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The Weeknd pronto a stupire ancora, in uscita After Hours

redazione

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The Weeknd, artista canadese multiplatino e vincitore di ben tre GRAMMY® Awards, ha annunciato a sorpresa la data di uscita del nuovo attesissimo album, “After Hours”, in programma per venerdì 20 marzo. È già disponibile il preorder su iTunes, il preadd su Apple Music e il presave su Spotify.

Contemporaneamente, è stata pubblicata anche la title track “After Hours”, brano dalle atmosfere notturne in cui l’artista ripensa alla sua amata, agli errori commessi durante la relazione, e a quanto sia disposto a cambiare pur di non lasciar più andar via l’amore della sua vita.

L’annuncio segue il successo dei primi due singoli, “Heartless”, che ad oggi conta oltre 163 milioni di streaming su Spotify e 45 milioni di views su YouTube, e “Blinding Lights”, con oltre 359 milioni di stream su Spotify e 33 milioni di views su YouTube.

In particolare, “Blinding Lights” è stato certificato disco d’oro, si è posizionato alla #1 della classifica dei brani più trasmessi EarOne per due settimane consecutive, attualmente si trova nella Top 5 della Global Chart di Spotify, nella top 15 della Top50 Spotify Italia, nella top 10 della classifica dei singoli più venduti di FIMI/Gfk e nella top 10 di Apple Music. Risultati incredibili a testimoniare un successo inarrestabile e una crescente attesa nel pubblico di tutto il mondo.

Ad oggi, nella sua carriera, The Weeknd ha posizionato 9 brani all’interno della Top 10 della Hot 100.

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BMG firma i Nomadi: nuovo album dal 2021

Con 60 album all’attivo fra dischi in studio, live e raccolte, per un totale di oltre 15 milioni di copie vendute e con una media di 90 concerti all’anno, i Nomadi sono una delle band più longeve e prolifiche in Italia e non solo

redazione

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I Nomadi, la storica band italiana fondata nel 1963 da Augusto Daolio e Beppe Carletti, che continua a portarne alta la bandiera e divulgarne il messaggio, firmano con BMG. L’accordo si articola fra discografia, catalogo e edizioni e prevede un progetto ricco e ambizioso che prenderà forma con varie iniziative nel corso dei prossimi tre anni, a cominciare dall’uscita di un nuovo album di inediti nel 2021.

Beppe Carletti rivela: “Dal 2011 avevamo scelto di proseguire il nostro percorso da indipendenti, poi sulla strada dei Nomadi è apparsa la BMG e già dal primo incontro ci siamo piaciuti. È nata una grande sintonia, con una squadra giovane ma consapevole della nostra storia e soprattutto entusiasta e propositivo. Con loro è nato un bel rapporto che sicuramente darà buoni frutti nei prossimi anni, per noi così importanti dato che ci avviciniamo al sessantesimo anniversario di vita nomade”.

Anche BMG Italy, nella persona del suo Managing Director Dino Stewart, esprime la propria soddisfazione per l’inizio della collaborazione: “Mi dà grande gioia avere firmato un nome mitico non solo della musica ma anche della cultura italiana. Cominciamo a lavorare insieme con una visione d’intenti condivisa e vogliamo realizzare album di qualità, che non inseguiranno le mode ma confermeranno una cifra artistica ben riconoscibile, quella che caratterizza da sempre la musica dei Nomadi e del vastissimo pubblico che ancora oggi vuole acquistare musica autentica!”.

Con 60 album all’attivo fra dischi in studio, live e raccolte, per un totale di oltre 15 milioni di copie vendute e con una media di 90 concerti all’anno, i Nomadi sono una delle band più longeve e prolifiche in Italia e non solo. Fra i successi che nel corso degli anni hanno costellato una carriera a dir poco leggendaria vale la pena ricordare Io Vagabondo, Dio è morto, Canzone per un’amica. Numerose anche le collaborazioni con altri artisti di grande spessore, da Francesco Guccini agli IntiIllimani.

Leggi anche: 73 anni fa nasceva Augusto Daolio, voce indimenticabile dei Nomadi

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Musica

Naima: quando un capolavoro di John Coltrane ha il nome di una donna

La semplicità e profondità della melodia dona a “Giant Steps” un intenso respiro attenuando così l’esplosività sonora degli altri brani contenuti nel disco

Antonella Valente

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“Quella che io considero la mia migliore composizione è Naima” – John Coltrane

Sarebbe stato bello vedere il volto di Juanita Naima Grubbs al primo ascolto della canzone che John Coltrane compose per lei nel 1959. Chissà quale reazione ebbe la ragazza – prima moglie del musicista – che nel 1955 sposò uno dei sassofonisti jazz più famosi di tutti i tempi. Possiamo solo lasciare spazio all’immaginazione e abbandonarci ai 4 minuti e 18 secondi di dolcezza, inseriti, poi, nel disco Giant Steps, capolavoro del 1960.

Naima“, in arabo “che vive una vita dolce”, è una lenta ballad in cui domina dall’inizio il sassofono di Coltrane. Nel corso dello scorrere dei minuti si aggiunge l’assolo di Wynton Kellys al pianoforte. La semplicità e profondità della melodia dona a “Giant Steps” un intenso respiro attenuando così l’esplosività sonora degli altri brani contenuti nel disco.

Si abbandona, quindi, la complessità armonica per lasciare spazio ad una maggiore espressività passionale che trasforma “Naima” nel giro di pochissimo in un classico del jazz.

Molte furono le occasioni live in cui Coltrane eseguì “Naima” durante l’arco della sua carriera. Anzi, nel corso degli anni, il brano ha addirittura subito alcune trasformazioni ed evoluzioni. Particolare è la versione in “free jazz” contenuta nell’album del 1966 “Live ad the Village Vanguard Again!”.

Coltrane dedicò alla sua prima moglie anche un altro singolo dal titolo “Wise One” nel 1964. All’epoca le loro strade, però, si erano già divise. Il sassofonista originario del Nord Carolina aveva, infatti, incoltrato Alice McLeod, ai più nota con il nome di Alice Coltrane, pianista statunitense che lo affiancò fino alla morte avvenuta nel 1967.

foto di Jim Marshall

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Dodici anni senza Richard Wright, nel 2008 se ne andò un pezzo di storia dei Pink Floyd (e della musica)

Fabio Iuliano

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Out of the blue, così all’imropovviso, il 15 settembre 2008, arrivò l’annuncio della morte di Richard William Wright. Cantautore, polistrumentista e compositore britannico, fu tra i fondatori – come tastierista – dei Pink Floyd insieme a Syd Barrett, Roger Waters e Nick Mason.

Tuttavia, ben prima di unirsi alla band definitivamente, e mentre studiava armonia al London College of Music, Rick aveva già composto professionalmente alcuni brani, uno dei quali, intitolato You’re the Reason Why fu utilizzato come lato B del 45 giri di Adam, Mike & Tim Little Baby, pubblicato nel 1964 su etichetta Decca e oggi quasi impossibile da reperire per i collezionisti.

Dopo l’uscita di Syd Barrett avvenuta agli inizi del 1968, Wright, prima arrangiatore e “armonizzatore” dietro le quinte delle geniali ed oblique intuizioni di Barrett stesso, diventò il compositore melodico del gruppo. La sua scomparsa ha fatto tramontare ogni remota possibilità di reunion della band.

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