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Teatro

Al Teatro dei Marsi di Avezzano arriva Maurizio Micheli con “Uomo solo in fila”

Cosa succede a un uomo in coda allo sportello di un ufficio di Equilitalia? Quali pensieri, quali dubbi e bilanci di una vita passano nella mente di quello che, per il momento, è solo un numero in fila?

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Cosa succede a un uomo in coda allo sportello di un ufficio di Equilitalia? Quali pensieri, quali dubbi e bilanci di una vita passano nella mente di quello che, per il momento, è solo un numero in fila?

E proprio su una scena come questa, che si ripete quotidianamente da Milano a Palermo e da Roma a Lecce, che Maurizio Micheli ha costruito uno spettacolo, in scena domani, giovedì alle 21 al Teatro dei Marsi. Per l’attuale stagione, caratterizzata dalla più che consistente riduzione di budget dovuta al commissariamento del Comune di Avezzano, nonostante tagli fortissimi, il direttore artistico dell’ufficio Teatro, Lino Guanciale ha deciso di puntare su spettacoli “d’attore”, semplici e dal linguaggio teatrale forte e diretto, in grado di scuotere lo spettatore e creare sinergia tra chi è sul palco e chi è in platea.

“Uomo solo in fila” di e con Micheli, con Gianluca Sambataro al pianoforte e Luca Sandri alla regia, è uno spettacolo che farà riflettere. Il Teatro Franco Parenti che lo ha prodotto ha creduto in questo allestimento agile e intenso, tutto focalizzato sull’attore protagonista che porta in scena un nuovo personaggio vittima consapevole del senso e non-senso della vita.Pasquale (Micheli) è lì, con intorno la scenografia di Fabio Cherstich, e si pone dei dubbi sulla sua esistenza.

Riflette su pensieri, speranze, inquietudini, pazzie, canzoni e illusioni. Sarà questo confronto con sè stesso che gli permetterà, proprio mentre è in fila in ufficio di Equitalia, di scoprire il senso della sua vita. Lo spettacolo andrà in scena giovedì alle 21 al Teatro dei Marsi.

E’ possibile acquistare i biglietti oggi dalle 18 alle 19.30 nel Punto Informativo, giovedì dalle 16 in teatro oppure sul circuito i-ticket Per informazioni 347.7582074

Teatro

Il Teatro Vascello torna in scena, svelata la prima parte della stagione di prosa

Riparte il 29 settembre la stagione del Teatro Vascello che sceglie di ricominciare da Fabrizio Gifuni, proprio lì dove si era bruscamente interrotta, quasi a voler annullare i mesi di forzata inattività e allontanarne il ricordo.

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Riparte il 29 settembre la stagione del Teatro Vascello che sceglie di ricominciare da Fabrizio Gifuni, proprio lì dove si era bruscamente interrotta, quasi a voler annullare i mesi di forzata inattività e allontanarne il ricordo. Quello che si presenta oggi è il cartellone di una stagione teatrale breve da settembre a dicembre.

Dopo le repliche dello scorso febbraio, Fabrizio Gifuni torna al Vascello per riannodare il filo di quelle parole con Con il vostro irridente silenzio, studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro.

Dal 20 al 25 torna finalmente Scannasurice, testo di Enzo Moscato, uno spettacolo emozionante e pluripremiato, diretto da Carlo Cerciello e interpretato da Imma Villa, che è ormai diventato un apprezzato piccolo “cult”;

Dal 27 al 31 (il 30 riposo) La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli, diretto e interpretato da Claudia Vismara e Daniele Pilli che, ispirandosi ai Multiversi di Hugh Everett, analizza il complesso universo della vita di coppia e del disgregarsi delle relazioni. 

