Connect with us

Entertainment

Viaggio in Italia – la nuova campagna digitale del Mibact attraversa i più bei borghi d’Italia

redazione

Published

on

 
Viaggio in Italia – per un’estate italiana” è la nuova campagna promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo in collaborazione con l’Enit, il Touring Club Italiano e l’Associazione dei Borghi più belli d’Italia in vista della più ampia attività di promozione istituzionale di questa prossima stagione estiva. Un avvicinamento costituito dal racconto del territorio nazionale attraverso una selezione dei manifesti pubblicitari che hanno reso l’Italia celebre nel mondo raccontando per immagini le località più belle e affascinanti della Penisola, nonché i piccoli centri, i borghi, lo splendido paesaggio tra mare e montagna e le aree più interne e meno note del Paese.
 
I manifesti provengono dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, dal patrimonio culturale dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, e dall’archivio del Touring Club Italiano. Raccolte su www.beniculturali.it/estateitaliana e in continuo aggiornamento, le immagini saranno pubblicate sui canali social, concentrate specialmente nel fine settimana di sabato 9 e domenica 10 maggio per invitare tutti a condividere il proprio #viaggioinitalia, proseguendo con i flash mob fotografici “Art you ready?” promossi dal MiBACT dall’inizio del lockdown con lo scopo di mantenere viva l’attenzione sul patrimonio culturale. “È fondamentale non perdere il contatto con il patrimonio culturale e le bellezze dei nostri territorio” ha dichiarato il ministro Franceschini e anche per questo fine settimana l’invito è sempre lo stesso, quello di condividere le proprie fotografie di paesaggi e luoghi del cuore lungo tutto il territorio nazionale, ripescando scatti recenti nella galleria del proprio smartphone o cercando vecchie foto nei cassetti e negli album fotografici di tanti anni fa.
 
Una promozione che accompagnerà gli italiani attraverso le rappresentazioni retrò di un’Italia che, con gli esempi dei viaggi di allora, diverrà il modello da seguire la prossima estate, un vero e proprio revival per delle vacanze del tutto particolari anche all’insegna del turismo lento: percorsi da intraprendere in bicicletta, a cavallo, in barca a vela e sui treni storici, dedicandosi a quel turismo dolce e sostenibile che, per ragioni diverse ancora, sarà fondamentale riscoprire in questa fase.
 
Realizzati tra gli anni ’40 e ’50, i manifesti del Museo Salce – che con oltre 24.000 opere conserva la più ampia raccolta di grafica pubblicitaria in Italia – raccontano l’ascesa del turismo italiano, che coincide con l’epoca d’oro del manifesto. All’illustrazione, più economica, colorata e facilmente riproducibile della fotografia, spetta il compito di promuovere le destinazioni più affascinanti, i siti storici di interesse culturale e i prodotti tipici. I primi committenti saranno le ferrovie: per loro gli artisti decoravano con fiori e paesaggi incantevoli le tabelle degli orari. Negli anni tra le due guerre, in seguito anche alla nascita dell’Enit, vengono creati i manifesti turistici più iconici della pubblicità italiana, ad opera di Mario Puppo, Marcello Dudovich, ma anche Giuseppe Riccobaldi del Bava, Giovanni Guerrini e Mario Borgoni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il turismo italiano conoscerà una nuova ondata: saranno soprattutto le spiagge e in particolare la riviera romagnola le mete più ambite del turismo italiano e straniero.
 
L’ENIT è l’Agenzia nazionale italiana del turismo che cura la promozione all’estero dell’immagine turistica italiana e delle varie tipologie dell’offerta turistica nazionale, nonché la promozione integrata delle risorse turistiche delle Regioni, delle Province Autonome di Trento e Bolzano e, per il loro tramite, degli enti locali.
 
ll Touring Club Italiano è una libera associazione senza scopo di lucro che propone ai suoi soci – destinatari e attori della missione – di essere protagonisti di un grande compito: prendersi cura dell’Italia come bene comune perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente. Per questo il Touring Club Italiano contribuisce a produrre conoscenza, tutelare e valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale e le eccellenze economico produttive dei territori, attraverso il volontariato diffuso e una pratica turistica del viaggio etica, responsabile e sostenibili.
 
