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Teatro

“Un tram che si chiama desiderio”, questo sabato al teatro Talia di Tagliacozzo

La leggenda vuole che fosse proprio su un tram, su cui girovagava da studente, che il giovanissimo Tennessee Williams si facesse l’idea di un dramma che svelava il lato oscuro del sogno americano

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In arrivo al Teatro Talia, sabato 29 febbraio alle 21.00, una pièce considerata pietra miliare del cinema e del teatro, tanto da valere al suo autore, Tennessee Williams, il premio pulitzer per la drammaturgia nel 1948, anno successivo alla sua scrittura. Protagonisti dello spettacolo Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci, affiancati da Angela Ciaburri, Stefano Scandaletti, Giorgio Sales, Erika Puddu e Massimo Odierna, la regia, le scene e i costumi sono di Pier Luigi Pizzi.

La leggenda vuole che fosse proprio su un tram, su cui girovagava da studente, che il giovanissimo Tennessee Williams si facesse l’idea di un dramma che svelava il lato oscuro del sogno americano. Questa storia divenne il capolavoro di Williams un testo amato, odiato, comunque conosciuto in tutto il mondo, che ancora oggi si continua a leggere e a vedere rappresentato con interesse ed emozione: una storia in tre atti che alzava il velo sulla macchina oppressiva della famiglia, dell’anima ipocrita dei pregiudizi, la feroce stupidità delle paure morali.

Il dramma, premio Pulitzer nel ’47, mette per la prima volta l’America allo specchio su cose come l’omosessualità, sesso, disagio mentale, famiglia come luogo non proprio raccomandabile, maschilismo, femminilità maltrattata, ipocrisia sociale. Col tempo è diventato veicolo di altre ragioni, sociologiche, ideologiche.

Il testo è ambientato nella New Orleans degli anni ’40 e narra la storia di Blanche che dopo che la casa di famiglia è stata pignorata si trasferisce dalla sorella Stella sposata con un uomo rozzo e volgare di origine polacca, Stanley. Blanche è alcolizzata, vedova di un marito omosessuale, e cercherà, fallendo, di ricostruire un rapporto salvifico con Mitch, amico di Stanley. Ma il violento conflitto che si innesca fra lei e Stanley, la porterà alla pazzia, già latente in lei.

Teatro

Romaeuropa, doppio appuntamento con Ascanio Celestini: prima assoluta per Pierino e il lupo e Pulcinella

Celestini porterà in scena Pierino e il lupo di Prokof’ev e Pulcinella di Stravinskij

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Tra i più importanti attori, registi e autori teatrali del nuovo teatro di narrazione, Ascanio Celestini, dopo il successo di Barzellette, torna a Romaeuropa Festival, in prima assoluta e in corealizzazione con Musica per Roma. Sarà sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica con Tonino Battista e il PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble.

Celestini porterà in scena Pierino e il lupo di Prokof’ev e Pulcinella di Stravinskij dando vita a un confronto tra tradizione musicale e popolare che permette di indagare con ironia gli archetipi sottesi ai personaggi che abitano le due composizioni.

Nell’interpretazione di Pierino e il lupo Celestini pone l’accento sul gioco, sullo sguardo di un ragazzino e degli animali, sulle paure ancestrali e sulla natura rappresentando i personaggi della storia attraverso fiati, archi, percussioni e timpani dell’Orchestra diretta dal Maestro Tonino Battista, tra i più versatili direttori della scena internazionale, concentrando maggiormente l’attenzione sulla dimensione musicale della fiaba che su quella metaforica.

Pierino e il lupo è una fiaba moderna” afferma Celestini “Parente delle fiabe di tradizione orale solo nella forma, ma in realtà con una finalità diversa: raccontare un mondo musicale, fare da ponte tra la grande musica e la sua fruizione da parte dei giovanissimi. Dunque, il testo è poco più di un appiglio per imbarcarsi in un viaggio sonoro”.

La fiaba sinfonica di Sergej Prokof’ev, composta nel 1936, ha in sé una semplicità nelle parole che consente di “giocare con il testo senza il bisogno di interpretare metafore complesse, immagini archetipiche. Altre fiabe hanno uno spessore antropologico diverso, hanno attraversato culture differenti e vanno a scavare in maniera metaforica nel vissuto. In Pierino e il Lupo invece il meccanismo è semplice, c’è la semplicità delle parole e quella leggerezza che comporta non avere simboli o sensi nascosti dietro i suoni“.

