Connect with us

Musica

Testardo, idealista e dinamico come mai, Daniele Silvestri fa ballare l’Abruzzo

Antonella Valente

Published

on

Memorabile. Solo in questo modo si può definire il ritorno dal vivo di Daniele Silvestri in Abruzzo. I Cantieri dell’Immaginario hanno salutato questa strana edizione col concerto del cantautore romano. L’autore di “Salirò“, “Monetine” e altre grandi hit, ha preso per mano le centinaia di spettatori presenti ieri sera a piazza Duomo all’Aquila e li ha condotti all’interno di un’esperienza musicale che difficilmente verrà dimenticata.

La cosa giusta” è il nome del tour che Silvestri sta portando in giro per l’Italia in quest’estate così particolare. La musica dal vivo, infatti, inevitabilmente sta risentendo delle forti limitazioni dettate delle misure di sicurezza in tema di prevenzione al coronavirus. L’artista è stato tra i pochi “big” a tornare sul palco per suonare dal vivo, accontentandosi – si fa per dire – dei pochi (rispetto al solito) posti contingentati, oltre che della presenza di un pubblico parzialmente celato dalle mascherine.

Ma si suona anche per gli addetti ai lavori, come sottolineato anche da Max Gazzè qualche settimana fa quando ha inaugurato a Roma quest’atipica stagione musicale estiva. Forse molti altri avrebbero dovuto prendere esempio da chi, come Silvestri, regala musica, emozioni e spensieratezza in concreto, non più in streaming dietro uno schermo. Dal vivo, con le dovute precauzioni e misure di sicurezza, ma con coraggio. Per noi spettatori, giornalisti, addetti ai lavori e tecnici.

Niente bocche aperte stavolta, ma solo “chiuse” e coperte da mascherine, capaci lo stesso di farsi sentire sulle note di “A bocca chiusa” e “La cosa giusta“, brani con cui Silvestri ha esordito nel capoluogo abruzzese. Al suo fianco da tempo, “la maggior parte dagli anni ’90” – tiene a ribadire lo stesso Silvestri – la band al completo: Piero Monterisi (batteria), Gabriele Lazzarotti (basso), Gianluca Misiti (tastiere e sintetizzatori), Daniele Fiaschi (chitarre), Marco Santoro (fagotto e tromba), Jose Ramon Caraballo Armas (tromba e percussioni) e Duilio Galioto (tastiere).

Immancabili in scaletta successi come “Le cose in comune“, “Sornione“, “Io non mi sento italiano” (dell’indimenticabile Giorgio Gaber) che ha presentato con “sembra scritta ieri”, o “Occhi da orientale“. Ma spazio anche a vivaci medley che, se non fosse stato per le norme di sicurezza, avrebbero fatto saltare dalle sedie tutti i presenti fra il pubblico. Il sound, frutto di una contaminazione artistica internazionale – capace di strizzare in più di un’occasione l’occhiolino alle ritmiche latinoamericane – ha coinvolto una band straordinariamente affiata, dinamica e precisa come un metronomo. Mai una nota fuori posto, mai un’indecisione, mai un mezzo passo falso. Quando hai al fianco una band così, è tutto più facile.

Durante la serata non è mancato un pensiero per la città. “Almeno per questa sera casa nostra è L’Aquila” ha dichiarato visibilmente emozionato di tornare in un centro che ha sofferto così tanto. Anche “La bomba” è stata rivisitata per rendere omaggio al tragico terremoto del 2009.

Ma l’astinenza da live si è fatta sentire ed è stato difficile trattenere chi – riuscito ad arginare la sicurezza – ha voluto ballare sotto il palco sulle note di “Gino e l’Alfetta” o “Salirò“, non senza un paterno rimprovero da parte dello stesso Silvestri. “Dobbiamo rispettare le regole altrimenti non ci permettono di fare concerti. Immagino che anche tutti gli altri stiano soffrendo in questo momento e vorrebbero alzarsi e ballare tutti insieme, ma non si può“.

Solo dopo poco la mezzanotte la piazza gremita ha lasciato andare il cantautore che, al secondo rientro sul palco, si è presentato con una battuta dal sapore agrodolce (“Ma non ce l’avete una casa?“) prima di chiedere agli spettatori quali pezzi avessero voluto ancora sentire. Ma l’attesa era, ovviamente, per “Testardo”, pezzo che meglio di tutti, per lo meno in questo preciso periodo storico, rappresenta appieno il coraggio e l’ostinazione di quei musicisti che, analogamente a lui, nonostante le difficoltà, hanno scelto di non fermarsi. E “Cohiba“? “Non la farò, fintanto che non si potrà tornare a fare assembramento“. Chapeau. Un vanto per la musica italiana, un vanto per la scena tricolore. Torneremo a fare casino sotto al palco, potete scommetterci.

ph. Antonella Valente
Riproduzione Riservata

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

Musica

E’ morto Martin Birch, storico produttore di Iron Maiden e Deep Purple

Federico Falcone

Published

on

E’ morto ieri, all’età di 71 anni, Martin Birch, storico produttore per band come Iron Maiden, Deep Purple, Black Sabbath, Rainbow, Whitesnake. A confermare la notizia è stato anche David Coverdale, cantante dei Whitesnake, con un tweet: “È con il cuore affranto che ho appena saputo che il mio carissimo amico e produttore Martin Birch è morto. Martin ha rappresentato una parte importante della mia vita … aiutandomi dalla prima volta che ci siamo incontrati fino a Slide It In … I miei pensieri e le mie preghiere alla sua famiglia, amici e fan… “

Ha prodotto tutti i principali album degli Iron Maiden, da “Killers” fino a “Fear Of The Dark”. Straordinarie le sue collaborazioni con i Black Sabbath per “Heaven and Hell” e “Mob Rules” o con i Whitesnake dal 1978 al 1984. Con i Deep Purple ha dato alle stampe il leggendario “Live in Japan”, ma anche anche grandi album come “Burn”, “Machine Head” o “Stormbringer”.