L’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, nata nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), si occupa della valorizzazione, promozione, protezione e sviluppo del grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani.

Entertainment

Le “magnifiche rose” di Alberto Arbasino

Leggere Arbasino diventa sia un viaggio nel tempo che una corsa contro di esso

Alberto Mutignani

Published

on

Anni fa uscì su la Repubblica un intervento che Alberto Arbasino dedicava al ricordo degli amici scomparsi, quei nomi con cui aveva condiviso le esperienze di un’epoca e che adesso vedeva scomparire come l’Italia che aveva raccontato nei suoi libri.

Sembra, leggendo Arbasino, che l’oggetto delle sue riflessioni sia, nel momento esatto in cui lo registra, già destinato alla sparizione, e che davvero ciò che interessasse a quel mite Lombardo fosse la natura crepuscolare del mondo che lo circondava. Il teatro che a Roma, nei primi anni ’60, era ancora vivissimo e il suo pubblico sempre più ingordo di spettacoli, e le colonne de “Il Mondo”, “Tempo Presente” e “L’Espresso”, la vitalità intellettuale e il melodramma, l’eredità classica del teatro greco e le incursioni di Shakespeare nella drammaturgia contemporanea.

Di ognuna di queste cose Arbasino, nel momento in cui le osserva, ne presagisce la fine imminente. Leggendo “Grazie per le magnifiche rose – Una scelta”, la raccolta da ieri nelle librerie – edita Adelphi – dei pezzi più significativi di quell’omonimo volumetto, troviamo molti di questi presagi: dalla stagione dei musical di Broadway del ’59 a quella Romana, e poi un giro per l’Atene che ha dimenticato Eschilo e Sofocle ma è ancora affascinata dalla tragedia Euripidea, fino alle riletture del teatro vittoriano in mano agli “sciagurati”.

Ci sono Karajan e la Callas già truccata che vuole entrare in scena a tutti i costi, Visconti e i neologismi a lui associati (“visconteggiare”), ma anche Wanda Osiris e la compagnia dei Legnanesi. Scritti che non sono “teorizzazioni ipotetiche”, come si precisava, ma “testimonianze su spettacoli innegabilmente avvenuti”.

E poco conta se dei festival di Monaco e Bayreuth del ‘65 o degli “uffizialetti italiani con gli stivali lucidi e tanta brillantina sui capelli” nessuno conservi più alcun ricordo, né è necessario conoscere i protagonisti delle – spesso disdicevoli – esperienze teatrali raccontate: il potere di queste pagine è la conservazione della memoria, come una resina che mantiene intatto il tempo, che non possiamo rivivere ma osservare con dovizia di dettagli.

Ma è soprattutto stupendo leggere Arbasino nella sua esplosione di energie, quando scrive divertendosi a stroncare e quando rimane sinceramente folgorato da certi musical di Broadway, nell’America Amore (o Amara) immortalata con gli occhi di un Europeo che “quando arriva a New York è ingordissimo di teatri, apre i giornali alla pagina degli spettacoli, trova una trentina di titoli e non riesce a orientarsi”.

È il piacere della scoperta e la curiosità di conoscere, come diceva egli stesso, “i luoghi, le persone, le idee che trova stimolanti e lo interessano”, arrivando a toccare e guardare tutto quello che può. Così, leggere Arbasino diventa sia un viaggio nel tempo che una corsa contro di esso, perché l’essenziale è in quella miriade di nomi di attori, di luoghi, di ristoranti, di strade che oggi hanno cambiato forma o sono scomparse.

Sono cartoline dell’Italia che fu, immortalata nei gesti di uno spettatore sbuffante davanti a una pièce troppo noiosa e nelle donne profumate che girano con dei buffi pellicciotti all’interno dei grandi teatri romani, o di quella diatriba tra Celeste Aida Zanchi e il capocomico Ruggeri, che le proibiva di mettere le iniziali “C.A.Z.” sui propri bauli.

Continue Reading

Entertainment

Il Dossier Wallenberg di Davide Amante vince il premio Mediolanum – Un Certain Regard

L’autore riesce, con uno stile raffinato, a restituire nitidezza e drammaticità a un’epoca storica che non va dimenticata.

redazione

Published

on

Appena uscito in Italia e vincitore di un premio letterario, ‘Il Dossier Wallenberg’ di Davide Amante, distribuito da Feltrinelli, fa già parlare di sé. Il romanzo si basa su un dossier nazista che sarebbe all’origine della sparizione di Raoul Wallenberg, uno degli uomini-chiave della Shoah, e offrirebbe una spiegazione plausibile alla vicenda storica.