Se in Pierino e il lupo Celestini s’interroga su chi tra i due personaggi è lo sciocco e chi il furbo, in Pulcinella di Stravinskij (1919-1920), seconda parte dello spettacolo, gli interrogativi ruotano attorno all’identità del personaggio e la musica ancora una volta ha un ruolo preponderante.

“La tradizione orale ci offre un incredibile repertorio di racconti dal quale attingere. E noi ne rendiamo un po’ qua e un po’ là. Pulcinella si potrebbe chiamare Giufà come lo chiamano i siciliani, ma anche Djuha, Djeha, Khoja, Hoca Jusuf, e pure Jugale e Ciuccianespole. Mia nonna di Anguillara Sabazia lo chiamava Zi’ Checco. E non si sa mai se viva sfalsato alla realtà comune perché stupido o perché vede molto più a fondo e lontano degli altri” racconta Celestini.

Tonino Battista, a proposito dell’assenza di un testo in Pulcinella di Stravinskij, afferma: “Stravinsky cominciò a pensare al soggetto Pulcinella su sollecitazione di Diaghilev andando a cercare l’ispirazione consultando un canovaccio del repertorio della Commedia dell’Arte napoletana depositato nella Biblioteca Nazionale di Napoli: “I Quattro Pulcinelli simili”. Per le musiche del balletto pensò di usare alcune musiche del ‘700 napoletano, in particolare attinse all’opera di Pergolesi.

In realtà solo la metà dei pezzi del balletto sono attribuibili a Pergolesi, altri brani sono originariamente di Ulrich Wassenaer, Domenico Gallo e Fortunato Chelleri. Il balletto fu terminato nel 1920. La fortuna che riscosse suggerì al compositore di praticarne una riduzione per sola orchestra in forma di Suite. Così due anni dopo Stravinsky completò la scrittura di quello che conosciamo come Pulcinella Suite (revisionata poi nel 1949): una successione di 9 danze che rappresentano una sorta di summa del balletto Pulcinella e sono la cifra più significativa di quello che viene definito il periodo neoclassicista del compositore russo.

In questo prezioso lavoro, Stravinsky mantiene inalterate le linee melodiche e di basso delle partiture originali del ‘700, intervenendo su tutti gli altri parametri: frasi, accentuazioni simmetrie che si trasformano in asimmetrie, elisioni o aggiunte di tempi nelle battute, ricreando un insieme fonico finto-originale del concerto barocco».

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Teatro

Al via la stagione di prosa al Teatro Ar.Ma: classici, novità e trame visionarie, ce n’è per tutti i gusti

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Il 9 ottobre parte la stagione dell’Ar.Ma Teatro. Senza dubbio sarà un anno in cui ogni spazio teatrale che decide di aprire il sipario dovrà affrontare non poche difficoltà. Daria Veronese. direttrice del Teatro alle spalle di San Pietro, ha deciso coraggiosamente di aprire le porte del suo salotto culturale e dare vita alla quarta stagione dell’Ar.Ma Teatro.

Fino al 4 ottobre in scena la rassegna di teatro contemporaneo DOIT Festival – Drammaturgie Oltre Il Teatro, ideata da Angela Telesca e Cecilia Bernabei. Una manifestazione che torna con le sue proposte di teatro da vedere e teatro da leggere. Sei spettacoli in concorso, compagnie provenienti da tutta Italia, incontri e conversazioni tra il pubblico e gli artisti, premiazione dei vincitori dei due concorsi dedicati alla drammaturgia contemporanea, presentazioni editoriali.

Dal 9 al 11 ottobre in scena Le Metamorfosi Di Pulcinella di e con Alessia Luongo e Manuel Pernazza.  Lo spettacolo è un’opera di recupero della tradizione in ogni suo aspetto. Una commedia tutta da ridere che racchiude i più importanti travestimenti elaborati da Petito per mettere in ridicolo usi, costumi e stereotipi.

Popolo Bue in scena il 16 e 17 ottobre è il titolo del secondo spettacolo in stagione. Di Francesco Pompilio, anche interprete,  Angelo Libri, anche regista,  e Flaminia Chizzola. Una “favola per adulti” è una versione drammatizzata del capolavoro di Orwell: “La fattoria degli animali”.

Stefania Aluzzi e Vincenzo De Luca diretti da Linda Ocone sono i protagonisti di Lavoro di Coppia in scena il 24 e 25 ottobre. Un atto unico che con un umorismo e leggerezza parla degli errori più frequenti della vita coniugale. Una commedia che tra battute e allegria attraversa la vita di coppia.