Infinite le sue collaborazioni. Fleetwod Mac, Rainbow, Blue Oyster Cult, Jeff Beck, Skid Row, Peter Green, Gary Moore, John Lord, giusto per citarne alcuni.

Continue Reading

Musica

Tra sacro e profano, Capossela e il rituale del Pandemonium condividono vecchie e nuove profezie

Federico Falcone

Published

on

Pandemonium da Pan, tutto, e demonio: tutto demonio, in opposizione a pan theos, tutto Dio”

Dunque un concertato per tutti i demoni. Vinicio Capossela, tra i più sofisticati e personali cantautori italiani in circolazione, ha rapito il pubblico presente a Tagliacozzo (Aq) in occasione della tappa abruzzese del suo tour. Un concerto magnetico, dinamico, coinvolgente e di straordinaria classe ed eleganza, quello a cui hanno potuto assistere i fortunati spettatori presenti all’interno del Chiostro di San Francesco.

Un doppio show esclusivo (una data nel pomeriggio e una la sera) per circa 200 spettatori

Sempre in bilico tra il sacro e il profano, attento a giocare con i sensi e i significati delle parole, è salito sul palco accompagnato dal “rumorista intraterrestre” Vincenzo Vasi, polistrumentista che ha contributo a evocare gli scenari del Pandemonium, mitologico e gigantesco strumento di metallo dal tono grave che scava negli inferi, in quel sottosuolo che è anche sede della memoria. Un concerto narrativo di canzoni messe a nudo, scelte liberamente da un repertorio che quest’anno tocca il traguardo dei trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa”.

“In questo luogo spirituale possiamo iniziare il nostro Pandemonium con la metafora biblica del Leviatano. Essere inghiottiti da esso per cercare di tornare alla luce”. Nel suo copricapo da boia, Capossela è un principe della dissacrante sacralità.

Pandemonium, inoltre, è anche il titolo della rubrica quotidiana tenuta da Capossela durante la quarantena. Non sono mancati, durante la serata, momenti dedicati all’intimità del colloquio. “Il demone a cui mi riferisco in questo Pandemoium è il dáimōn dei greci – ha spiegato Capossela -l’essenza dell’anima imprigionata dal corpo che è il tramite tra umano e divino. Il destino legato all’indole, e quindi al carattere”.

“Pan e Daimon, tutti insieme. Il Pandemonium è la somma delle nature nelle loro contraddizioni. Nature che generano cacofonia, il pan panico, la confusione del tutto quanto, l’entropia incessante che ci fa continuamente procedere e separare. Tutti i dáimōn, come in un vaso di pandora liberati nell’isolamento e nell’insicurezza che ci ha colti nella pandemia. Nuove e antiche pestilenze“.

Demoni e paure, spettri e artefici, tutti allontanati da un’esibizione evocativa e ricca di suggestioni. Le atmosfere, più vicine a un rituale che non a un concerto, hanno rapito i duecento spettatori presenti al Chiostro, conducendoli attraverso richiami biblici, letterari, filosofici. Un incontro tra varie forme d’arte sapientemente condensate in una setlist capace di spaziare attraverso i vari stati d’animo dell’artista e dei suoi fans.

La scienza e la medicina non sono esenti dalle umane miserie e spesso anche la verità scientifica fatica a venire a galla. Pensiamo al medico cinese che per primo ha denunciato la pandemia. Nell’Ottocento, invece, un medico, nello svolgere un esame autoptico, per pura intuizione scoprì che anche le mani possono trasmettere infezioni. Così accadde. Egli fu cacciato e morì in un manicomio. Fu un genio, ma morì come un pazzo. Destino beffardo”.

Inevitabili i richiami alla pandemia da coronavirus che ha flagellato e sta flagellando il mondo. Con malinconica dolcezza ricorda gli anziani, principali vittime in Italia di questo virus. “…Quei volti dietro una finestra, senza possibilità di contagio ma comunque isolati…”

Prima di chiudere, l’appello è però alla vita. “Abbiamo cercato di dare voce ai nostri demoni in questo luogo così sacro. Vorrei concludere con un’indulgenza plenaria che è la cosa migliore che questa triste fase della nostra vita ci ha lasciato. La catarsi della purificazione, perché l’uomo è vivo”.

Foto: Raffaele Castiglione Morelli

Continue Reading

Musica

Lucca Summer Festival, l’edizione 2021 prende forma

Fabio Iuliano

Published

on

Prende forma l’edizione 2021 del Lucca Summer Festival che già può contare sulla riprogrammazione dei concerti di Celine Dion, Liam Gallagher, Nick Mason, Beck, Paolo Conte, Ben Harper e Brunori Sas. Tutti gli artisti avevano dovuto posticipare il concerto a causa dell’emergenza epidemiologica.

Per quanto riguarda gli spettacoli di Yusuf Cat Stevens, John Legend, Lynyrd Skynyrd, Liam Payne, Anderson Paak e Patti Smith, gli accordi verranno chiusi nell’arco delle prossime settimane. L’annuncio è previsto per settembre.

Infine, alla luce dei chiarimenti ottenuti dal legislatore in merito alle modifiche apportate all’Art. 88 del Dl Cura Italia dalla legge di conversione del Dl Rilancio, in ossequio alla normativa vigente, gli organizzatori procederanno al rimborso monetario per il concerto di Paul McCartney.

Continue Reading

In evidenza