occasioni mancate: i Nineties giocano con il fato nel nuovo singolo Autunni

Fabio Iuliano

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Le fatalità, le occasioni, il caso, le coincidenze mancate, i treni persi: questa l’essenza del nuovo singolo “Autunni” suonato e composto dalla giovane band di Avezzano Nineties diffuso oggi su tutte le piattaforme di streaming digitale come Spotify, Youtube, iTunes, Amazon Music.

“Il focus della canzone è quello di non avere mai rimpianti in tutte le nostre azioni quotidiane. Il ritornello recita ‘Ma tu chiamala perché, che poi non ritorna, l’occasione d’una vita, poi si sogna’. Il rimpiangere quello che non si fa è collegato anche all’amore dove non si deve esitare ma si deve cogliere la palla al balzo per manifestare il nostro sentimento”, così Gianluca Occhiuzzi, uno dei componenti della band e autore delle parole della canzone.


Il singolo è stato prodotto da Kimera Rock c/o Mind Over All da Roberto Bisegna e Andrea Pellegrini. Un mese fa era uscito Nascosto, perfetta unione di testo in italiano e sound indie rock. 

“Nascosto”, brano dal messaggio particolarmente attuale, comunica la forza dell’amore a prescindere dalla possibilità di vedersi.  “E tutto ti sembra ciò che non è. Ma in realtà tu sai cosa voglio da te? Voglio stare lì, Con te” verso a conclusione della prima strofa. Il sound prende ispirazione dai più famosi gruppi alternative rock italiani come Fask e  Zen Circus ma come anche dal nome della band ci sono grandi influenze funk rock anni 90’.

COPERTINA – Il disegno della copertina richiama i fiori d’amore rappresentati da due saette che emergono ad indicare due anime affini che derivano però da uno stesso sentimento centrale (posto al centro del disegno). In alto a sinistra dell’immagine è stato inserito il richiamo al proverbio cinese “un giorno tre autunni” usato nella circostanza in cui quando ti manca qualcuno così tanto, un giorno pesa come fossero passati tre anni.

BAND – Esegue il brano Luca Piccone, a dargli manforte Gianluca Occhiuzzi (basso), Nicola Santucci (Batteria), Francesco Paolo De Pisi (chitarra). Il nome nasce sulla base delle maggiori influenze rock anni 90’ della band e dalle prime cover eseguite. Dopo aver tenuto qualche concerto nei dintorni di Avezzano e Roma, con i loro brani in italiano, nel 2020 si preparano alla pubblicazione dei primi due inediti e poi al disco.

L’obiettivo della band è di portare la musica italiana con grandi testi significativi con un sound rock e moderno. 

La band inizialmente fondata da Gianluca e da Nicola ha vista una prima formazione con vocalist Angelica De Sanctis e chitarrista Marco Serapiglia. Nella primavera/estate 2019 hanno partecipato a vari eventi live e concorsi, quali il Rock Night in piazza ad Avezzano, Spaghetti Open Mic Al marmo di Roma, vincitori del Castellafiume got talent, come ospiti al Nevermore e varie altre piccole esibizioni.

Sono attualmente al lavoro ad un disco di brani inediti che conterrà i brani portati nelle serate dell’estate 2019. Dal sound indie rock a quello funk, passando dal cantautorato italiano e traghettando grandi significati su note colorate di rosa e celeste.

Gianluca Occhiuzzi, Bassista, Autore di testi e produttore. Da circa 7 anni produce e mixa nel suo home recording e ha all’attivo 10 album, di musica hip-hop e un gran numero di progetti indie/indie rock, da poco socio fondatore di AnimusLAB e responsabile della direzione artistica e della sezione musicale. Tastierista dal 2016 ha studiato da Tiziana Buttati pianoforte e composizione. Da circa due anni bassista autodidatta e nell’ultimo anno sta studiando con il maestro Roberto Bisegna. Si diletta nella scrittura di testi autobiografici da anni, che sono sfociati nel progetto dei nineties. Ha all’attivo svariate serata come accompagnatore al pianoforte, e esperienza live di basso con un trio acustico di canzoni cantautorali italiane. Attualmente suona come bassista per Blessiu.

Francesco Paolo De Pisi, Chitarrista. Sta frequentando il quarto anno del corso di perfezionamento di chitarra elettrica con il maestro Danilo Tiburzi presso la JustMusic di Avezzano. Ha fatto parte della justmusic orchestra. Si è esibito in eventi e festival e rassegne della zona in diverse formazioni. 