Non c’è dubbio, il miliardario svedese Raoul Wallenberg con le sue azioni è l’uomo che di gran lunga più di ogni altro – certamente ben più di Schindler e Perlasca, solo per citarne due – ha contribuito al salvataggio di migliaia di famiglie ebree durante la Shoah.

In aggiunta, è risaputo che Wallenberg ha agito a rischio della propria vita con iniziative spettacolari e ad alto rischio durante la sua permanenza a Budapest nel 1944 e 1945.

Tuttavia, a differenza di altri soccorritori noti e sui quali sono stati realizzati film, ancora oggi il grande pubblico conosce ben poco sull’uomo che salvò decine di migliaia di famiglie ebree, sottraendole alla deportazione e direttamente dalle mani di Adolf Eichmann.

Perché? Una vicenda complessa che coinvolge i servizi segreti di Stati Uniti, Unione Sovietica e Svezia, una donna importante e un Dossier denominato Dossier Wallenberg.

Eppure ancora oggi si cerca di capire, con numerose commissioni d’inchiesta e interrogazioni parlamentari nel mondo che cosa sia effettivamente accaduto a Raoul Wallenberg: un eroe sparito in circostanze misteriose nel 1945; dato ufficialmente per morto nel 1947 dalle autorità Sovietiche sebbene il suo nome sia stato cancellato da qualsiasi documento; confermato in vita da testimoni oculari a metà degli anni ’50; probabilmente vissuto fino alla vecchiaia sotto identità protetta grazie al Dossier. 

Lo scrittore Davide Amante, in un romanzo-indagine, ripercorre con precisione storica e sorprendenti dettagli la vita di Raoul Wallenberg.

L’autore, dopo oltre un anno di ricerca sulla documentazione storica disponibile e quella più recentemente messa a disposizione dagli Stati Uniti con il Freedom of Information Act, rivela una scioccante verità su Raoul Wallenberg, alla base della quale c’è un dossier che Adolf Eichmann, di base a Budapest, aveva ordinato ai suoi ufficiali della sezione speciale: il famoso Dossier Wallenberg. 

Il Dossier Wallenberg ricostruisce giorno per giorno la vita e gli avvenimenti che hanno portato il miliardario svedese a ideare i famosi ‘Schutz-Pass‘, i falsi passaporti che hanno permesso a decine di migliaia di famiglie ebree di sfuggire alla deportazione messa in atto con particolare efficienza e aggressività dal colonnello Adolf Eichmann, capo delle forze naziste di stanza Budapest, in Ungheria, e responsabile dell’ideazione e attuazione della nota ‘soluzione finale’. 

Il romanzo ricostruisce i rapporti di Wallenberg con una donna ebrea misteriosa, di cui era nota l’esistenza, in grado di determinare l’intervento congiunto di diverse forze alleate, la disponibilità del famoso generale Kartashov, a capo del controspionaggio militare sovietico, che più volte incontrerà Wallenberg, ma soprattutto la volontà di un ragazzino ebreo che Wallenberg aveva salvato durante la guerra.

Insieme, queste persone determineranno – sulla base del Dossier Wallenberg – una serie di eventi sorprendenti, che finalmente restituiscono il senso della vita di un uomo come Wallenberg e offrono la risposta più plausibile al suo destino. Il romanzo dello scrittore Davide Amante racconta una delle vicende più drammatiche della Shoah con esattezza storica e vigore narrativo, mettendo in luce un interessante intreccio fra atrocità e umanità.

L’autore riesce così, con uno stile raffinato, a restituire nitidezza e drammaticità a un’epoca storica che non va dimenticata.

Il romanzo è vincitore dell’Edizione 2020 del premio letterario ‘Mediolanum – Un Certain Regard’.  