Si ispirano ad Euripide ed Ovidio – due classici lontani nel tempo ma dai contenuti sempre attuali, riproposti in una visione contemporanea:

Medea adattata e diretta da Gabriele Lavia, una lettura “spogliata” dall’inessenziale e ridotta al nucleo centrale, con la presenza di due soli attori a testimoniare la forza dell’impianto drammaturgico. Lo spettacolo prodotto da Effimera è interpretato da Federica Di Martino e Simone Toni (dal 6 all’11 ottobre);

Ovidio Heroides Vs Metamorphosys un incontro artistico tra Manuela Kustermann e Cinzia Merlin, pianista e compositrice, impegnate a indagare quel fertile terreno che è la contaminazione delle Arti. Insieme sono riuscite a creare una perfetta sintesi tra parole e musica in cui il classicismo letterario e musicale è rinnovato e rivolto verso i nuovi orizzonti della contemporaneità̀ (prodotto da La Fabbrica dell’Attore, sarà in scena dal 24 al 29 novembre).

Ci offre un ritratto inedito del ‘grande’ Eduardo De Filippo, Tavola tavola, chiodo chiodo… il nuovo spettacolo di Lino Musella, uno degli attori più apprezzati della sua generazione che – durante la pandemia nel cercare conforto e ispirazione nelle parole dei grandi – ha riscoperto l’Eduardo capocomico attraverso un accurato lavoro sui documenti che testimoniano le sue grandi imprese per il teatro (prodotto da Elledieffe e dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, sarà in scena dall’1 al 6 dicembre)

Due le formazioni fresche di debutto alla Biennale Teatro di Venezia:

Leonardo Manzan, romano di origine, milanese di formazione, classe 1992, si è rivelato tra i giovani talenti alla Biennale 2019, dove è stato nuovamente invitato quest’anno a misurarsi con il tema della censura. Affiancato dal suo collaudato team formato da Rocco Placidi, Paola Giannini, in Glory Wall affronta un argomento delicato, affascinante e attuale. (prodotto da La Fabbrica dell’Attore e Elledieffe, sarà in scena dal 13 al 18 ottobre).

Fabiana Iacozzilli – Premio della Critica 2019 – nel suo ultimo progetto, Una cosa enorme, riflette su un tema intimo e personale come quello della maternità. Partendo dai testi di Sheila Heti e della sociologa Orna Donath, la regista romana esplora le zone più recondite dell’identità femminile tra cultura, natura e istinto personale. In scena Marta Meneghetti e Roberto Montosi (prodotto CrAnPi, La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello, Fondazione Sipario Toscana – sarà in scena dal 13 al 22 novembre in corealizzazione con Romaeuropa Festival).

A dicembre, Rezza & Mastrella, di casa al Vascello, artisti eclettici sempre pronti a stupire scelgono, in quest’anno così particolare, di aprire – in via del tutto eccezionale – le porte al loro affezionato pubblico che potrà assistere a una delle fasi di realizzazione del loro ultimo lavoro (dal 18 al 23).

Completano il cartellone della prosa altre proposte fuori abbonamento:
Solo per pochi giorni, 10 e 11 novembre – in corealizzazione con Romaeuropa Festival – una produzione della Biennale di Venezia The making of Anastasia, il nuovo lavoro – tutto al femminile – di Martina Badiluzzi, vincitrice della Biennale Teatro College 2019, ispirato alla storia di Anna Anderson, presunta Anastasia Romanov.

Confermata la serata dedicata allo spettacolo vincitore dell’edizione 2020 del Fringe Festival Roma curato da Fabio Galadini: La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza, drammaturgia di Alberto Fumagalli che firma anche la regia insieme a Ludovica D’Auria, con Giacomo Bottoni, Francesco Giordano e Antonio Orlando – compagnia Les Moustaches (2 novembre)

E’ in via definizione il programma dedicato ai ragazzi che prenderà l’avvio a dicembre.

Due gli appuntamenti con la danza tra novembre e dicembre: la compagnia Atacama presenta la sua nuova produzione La danza della realtà un progetto firmato da Patrizia Cavola e Ivan Truol, ispirato all’universo di Alejandro Jodorowsky, musiche originali di Sergio De Vito (dal 3 al 5 novembre);

A dicembre, con Spellbound 25si festeggia un importante anniversario della Spellbound Contemporary Ballet con un articolato programma firmato da Marco Goecke, Marcos Morau e Mauro Astolfi (dall’8 al 13).

