“Viaggio nella Luna”, il film che inaugurò la corrente fantascientifica

Il 1° settembre del 1902 usciva in Francia quello che è considerato a tutti gli effetti il primo film di fantascienza, “Viaggio nella Luna” (Le Voyage dans la lune). Un film muto della durata di 14 minuti circa, scritto, prodotto, montato e diretto dal regista parigino Georges Méliès (1861 – 1938). All’artista, riconosciuto come il secondo padre del cinema, dopo i fratelli Lumière, venne attribuito il merito di aver inventato il cinema fantascientifico e gli effetti speciali.

Viaggio nella Luna”, basato sui romanzi “Dalla Terra alla Luna” (1865) di Jules Verne e “I primi uomini sulla Luna” (1901) di H. G. Wells, venne girato negli studi della Star Film di Méliès a Montreuil, vicino a Parigi. Girato con una cinepresa fissa a 16 fotogrammi al secondo, la pellicola è composta da “film a quadri”, cioè una serie di scene ad inquadratura fissa. Il lavoro venne a costare complessivamente 10.000 franchi.

MyZona
Leggi anche: “L’allunaggio visto dall’opinione pubblica, tra dietrologia politica e complottismi”

Di sicuro a tutti sarà capitato di vedere la scena chiave della pellicola, immagine divenuta una delle sequenze che hanno fatto la storia del cinema, una navicella spaziale che si schianta sull’occhio della luna, la quale presenta un volto umano.

Viaggio nella Luna” racconta le vicende di un gruppo di astronomi che, grazie ad una navicella a forma di proiettile che viene sparata nello spazio da un cannone, decide di imbarcarsi per tentare di approdare sulla Luna. Una volta arrivati, i viaggiatori incappano nella popolazione dei Saleniti, i quali li catturano e li portano al proprio Re, un mostro con chele al posto delle mani. Dopo alcune vicissitudini, gli ospiti riescono a scappare e tornare sulla terra, dove verrà inaugurata una statua per celebrare l’impresa.

Il film fu la prima opera di fantascienza a conoscere un successo mondiale e rappresenta, inoltre, uno dei primi casi di violazione di copyright. Thomas Edison, difatti, ne trasse una copia illegale, distribuendola negli Stati Uniti. Nel 1999 fu intrapresa una minuziosa opera di restauro presso i laboratori Technicolor di Los Angeles, terminata solamente nel 2011.

Da leggere anche

Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

Speciale multimedia

spot_img

Ultimi inseriti

esplora

Altri articoli