Nicola Santucci. Batterista. Fondamentale batterista autodidatta. Ha un’esperienza di 13 nell’ambiente musicale come batterista. Già membro di diverse formazioni musicali di diversi generi tra cui ricordiamo il più importante ovvero quello delle Mad Cicchens con cui ha registrato un EP ed un Album, e seguito un tour nazionale di 20 date. Socio fondatore dello studio di produzione AnimusLAB, in cui gestisce la parte di grafica e registrazione audio.


Luca Piccone. Vocalist. Talento musicale nascosto solo di recente scoperto anche  grazie a Gianluca Occhiuzzi che lo ha scoperto durante alcuni incontri dell’orchestra dei ragazzi delle scuole superiori. Facente parte di diversi formazioni corali. Attualmente studente del corso di canto moderno con il mastro Emanuela Marulli presso la scuola di musica JustMusic di Avezzano.

AUTUNNI

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Pubblicato da NINETIES su Lunedì 1 giugno 2020

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Musica

E cantava le canzoni….

Fabio Iuliano

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Trentanove anni sono passati da quella tragica notte. Dopo una serata nei locali, stava tornando a casa da solo, in auto. Alle 3.55, mentre percorreva via Nomentana, all’altezza dell’incrocio con via Carlo Fea, con la sua vettura invase la corsia opposta. Un camionista che sopraggiungeva nell’altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l’urto con il mezzo pesante fu inevitabile. Il cantante batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l’impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo.

Di anni, Rino Gaetano ne aveva solo trenta. Quest’anno, infatti, avrebbe spento settanta candeline. Generazione dopo generazione, le sue canzoni continuano a lasciare un’impronta e i tributi live al cantautore crotonese si moltiplicano. Viene ricordato per la sua voce ruvida, per l’ironia e i profondi testi caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati.

e cantava le canzoni, che sentiva sempre a lu mare…

Rimasto profondamente legato alle sue origini calabresi, rifiutò ogni sorta di etichetta e, a differenza di numerosi suoi contemporanei, evitò di schierarsi politicamente. Nonostante questo, i suoi componimenti non mancano di riferimenti e critiche alla classe politica italiana: Gaetano arrivò in alcuni suoi brani a fare nomi e cognomi di uomini politici del tempo e non solo e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo furono più volte segnati dalla censura.

La partecipazione a Sanremo segnò decisamente un punto di svolta nella carriera e nella vita del cantautore, nulla sarebbe più stato come prima:

“Gaetano era una supernova. Ha brillato tre anni, dal ’76 di Mio fratello è figlio unico al ’78 di Nuntereggae più. Il successo sanremese di Gianna lo spiazzò, non ebbe il tempo di venirne a capo”, si trovò a scrivere Andrea Scanzi. Un successo con una canzone di puro non-senso. Per molto tempo infatti gran parte del pubblico italiano lo ha ricordato solo per questo episodio e per questa canzone. I suoi lavori precedenti vennero quasi eclissati dal nuovo successo e ciò che giunse al grande pubblico delle sue canzoni fu soprattutto, appunto, il nonsenso e non tutto ciò che si celava dietro di esso.

RINO GAETANO DAY

Edizione speciale il 2 giugno della #RinoGaetanoDay2020, con contenuti speciali sulla pagina facebook della Rino Gaetano Band e una diretta streaming dalle ore 18, trasmessa on air da Radio Italia Anni 60 Roma FM 100.5, con il patrocinio di Roma Capitale Municipio III. Per l’emergenza sanitaria è stata rinviata al 2021 la ormai tradizionale manifestazione Rino Gaetano Day, arrivata alla decima edizione e organizzata dall’Associazione culturale italiana Rino Gaetano.

Via streaming, saranno pubblicati contenuti speciali e tutta la giornata sarà accompagnata da tributi, immagini speciali e filmati di repertorio.

L’evento, organizzato dalla famiglia Gaetano, vedrà la partecipazione dell’attrice Gaia Messerklinger e della voce dei Têtes de bois, Andrea Satta. Inoltre sposa l’impegno della Croce Rossa Italiana, a cui sono destinate le donazioni realizzate con #Italianallstars4life, il progetto che ha coinvolto oltre 50 artisti italiani in una versione corale del brano “Ma il cielo è sempre più blu”, al quale ha partecipato il nipote di Rino, Alessandro Gaetano, in arte Alessandro Greyvision.