Curiosità letterarie è invece un ciclo di appuntamenti (tutti i giovedì alle 18.00 in Sala Green, dal 15 ottobre fino a maggio 2021) a cura di Manuela Kustermann: sarà un’occasione per riscoprire pagine inedite della letteratura e rari carteggi epistolari, in compagnia degli attori del Teatro Vascello con i quali condividere alla fine delle letture un aperitivo o una buona tazza di the.

L’acustica del Teatro Vascello si è rivelata negli anni ideale per ospitare la musica classica e per questo si inaugura il 25 ottobre un ciclo di otto appuntamenti che si protrarranno fino a maggio, programmati la domenica mattina alle ore 11, dal titolo Classica senza limiti a cura di Stefano Mhanna.

Concatenata alla crisi sanitaria è quella culturale: i ‘grandi nomi’, le ‘grandi ombre’ appaiono corrose dal tedio, dall’abitudine, dall’eco. La domanda – che riguarda il teatro e dunque la vita – è: come rappresentare il presente, come mettere in scena il futuro, avventandosi in uno spazio incontaminato? Da ottobre, il Teatro inaugura un ciclo di dialoghi, Nuovo Canone dell’Occidente: incontri con i maestri del nostro tempo, coordinati da Davide Brullo, per ipotizzare il canone del futuro. Sarà dato spazio agli artisti che Cristina Campo chiamava “imperdonabili”, autori protagonisti di scelte eccentriche, di esistenze estreme – per esplosività o per interiorità – di opere di accecante bellezza. 

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Teatro

Colpi di Scena 2020, Accademia Perduta rilancia la Biennale di Teatro contemporaneo in Romagna

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Non si fermano le proposte artistiche dell’Accademia Perduta – Romagna Teatri, pronta a presentare, con la collaborazione e sostegno dell’amministrazione comunale di Forlì l’undicesima edizione di Colpi di scena, Biennale di Teatro contemporaneo per ragazzi e giovani, programmata dal 22 al 25 settembre negli spazi teatrali della città, con alcune trasferte che interesseranno anche i teatri di  Faenza, Bagnacavallo e Russi. Una scelta non esente da tentennamenti, ma che è stata presa con entusiasmo e la precisa volontà di sostenere, oggi più che mai, Artisti, Compagnie e, in generale, l’intero comparto dello spettacolo dal vivo.

Ventidue spettacoli in quattro giorni, molti presentati in “prima assoluta”, destinati ai giovani, siano essi bambini o young adult, un pubblico su cui le arti teatrali investono sempre maggiore attenzione e risorse, capitalizzandone educazione, cultura, gusto, formazione critica. Una fascia di pubblico molto particolare, difficile ed esigente, la cui partecipazione va continuamente attratta e catturata; un pubblico a cui sono destinate proposte di altissima qualità dal momento che, a differenza degli adulti, non ha alcuna inibizione nell’esprimere il proprio dissenso. Una proposta artistica nel pieno rispetto delle normative anti-Covid.

A proporre le loro nuove creazioni saranno principalmente realtà emiliano-romagnole – alcune emergenti, altre con onorata affermazione nazionale e internazionale come la stessa Accademia Perduta – Romagna Teatri che presenterà nuove e nuovissime produzioni e co-produzioni: L’usignolo dell’imperatore del giovane e talentuoso Pietro Piva, uno spettacolo ispirato alla fiaba L’usignolo di Andersen; Oz, tratto dai libri di Frank Lyman Baum e co-prodotto con Fanny & Alexander e Solares Fondazione delle Arti – Teatro delle Briciole; La nostra maestra è un Troll, uno spettacolo di Sandro Mabellini co-prodotto con Fontemaggiore; Le nid della compagnia Progetto g.g.; Chi ha paura di Denti di ferro? di Danilo Conti; La stella nascosta, il particolare progetto di danza contemporanea per ragazzi, condiviso con Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto e Pinocchio, spettacolo di Marcello Chiarenza diretto da Claudio Casadio.