Il 14 e 15 novembre torna all’Ar.Ma Teatro una nuova commedia di Dino Verde. Io e te, amore mio, ci ameremo eternamente Commedia brillante diretta da Nino Scardina che vede in scena lo stesso regista con  Marina Perini, Angela Campetti

Dal 20 al 22 novembre Zappa è vivo! Un omaggio pieno di humor e nonsense al genio di Frank Zappa. Il compositore, chitarrista e cantante statunitense, considerato uno dei più grandi geni musicali. Un genio che si era isolato dal mondo e da tutti per dedicarsi alla sola cosa che amava e sapeva fare, “la sua amata musica”.

Dal 24 al 29 novembre in scena Thea aldilà  del bene e del male monologo di e con Alessia Luongo. Thea, scrittrice tedesca degli anni ‘20 invita a casa sua un generale per parlargli della sua  sceneggiatura. In un circolo di canti, argomentazioni, danze, arrivando alla seduzione, sfrutta tutte le armi che possiede una donna, nel tentativo di farsi ascoltare e di poter realizzare il film che la farà diventare famosa. Alla fine il suo sogno diventa realtà. Ma a che prezzo?

Follia d’ufficio  dal 4 al 6 dicembre di Alessandro Martorelli, regia Luca Avallone. Una commedia brillante che vuole mettere in luce, nel modo più esilarante possibile, tutte le gelosie, le meschinità e i rancori che caratterizzano i rapporti umani che si instaurano nel mondo del lavoro.

Dal 9 al 13 Dicembre Pulcinella e Colanfronio alla cantata dei pastori di e con Alessia Luongo e Manuel Pernazza. Lo spettacolo è la cantata dei pastori, in una versione sperimentale, dove il teatro delle guarattelle con il suo tradizionale canovaccio incontra la trama della cantata dei pastori, che narra la nascita di Gesù Bambino. I diavoli vogliono impedire la nascita di Gesù…

I difficili giorni del Gufo Notturno dal 18 al 20 dicembre. Il 10 agosto del 1975 la banda del Gufo Notturno durante la magica notte di San Lorenzo riesce a rapinare un misterioso museo della leggendaria “Lancia del Destino”, oggetto sacro degli Dei che permette a chi lo possiede di diventare il nuovo Signore dell’Olimpo.

Il nuovo anno viene inaugurato da Diario di Celestine il 9 e 10 gennaio e poi ancora  16 e 17 gennaio. Libero adattamento di Diana Davak, regia Marine Devignè con Deborah Massaro che porta in scena un quadro d’epoca intrigante, un lavoro che rivela nelle sue sfumature ironiche e brillanti una profonda conoscenza dell’animo umano. Octave Mirabeau scrisse nel 1900 il diario libertino di una cameriera e smaschera il falso perbenismo della borghesia parigina di fine ottocento. Nel 1900 questo romanzo fu ritenuto scandaloso…

Dal 22 al 24 gennaio in scena La Peccatrice  Ispirato a “Storia di una capinera” di Giovanni Verga. Testo e regia Diego Placidi, con Virginia La Tella.

Il richiamo di Cthulhu in scena dal 29 al 31 gennaio è l’adattamento di Francesco Bazzurri che cura anche la regia, con Ilaria Mazza, Lucrezia Novaglio, Valentina Stredini, Gianmarco Cucciolla, Mirko Basile, Roberto Scio, Riccardo Ranieri e Mario Battisti. Uno dei racconti più famosi dello scrittore H.P. Lovecraft e si può classificare come un horror fantascientifico.

Torna dal 5 al 7 febbraio  Qui è così con Mauro Perugini. Il grande gioco senza tempo, ideato per accendere la mente, dimenticando tutto il resto virus compreso, un invito per il pubblico ad entrare (oltre che con la mascherina) con leggerezza e complicità nello spettacolo, per emozionarsi da grandi, tornando ad essere bambini!

Manichini tra il rosso e il nero dal 12 al 14 febbraio.  L’intento è quello di far comprendere al pubblico le conseguenze di farsi attirare nella trappola ideologica della politica “vecchia maniera” attraverso l’ironia, ma anche il dramma di una famiglia che poteva sembrare normale.

Dal 16 al 21 Febbraio Romeo e Giulietta tragedia sperimentale a vapore di e con Alessia Luongo e Manuel Pernazza. La compagnia tragica sperimentale a causa di diverbi sentimentali, lascia la scena e non può essere messa in scena la tragedia “Romeo e Giulietta” con regia sperimentale

Hello, c’è nessuno lì fuori? da un’idea di William Saroyan, regia Silvio Fiorelli, con Roberto Scio, Mauro Catalani, Stella Carella, Michela Di Gregorio è in scena dal 26 al 28 febbraio. In una piccola cittadina americana un tale è rinchiuso in una cella, rinchiuso in un dramma, con l’aria di voler ancora, fino all’ultimo, prendere in giro il mondo.