Rino Gaetano Band è la tribute band ufficiale di Rino Gaetano, fondata nel 1999 dalla sorella, Anna Gaetano, e in cui suona proprio il nipote Alessandro. Nei vent’anni di attività, la band ha calcato i palchi di tutta la penisola diffondendo la memoria musicale storica di Gaetano, condividendo momenti indimenticabili con i tantissimi fan che lo amano e ascoltano, ma soprattutto con quanti non lo conoscono ancora e ora propone un viaggio multimediale per omaggiare la breve ma intensa carriera artistica di un personaggio ormai entrato nel mito.

Gaia Messerklinger

Una narrazione che ha sempre rifiutato qualsiasi leggenda metropolitana legata al ricordo di Rino: “Come famiglia”, ha sottolineato più volte Alessandro Greyvision, “abbiamo sempre e fermamente rigettato qualsiasi ipotesi di complottismo. Si è parlato di incidente automobilistico anticipato dai suoi versi, quando invece tutti i cronisti che si sono attenuti ai fatti hanno parlato di circostanze puramente casuali. Poi, che dire della sua presunta simbologia massonica? In tanti hanno favoleggiato sulla presenza di riferimenti alla rosa rossa, presenti, ad esempio nel brano postumo Ti voglio, completato di recente dal cantautore Artù. Ebbene, è stato proprio Artù in questa canzone, ad aggiungere un verso sulla rosa rossa, elemento non presente nella bozza originale registrata da Rino. Allora, Simone Cristicchi con Ti regalerò una rosa, a quale massoneria dovrebbe appartenere? Si tratta di questioni senza senso”.

Edizione speciale il 2 giugno del #RinoGaetanoDay2020, con contenuti speciali sulla pagina facebook della Rino Gaetano…

Pubblicato da Rino Gaetano – Rino Gaetano Day su Sabato 30 maggio 2020

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Musica

Concerti saltati, caos biglietti: fan di McCartney rilanciano la battaglia legale anti-voucher

Fabio Iuliano

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Cronaca di un’ingiustizia inattesa. Così l’avvocato Gianluca Spera parla sul suo blog “Mr Hopes stories” parla del caos relativo al mancato rimborso dei biglietti dei concerti, primo fra tutti quello di Paul McCartney, i cui tagliandi hanno raggiunto prezzi di diverse centinaia di euro.

Al posto del rimborso,  tuttavia, migliaia di fan si sono ritrovati in mano un voucher con cui scegliere però cantanti semisconosciuti. Perché il concerto – a Napoli (previsto il 10 giugno) come a Lucca (13 giugno) – è stato annullato. E perché, sostengono gli organizzatori, lo stabilisce la legge.

Le cose stanno effettivamente così? È da vedersi, intanto Spera fa parte di un pool di avvocati pronto a sostenere varie azioni legali per il riconoscimento dei rimborsi.

Ma andiamo con ordine e facciamolo con le parole dello stesso avvocato che riportiamo in integrale sotto questo video con cui alcuni fan italiani si rivolgono allo stesso musicista, icona dei Fab Four, per chiedere sostegno nella battaglia legale volta al riconoscimento dei rimborsi. Il testo, modulato da Yesterday e Home tonight, ricostruisce la vicenda.

CRONACA DI UN’INGIUSTIZIA INATTESA – “Il governo italiano ha giocato un tiro mancino a tutte le persone che avevano acquistato voli, biglietti per eventi musicali, pacchetti di viaggio, poi annullati per le note vicende del covid-19. Infatti, l’art 88 bis del Decreto Legge 18 del 17 marzo 2020 (convertito in legge il 24 Aprile 2020) prevede che il rimborso dei consumatori/utenti debba avvenire attraverso un voucher e non con la restituzione della somma effettivamente sborsata.

Insomma, trattasi di una norma che penalizza i consumatori in maniera grave e indecente. Non fa eccezione il tanto atteso concerto di Paul McCartney programmato per il 10 giugno in Piazza Plebiscito e poi cancellato per l’emergenza sanitaria; si badi cancellato e non rinviato. Questo significa che, in applicazione delle regole dettate dal governo, il consumatore può ricevere da Ticketone un buono pari all’importo già speso per assistere da qui a diciotto mesi a un altro concerto (purché organizzato dallo stesso promoter). Questi sono i paradossi di una normativa partorita a uso e consumo delle majors.