Ancora dal territorio regionale saranno presenti: Societas/Chiara Guidi, La Baracca, Teatro dell’Argine, Teatro Gioco Vita, Drammatico Vegetale. Ampio spazio sarà riservato anche a realtà extra regionali ed estere: Les Moustaches, Factory compagnia transadriatica di Tonio De Nitto, Luigi D’Elia tra gli altri e, dai Paesi Baschi, il Teatro Paraiso

Provenienze e storie diverse con un comune denominatore: si tratta di Artisti (attori, drammaturghi, registi) e Compagnie che dedicano tutta la loro professionalità, creatività e fantasia alla ricerca e alla sperimentazione di nuovi linguaggi destinati alle nuove generazioni; Artisti che non vivono di notorietà, non si nutrono di effimero ma di arte, poesia, cultura, bellezza. Perché mentre ciò che è noto non è necessariamente notevole, il Teatro Ragazzi professionale italiano notevole lo è sempre e per la sua costante innovazione è, non a caso, considerato il migliore a livello europeo, oggetto di costanti indagini e studi, oltre che di esportazione dal momento che l’universalità del suo linguaggio, pur se destinato ai giovani, parla indistintamente a tutti.

La proposta artistica di Colpi di scena 2020 punta l’accento sull’attualità (ecologia, diversità e integrazione), così come sulla vivacità di riletture di classici.

Di outsider, di “diversi” e per questo preziosi, racconta Sonia e Alfredo del Teatro Gioco Vita, spettacolo tratto dall’opera di Catherine Pineur e presentato in “Prima Nazionale” che, utilizzando il linguaggio delle ombre, parla di esclusione e solitudine, così come della calorosa sensazione che si prova quando si scopre un amico che non si credeva di poter trovare.

Declinato in altro linguaggio, il tema è indagato anche ne La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza, scritto e diretto da Alberto Fumagalli, portato in scena dalla compagnia Les Moustaches e già vincitore del Premio della Critica al Roma Fringe Festival. Ciccio Speranza è un ragazzo grasso, vive in una provincia sperduta e ha un sogno troppo grande per poter rimanere in un cassetto di legno marcio: vuole danzare. Ciccio vuole scappare da quel luogo che mai ha sentito come casa. Attraverso il suo gutturale linguaggio, il suo corpo grassissimo e il suo sogno impacciato, il protagonista, in tutù rosa, non smetterà mai di danzare, raccontandoci la sua vita così come la desidera.L’incontro tra mondi e modi diversi che diventa occasione di crescita, scoperta, scambio e arricchimento è anche il tema di Le Nid, proposto dalla giovane formazione Progetto g.g. e prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri.

“Diverso” è altresì Il Minotauro raccontato da Roberto Anglisani con la regia di Maria Maglietta prodotto da CSS di Udine, in cui si immagina l’incontro tra un Minotauro inteso come archetipo e Icaro ragazzino. I due si incontrano grazie ad un pallone lanciato per sbaglio nel labirinto da Icaro che andrà a recuperarlo e lì vedrà per la prima volta “Il Mostro” di cui tutti hanno paura. Ma Icaro non fugge e piano piano conosce quell’essere, ascolta i suoi racconti e ne diventa amico fino a tentare di difenderlo dall’arrivo di Teseo, venuto per ucciderlo.

L’ecologia è al centro della storia di Mondo – un’altra “Prima Nazionale” – esilarante, dolce e commovente spettacolo della Compagnia Anfiteatro che accompagnerà il giovane pubblico verso la consapevolezza che il pianeta è la nostra casa, l’unica che abbiamo, e che pertanto va difesa con coraggio, caparbietà e senza paura di essere derisi.
Oltre ai temi di stretta attualità, non mancheranno originali rivisitazioni di grandi classici, che attuali lo sono e lo saranno sempre. 

Edipo. Una fiaba di magia di Societas, spettacolo ideato da Chiara Guidi che si ricollega ai culti di fertilità delle antiche civiltà dei fiumi: la vecchia madre terra accoglie nel suo grembo il giovane seme che vi penetra per nascondersi, dormire e generare un frutto. 

E ancora: L’usignolo dell’imperatore del giovane Pietro Piva, tratto da L’usignolo di Andersen; Pinocchio di Accademia Perduta/Romagna Teatri con la regia di Claudio Casadio, la storia del burattino più famoso al mondo che diventa inno alla meraviglia del libro, della pagina stampata, di un oggetto da cui scaturiscono continue meraviglie; Moby Dick di Luigi D’Elia e Francesco Niccolini, incarna il classico di Melville in un poema shakespeariano mentre Nel ventre del Teatro dell’Argine, prendendo le mosse dal mito del Cavallo di Troia, diventa una narrazione sul dover essere, sul destino, il dubbio, sul dover scegliere e soprattutto sulla paura di farlo.