Il 6 e 7 marzo e poi ancora il 13 e 14 marzo è la volta del Decamerone.  Le straordinarie storie di Giovanni Boccaccio che presenta l’esperienza giullaresca, la vita di corte e il gusto cavalleresco. Adattamento teatrale Diana Davak, regia Deborah Massaro in scena con Deborah Massaro, Sabrina Balice e Francesca Olìa.

 Il giuoco delle parti sarà in scena dal 19 a 21 marzo. Tratto dalla novella “Quando si è capito il giuoco” del 1913, “Il giuoco delle parti” è una commedia generalmente inquadrata nel solco del grottesco pirandelliano. Di Luigi Pirandello, regia Edoardo Ciufoletti, con Roberta Tenuti, Andrea Iarlori, Massimiliano Pazzaglia, Francesco Casillo, Alessio Pala, Edoardo Ciufoletti

Dal 26 al 28 marzo Fora er cortello! di Francesco Bazzurri. I bulli erano uomini d’onore della vecchia Roma, forti come tori, spavaldi e fieri ma soprattutto facili di coltello. In questo spettacolo originale verrà raccontata l’epopea dei bulli romani nei primi anni del 900, scandita tra battute sagaci, immancabili “cortellate”, stornelli, canzoni della mala, storie d’osteria , passioni ed eroismo dei “Più dell’Urioni”. Rigorosamente in dialetto romanesco.

Locas dal 9 all’11 aprile di Josè Pascual Abellàn, regia di Niko Mucci, con Marcella Vitiello e Laura Pagliara. Due donne in attesa, nell’anticamera dello studio di uno psichiatra, diverse fra loro in modo diametralmente opposto. La trama si dipana nell’attesa del medico ritardatario, sino ad un colpo di scena finale che mette in discussione le certezze acquisite dai personaggi nel loro sviluppo di comunicazione verbale, e dal pubblico su di loro due, in scena.

Dal 16 al 18 aprile Like! Comunicare è diventato più semplice, più veloce, più efficace. La tecnologia ci ha cambiato la vita, in alcuni casi l’ha proprio stravolta. Cosa ha voluto in cambio per tanto benessere? Tutto

Torna all’Ar.Ma Teatro Massimo Mirani  con Io sono una star diretto da Daria Veronese dal 7 al 9 maggio. Negli anni ‘70/’80 del secolo scorso, in Italia c’era una fiorente industria cinematografica, soprattutto per quanto riguardava il cinema Bis (commedie erotiche, horror, poliziotteschi). Questa industria aveva creato uno “Star System made in Italy”. Questa è la storia di una amicizia tra un’attrice, star dell’epoca, e la sua sceneggiatrice, amori, vittorie, sconfitte, delusioni, tradimenti, soprattutto amicizia.

Edoardo Ciufoletti porta sul palco dal 14 al 16 maggio Non ti conosco più. In un’elegante dimora della media borghesia, la serenità familiare è improvvisamente turbata dal fatto che la signora Luisa, moglie dell’avvocato Paolo Malpieri, non riconosce più le fattezze del marito e ha cominciato a identificarlo con il medico chiamato per curarla, il prof. Alberto Spinelli. Di Aldo De Benedetti, regia Edoardo Ciufoletti, con Roberta Tenuti, Andrea Iarlori, Edoardo Ciufoletti, Giorgia Lepore, Francesco Casillo, Elisa Protomastro, Angelica Granato

Jonestown, scritto e diretto da  Francesco Bazzurri,  è in scena dal 21 al 23 maggio.Il 18 novembre del 1978 tutti i 909 abitanti del Tempio del Popolo, una comunità spirituale sorta in Guyana, persero la vita avvelenati col cianuro diluito in una bevanda all’uva. Lo spettacolo è un thriller psichedelico che racconta la storia di questo ambiguo personaggio dai presunti poteri divini, dei suoi adepti, degli uomini che tentarono di fermarlo e dei misteriosi agenti messi dalla CIA ad osservare le azioni del reverendo fino alla macabra escalation.