Da un punto di vista legale le contestazioni a questo pasticciaccio sono molteplici:

1) l’annullamento o cancellazione dell’evento ha di fatto provocato la risoluzione del contratto, concluso al momento dell’acquisto, facendo maturare il diritto del consumatore alla restituzione di quanto versato in esecuzione del contratto poi, come detto, risolto;

2) la modalità di rimborso attraverso voucher prevista dall’art. 88 bis viola le condizioni generali di contratto vigenti al momento della stipula dello stesso ed è contrastante con i diritti basilari del consumatore riconosciuti e rafforzati anche in sede comunitaria;

3) le modalità indicate da Ticketone per il rimborso attraverso voucher risultano del tutto vessatorie, essendo state predisposte unilateralmente senza alcuna approvazione da parte del contraente e avendo creato, successivamente alla conclusione del contratto (cosa incredibile!), uno squilibrio macroscopico dei diritti e obblighi derivanti dal contratto stesso;

4) la Commissione europea ha fortemente raccomandato agli Stati membri di offrire libertà di scelta tra voucher e rimborso in denaro, ammettendo implicitamente l’assoluta illegittimità della pratica del voucher obbligatorio e minacciando procedure d’infrazione nei confronti degli Stati membri recalcitranti.

Inoltre, è intervenuta l’Autorità Antistrust segnalando al Governo e al Parlamento italiano che l’art. 88 bis si pone in contrasto con la vigente normativa europea; nel caso di cancellazione per eventi inevitabili e straordinari, la legislazione comunitaria prevede, infatti, il diritto del consumatore a ottenere un rimborso.

Ha precisato l’Antitrust che, a fronte del perdurare del conflitto tra normativa nazionale ed europea, “interverrà per assicurare la corretta applicazione delle disposizioni di fonte comunitaria disapplicando la normativa nazionale con essa contrastante“.

Insomma, il consumatore ha il sacrosanto diritto a ottenere la restituzione di quanto versato per eventi poi annullati, rinviati o cancellati; tuttavia, in assenza di un ravvedimento degli organi legislativi che recepiscano gli interventi correttivi richiesti dall’Antitrust, i singoli consumatori saranno costretti a sobbarcarsi lunghe e onerose azioni giudiziarie. Come spesso succede, al danno segue anche la più classica delle beffe.

Così inquadrata la problematica, risulta di tutta evidenza che il voucher si configura come un sopruso inaccettabile perché scarica i costi delle cancellazioni sui consumatori.
Come ha ammesso candidamente anche il signor Mimmo D’Alessandro, l’organizzatore del concerto napoletano di McCartney.

Se dovessi andare in banca a ritirare i soldi per ripagare tutti quelli che hanno acquistato il biglietto di un mio concerto annullato, la banca rimarrebbe senza soldi (glielo assicuro), questo intaccherebbe l’economia con una crisi ulteriore che si riverserebbe sul cittadino”, ha detto in una recente intervista. a Il Fatto. Per poi aggiungere che “chi protesta” è una “minoranza rumorosa” che “fa casino”, gente che ha acquistato biglietti costosi che “si poteva permettere”.

Affermazioni talmente deliranti e offensive che da sole dovrebbero suggerire al governo e al Parlamento di seguire immediatamente le istruzioni dell’Antitrust. Ma D’Alessandro dimostra una certa perseveranza.

Ha chiesto scusa per l’intervista precedente in cui è stato “frainteso” ma poi ha subito rilanciato con la successiva alla rivista Rockol: “I voucher ci servono per tenere in piedi una filiera. Senza, crollerebbe tutto il nostro settore. Le aziende che si occupano dell’organizzazione dei concerti fallirebbero e, di conseguenza, non ci sarebbe più nemmeno l’opportunità di sfruttare il voucher. In quel caso sì che i soldi andrebbero persi. Il voucher è un’opzione prevista dalla legge, e meno male che è stata prevista, perché per chi fa il nostro lavoro la liquidità adesso come adesso è un enorme problema”.

Il messaggio è chiaro: cari consumatori, questi soldi non li rivedrete mai più, perché di raffa o di riffa non ve li restituiamo. In più aggiunge che le regole anti covid imposte dal governo in questa fase (e non si sa per quanto tempo ancora) non consentono di organizzare concerti negli stadi o nelle piazze. Magnifico! Quindi il voucher si trasformerebbe più in una promessa senza garanzie, in un pagherò privo di scadenza, che in un sistema certo di rimborso.

In definitiva, non resta che un’arma per combattere questa gigantesca ingiustizia: il diritto. Le prime diffide sono già state recapitate. Tutta colpa di un decreto che doveva rilanciare il Paese e, invece, costringe i cittadini defraudati a sobbarcarsi la sopravvivenza della filiera musicale. Ci sarà un giudice in Italia disposto a cancellare questo inconcepibile abuso? O si dovrà attendere il provvidenziale intervento dell’Europa?”

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