Tra narrazione, teatro d’attore, di figure e oggetti, d’ombre musica dal vivo – tanti e altri sono i linguaggi studiati e interpretati per i Ragazzi – arriva poi anche la Danza contemporanea con La stella nascosta, la sfida di Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto e Accademia Perduta che hanno unito forze ed entusiasmo nel produrre uno spettacolo coreutico pensato per i bambini, una creazione incentrata sul tema della bellezza, di come questo concetto viene interpretato dai piccoli, che porta le firme del drammaturgo Simone Giorgi e del coreografo Saul Daniele Ardillo.

Programma completo su www.accademiaperduta.it

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Teatro

Neri Marcorè chiuderà la quarta edizione di Suoni Controvento

L’artista interpreta con affetto e personalità un repertorio variegato, senza far mancare al pubblico la sua ironia, il suo umorismo leggero ed elegante

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Ultimo appuntamento con la quarta edizione di Suoni Controvento, festival di arti performative promosso da Associazione Umbra della Canzone e della Musica d’Autore: ad andare in scena il prossimo 13 settembre ai Vigneti Cantina Arnaldo Caprai di Montefalco sarà Neri Marcoré (voce e chitarra), accompagnato da Domenico Mariorenzi (chitarra, pianoforte e bouzouki), con Le mie canzoni altrui.

Alle ore 18.00 prenderà il via un concerto che è un tributo ai grandi della canzone d’autore: Gaber, Graziani, De Gregori, Fossati, solo per fare qualche nome. E poi, la musica e la poesia di Fabrizio De Andrè, a cui è riservato un intero set, per riascoltare pietre miliari come “Quello che non ho”, “Creuza de ma”, ma anche perle meno conosciute. Canzoni che Neri Marcorè porta nel cuore.  L’artista interpreta con affetto e personalità un repertorio variegato, senza far mancare al pubblico la sua ironia, il suo umorismo leggero ed elegante.

“Ho iniziato ad ascoltare De André quando ero bambino, grazie a mia madre – spiega Marcoré – ma è stato crescendo che ho apprezzato il connubio, meraviglioso, tra musica e testi. Così, insieme a Gaber, De Gregori e Fossati e diventato uno dei miei riferimenti musicali. Mi piace la sua onestà intellettuale, il suo sguardo privo di pregiudizi e l’incapacità di emettere giudizi e tantomeno sentenze, andando spesso contro il consenso facile, sempre in direzione ostinatamente contraria. Non potrò mai dimenticare il suo ultimo concerto al Brancaccio di Roma”. 

I primi passi mossi su un palco da Neri Marcorè, molto prima di diventare attore e conduttore, sono legati alla musica, una passione mai sopita che negli ultimi anni ha ripreso linfa e corpo. Produzioni teatrali come “Un certo signor G”, “Beatles Submarine”, “Quello che non ho” e concerti di varia natura e formazioni diverse lo hanno portato a frequentare con crescente assiduità il repertorio di Fabrizio De André, Giorgio Gaber, Gianmaria Testa e altri apprezzati artisti.

“Suoni Controvento” si realizza con il sostegno della Regione Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, del Gal Alta Umbria (Umbria: lasciati sorprendere!), Comune di Costacciaro, Comune di Fossato di Vico, Comune di Sigillo, Comune di Scheggia e Pascelupo, Comune di Gualdo Tadino, Comune di Norcia, Comune della Città di Assisi, in collaborazione con Università degli Uomini Originari di Costacciaro, Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia, Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, CAMS dell’Università degli Studi di Perugia, Tramontana guide dell’Appennino, L’Olivo e la Ginestra, Proloco di Costacciaro, Proloco di Sigillo, e con la collaborazione tecnica di alcuni partners privati e sponsor, in particolare Diva International e le Cantine Brugnoni. Fattoria Creativa è partner per la comunicazione e promozione del festival.

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