Dal 28 al 30 maggio chiude la stagione Fermi tutti (c’è la portiera). Scritto e diretto da Urania Vannuccini, in scena con Bruno Garruto, Michele Tamborra, Patrizia Grandi, Giovanna Anglani, Francesco Sutera, Gabriella Bernardini  Una commedia brillante in due atti. Si svolge in un circolo anziani, dove sette pensionati si incontrano e ognuno racconta la propria storia. Dopo varie rivelazioni scoprono di avere in comune una pensione da “fame”. Questo li spingerà a cadere nella tentazione dell’illecito per migliorare il loro tenore di vita.

Non mancano durante il corso della stagione i laboratori e corsi tenuti da Teatron Accademia Professionisti Spettacolo (Direzione artistica Pino Insegno, Direzione didattica Vito Caporale) Associazione Assi del Palcoscenico impegnata neiLaboratori  di teatro adulti e bambini; Associazione Iscritti a parlare  con Corsi per adulti, conferenze, aggregazione del territorio; Impropedia   specializzati nell’Improvvisazione teatrale diretti da Sara Valerio

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Teatro

Si alza il sipario sulla stagione del Teatro Lo Spazio di Roma, 30 spettacoli in programma

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Spazio allo Spazio: è questo il concetto dal quale parte la nuova stagione del Teatro Lo Spazio, nel cuore del quartiere San Giovanni a Roma.

Uno spazio completamente rinnovato, moderno e polifunzionale. Un luogo non convenzionale in cui potersi immergere in spettacoli e proposte artistiche differenti tra loro, accomunati dalla qualità artistica e raffinatezza stilistica.

Concetto che sottolinea il nuovo direttore artistico Manuel Paruccini: “Il Teatro Lo Spazio si modella e si plasma a seconda degli artisti che lo abitano, sfruttando al massimo la non convenzionalità del luogo. Uno spazio che può ospitare tutte le forme di arte. Può essere da stimolo a nuove creazioni, pensate per un posto così diverso da quelli più consueti”.

Una stagione variegata, pronta a soddisfare tutti i gusti e le esigenze. Svago, intrattenimento, riflessione, musica dal vivo, danza, teatro off, d’innovazione, drammaturgia contemporanea, formazione e tanto altro.

Trenta gli spettacoli in cartellone con protagonisti volti noti del panorama teatrale italiano insieme a giovani promesse e compagnie di danza nazionali. Prime assolute, regie innovative ed esclusive, testi dal forte respiro contemporaneo.

Tanti i nomi che si susseguiranno, tra interpreti e registi: Gianni De Feo, Maximilian Nisi, Massimiliano Vado, Pino Ammendola, Elena Arvigo, Attilio Fontana, Emiliano Reggente, Mauro Toscanelli, Pietro De Silva, Leandro Amato, Federico Le Pera, Giulia Fiume, a Cinzia Maccagnano, Riccardo Castagnari, Davide Nebbia, Luca Gaeta, Antonio Mocciola, Valentina De Giovanni, Francesco Sala, Viola Pornaro, per la danza la Compagnia Sosta Palmizi.

A questi si affiancherà uno “spazio oltre”. Un fuori stagione che prevede gli appuntamenti speciali con le “Incoronate comiche”, lunedì dedicati alla stand up comedy, in cui ogni mese attrici e attori a sorpresa sperimenteranno nuovi monologhi comici, accessibili anche ai non udenti. E poi “I Karma B”, la versione teatrale dello spettacolo più recente del duo drag più celebre d’Italia: le Karma B! Le dive più amate dal pubblico gay vengono raccontate, studiate e fatte rivivere sul palco dalle due drag queen con l’aiuto di costumi luccicanti e musica dal vivo.

Alcuni martedì saranno invece riservati a una programmazione dedicata alla musica dal vivo, curata da Domenico Capezzuto. Si aggiunge una rassegna dedicata al mondo della danza contemporanea, a maggio, “Contemporaneamente danza”,  a cura di Massimo Zannola.

A giugno, infine, uno “spazio giovani” curato da Riccardo Casertano, con “Secondo atto” di Simone Sardo, spettacolo vincitore dell’omonima categoria al concorso “Idee nello Spazio” – Teatro Lo Spazio di Roma, luglio 2020”. Uno spazio dedicato alle idee e alla nuova drammaturgia contemporanea.

Non manca uno spazio per la formazione con la partenza di un biennio di formazione teatrale #OFFicina Lo Spazio, diretto da Francesco Sala e Viola Pornaro, che partirà ad ottobre. Per la prima volta il Teatro Lo Spazio sarà perciò sede di un corso di teatro per giovani dai 18 ai 35 anni.

Foto: Manuela Giusto

Teatro Lo Spazio

Via Locri,42

informazioni e prenotazioni

06 77076486 / 06 77204149
info@teatrolospazio.it

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