Veronica Vitale lancia Transparent, canto di rinascita contro ogni forma di bullismo

Attivista negli Usa per i diritti dell’infanzia, per l’emancipazione femminile e per lo sviluppo sostenibile, Veronica Vitale torna nel suo Paese d’origine con “Transparent”, il nuovo brano in radio e in digitale.

“Transparent” è un canto di rinascita e di difesa contro ogni forma di bullismo, abuso di potere e autolesionismo, le cui sonorità si collocano all’interno di un genere musicale futurista, definito da Veronica Vitale “Musica liquida e genere fluido” di cui l’artista è pioniere e firmataria del Manifesto dell’Arte.

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È online il videoclip, impreziosito da particolari effetti speciali che danno vita al messaggio della canzone. Dopo una serie di drammatici accadimenti che hanno segnato la sua infanzia e adolescenza, Veronica Vitale I-Vee ha deciso di lasciare l’Italia per inseguire il suo sogno, la musica, prima in Europa e poi in America dove si è ritagliata una sua fetta di pubblico come pianista e come producer.

La mia è una di quelle storie che corre al contrario, ovvero dall’estero verso l’Italia“. dichiara Veronica Vitale. “Con ‘Transparent’ ho voluto raccontare una storia, la mia, in cui, a prescindere dal contesto, chiunque potesse leggerla e percepire immediatamente l’idea di qualcuno che lotta per liberarsi, perché tutti abbiamo bisogno di venir fuori da una
situazione o circostanza contraddittoria, e di essere liberi e felici. Sono un catalizzatore per il cambiamento: il futuro è adesso”.

Il videoclip, diretto dal regista californiano Patrick J. Hamilton e prodotto da Atlanta Film Company e Red Digital Cinema Studios in qualità 8K, è impreziosito da particolari effetti speciali che danno vita al messaggio della canzone.

Oltre ad aver composto e co-prodotto il mio brano, ho co-diretto anche il video“, continua la musicista. “Ho scelto di ambientarlo in un prefabbricato industriale del 1800 in Ohio. È un video fluido, in cui dopo aver tagliato il mio ultimo strato di pelle, rimango trasparente davanti agli occhi di chi mi voleva fantasma nel mondo, con tutte le crepe dell’anima, con il
freddo gelido simile a quello di una cella frigorifero, e l’oscurità che mi ha circondato nella vita. Dietro il palco, sopra il palco, mentre provavo, mentre creavo, mentre aspettavo: è stata tutta una questione di gelo e gavetta”.

Premiata nel 2010 al Der Musikmesse International Press Award Mipa per l’album di debutto “Nel mio bosco Reale”, è stata coinvolta come unica voce italiana nella campagna di raccolta fondi “Song’s for Japan” promossa da Lady Gaga a supporto delle vittime dello tsunami e del terremoto di Fukushima del 2011.

La versione unplugged del brano “Under the Sky of Another Dream” ha visto la partecipazione straordinaria di Leon Hendrix, fratello di Jimi. Dopo essersi aggiudicata il premio Act of Lovingkindness Award 2015 con il titolo di “Ambasciatore del movimento Groovemints Girls”, ha collaborato con la vincitrice di American Idol Jess Lamb & The Factory, producendo i brani “Lovers on the Run” e “Sweet Dreamer” che si sono aggiudicati il Cincinnati Entertainment Awards nel 2016.

Dal 2013 al 2018 ha lavorato con il maestro Stelvio Cipriani alla composizione di “Catechismo della Chiesa Cattolica” di Gjon Kolndrekaj, mentre da diversi anni ormai collabora con il cantante e bassista statunitense Bootsy William Collins e con l’artista multi-platino The Mad Stuntman.

Nel 2020, durante la pandemia, ha composto una preghiera per l’umanità “Hymn To Humanity”, poi rilanciata in una versione corale che unisce oltre 200 voci e 25 lingue, e ha fondato “Artist United – Organizzazione Non Profit e Piattaforma Artistica gratuita” per coinvolgere artisti di ogni nazione in progetti per il sociale.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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