Titolo – Il Dossier Wallenberg
Autore – Davide Amante
Pagine – 250 pagine (edizione paperback)
ISBN 9788894315622  

Il romanzo è distribuito negli USA (e paesi di lingua inglese) con il titolo The Wallenberg Dossier e ISBN 9788894315615.  Davide Amante è autore di numerosi romanzi fra cui un bestseller ed è stato tradotto in 3 lingue.

Continue Reading

Entertainment

Cala il sipario sul QuIndie Fest: musica, parole e arte nella due giorni umbra

redazione

Published

on

Dopo il rinvio degli appuntamenti finali, causato lo scorso mese di marzo dal lockdown disposto dal Governo per il contenimento del Covid-19, torna finalmente in scena a Perugia la stagione di cantautorato in movimento QuIndie Fest, pronta a chiudere questa prima edizione in grande stile.

La kermesse, nata proprio nel capoluogo umbro alla fine del 2019 da un’intuizione di Matteo Svolacchia e dalla collaborazione tra diversi soggetti culturali della città di Perugia – Occhisulmondo, Metanoia, Numero Zero, Associazione Realmente, Metanoia, Bad King, Stazione Panzana, Consultravel, T-Trane Records, Trebisonda e T.Urb.Azioni – si terrà al Parco Sant’Angelo il 26 e il 27 settembre, con un doppio appuntamento anche al Museo Civico di Palazzo della Penna.

“Siamo molto contenti di poter terminare un ciclo iniziato a gennaio e condiviso con molti attori della vita culturale cittadina – spiega Matteo Svolacchia, direttore artistico del Festival – QuIndie aveva l’obiettivo di creare delle occasioni. L’occasione di conoscere qualcosa che esiste ma che, ancora, non era riuscito a palesarsi davanti a noi. L’occasione di incontrarsi in alcuni luoghi della città, affezionarsi a delle parole e di sapere quello che c’è oltre lo spartito. L’occasione di fare presente.

Finalmente riusciamo a centrare questo obiettivo, allargando le collaborazioni con Art Monster, il Museo Civico di Palazzo della Penna, il T-Trane e T.Urb.Azioni. Durante il lockdown abbiamo continuato a fare le interviste ai cantautori a cura dei ragazzi di Stazione Panzana (visibili sui nostri canali social) e ora incontrarci dal vivo e dar lustro alle loro parole e alla loro musica è motivo di grande soddisfazione e stimolo a proseguire un percorso importante tutti insieme”.

Sia il 26 che il 27 settembre le giornate di “QuIndie” inizieranno al Museo Civico di Palazzo della Penna alle ore 17.00 con la performance Contaminated Sound Reflection, evento collaterale alla mostra “Art Monster 2020 – Contaminazioni Aliene nell’Umbria Contemporanea” a cura di Matteo Pacini, che vedrà protagonista il polistrumentista e musicologo Gianfranco De Franco con un viaggio sonoro studiato ad hoc e ispirato dalle installazioni presenti all’interno dell’esposizione.

In occasione dell’evento, la mostra sarà visitabile con tariffa d’ingresso speciale di € 3.00. L’ingresso alla performance è consentito solo su prenotazione fino a esaurimento posti: (prenotazioni: palazzodellapenna@munus.com. Informazioni 075 9477727). La mostra sarà visitabile fino all’11 ottobre, salvo eventuali proroghe.

“Grazie alla collaborazione con Quindie Fest – asserisce Matteo Pacini – le contaminazioni artistiche di ArtMonsters2020 si riflettono nelle improvvisazioni musicali che Gianfranco De Franco compone mescolando voci e suoni, classici e moderni, in un flusso emotivo continuo di elementi di diversa natura che fondono musica e arti visive”.

Il Festival continuerà poi con un format di tre concerti giornalieri a partire dalle ore 19.00 al Parco Sant’Angelo.

Sabato 26 settembre si alterneranno sul palco Chiara Effe, Luca Carocci ed Emanuele Colandrea.

Domenica 27 settembre sarà la volta di Ivan Talarico, Apice ed Ettore Giuradei.

In caso di maltempo gli appuntamenti si terranno alla Sala dei Notari.

  • L’ingresso ai concerti è consentito solo su prenotazione fino a esaurimento posti

Info e prenotazioni 334 2668169 – info@quindie.it 

Sito ufficiale www.quindie.it
FB: Quindie
Instagram: quindiemusic

Continue Reading

In evidenza