“Teorema”, il film di Pasolini sequestrato per “oscenità e rapporti libidinosi”

Compie 52 anni “Teorema“, il film di Pier Paolo Pasolini che il 13 settembre del 1968 venne sequestrato dalla Procura di Roma. La pellicola, all’epoca appena uscita nei cinema, era stata presentata qualche giorno prima al Festival del Cinema di Venezia, anche contro la volontà dello stesso Pasolini che si era pronunciato contrario a manifestazioni “troppo istituzionali”. Ad ogni modo, la protagonista, Laura Betti, ottenne anche la Coppa Volpi come Miglior Attrice.

Il film, però, fu sequestrato a Roma a seguito delle rimostranze della Procura che aveva comunicato al Ministero del Turismo e dello Spettacolo di disporne il sequestro in tutta Italia, «per oscenità e per le diverse scene di amplessi carnali, alcune delle quali particolarmente lascive e libidinose, e per i rapporti omosessuali tra un ospite e un membro della famiglia che lo ospitava».

MyZona

Il caso volle che, indipendentemente dai sequestri, qualche mese dopo ebbe inizio il processo a Venezia, dove il film era stato mostrato per la prima volta. “Teorema” era accusato di essere «contrario ai valori sociali, morali e familiari» e ne fu addirittura chiesta la distruzione. Pasolini e Donati, uno dei produttori, rischiarono fino a sei mesi di carcere. Durante il processo, l’uomo che li aveva denunciati disse: «Sono andato a visionare il film anche perché appartengo a quella numerosa associazione di persone che si preoccupano della continua diffusione di spettacoli pornografici», e parlò di «mortificazione personale». Parlò anche di «scorci di organi maschili che mi pare si vedano» e del problema di utilizzare musiche di Mozart per accompagnare scene di sesso.

Il 23 novembre Pasolini e Donati furono, però, assolti e il film tornò nelle sale del paese.

Il Tribunale infatti ritenne che “Lo sconvolgimento che Teorema provoca non è affatto di tipo sessuale, è essenzialmente ideologico e mistico. Trattandosi incontestabilmente di un’opera d’arte, Teorema non può essere sospettato di oscenità”.

La trama di “Teorema”

Una ricca famiglia di un industriale milanese, interpretato da Massimo Girotti, viene profondamente scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne silenzioso e affascinante (Terence Stamp). Il visitatore ottiene le grazie della moglie, ha rapporti sessuali con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia. Quando il misterioso viaggiatore ripartirà, tutto sarà cambiato: la madre (Silvana Mangano) si concede sessualmente a vari giovanotti, la figlia diventa catatonica, il figlio abbandona la famiglia e si mette a dipingere, il capofamiglia lascia la fabbrica agli operai, si denuda nella stazione di Milano e si perde nel deserto, mentre la serva, una semplice contadina, levita nell’aria come una santa.

Pier Paolo Pasolini ebbe grandi problemi di censura anche con altri suoi progetti cinematografici. Tra questi ricordiamo soprattutto”Salò” e “Le 120 giornate di Sodoma”.

Da leggere anche

Antonella Valente
Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

Speciale multimedia

spot_img

Ultimi inseriti

esplora

Altri articoli