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Musica

Tanti auguri al papà del glam metal, “Too Fast For Love” dei Mötley Crüe

Luigi Macera Mascitelli

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Sono passati esattamente 39 anni da quando degli allora sconosciuti e sbarbatelli Mötley Crüe pubblicarono il loro primissimo album di esordio, intitolato “Too Fast For Love”: il lavoro che negli anni Ottanta diede il via alla scena glam metal americana e alla leggendaria carriera di Vince Neil, Mick Mars, Nikki Sixx e Tommy Lee.

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Politicamente scorretti, ribelli, sfrenati ed aggressivi, in quell’11 novembre del 1981 i Mötley Crüe segnarono la storia della musica con quello che tutt’ora è considerato uno dei simboli per eccellenza del rock, inteso non solo come genere, ma anche (e forse soprattutto) come filosofia di vita: un messaggio di ribellione al sistema e al vivere secondo la propria natura. Non è un caso, quindi, che il leggendario quartetto, capeggiato dall’ inossidabile Vince Neil alla voce, sia stato protagonista di problemi con la legge e di abuso di droghe e alcol.

Il disco in questione venne pubblicato sotto l’etichetta Leathür Records, la quale si limitò alla stampa di sole 900 copie. Tuttavia, l’anno seguente il quartetto firmò un contratto con il colosso Elektra Records, che sotto la supervisione del celebre produttore discografico Roy Thomas Baker (Guns N’ Roses, Queen, The Who, The Rolling Stones, David Bowie… tanto per citarne qualcuno), remixò l’album ed inserì al suo interno una nuova tracklist, scartando alcuni brani per poi aggiungerli nuovamente nella versione rimasterizzata del 2003.

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Fortissimo dell’influenza punk rock, glam rock ed heavy metal, “Too Fast For Love” è annoverato tra i 100 migliori album metal di tutti i tempi, vincendo anche un disco di platino per aver superato il milione di copie vendut

25 anni, laureato in “Filosofia e Teoria dei Processi Comunicativi” presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Metallaro da quando ha memoria. La chitarra elettrica e il Death metal sono i suoi migliori amici. Appassionato di fitness, sport, videogames, musica e lettura (fantasy e opere filosofiche soprattutto). Speranzoso di trovare, un giorno, il suo posto nel mondo. Nel frattempo “Run! Live to fly! Fly to live! Do or die!”

Musica

Spotify svela gli artisti, le canzoni, gli album e i podcast più ascoltati dell’anno

Redazione

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Il 2020 è quasi finito. È stato un anno particolare e unico – durante il quale siamo stati fisicamente separati per tanto tempo, ma nonostante tutto abbiamo trovato nuovi modi per stare insieme, uniti come una vera comunità. Prima di chiudere ufficialmente l’anno, vogliamo prenderci il tempo per omaggiare gli artisti e i creators che, con la loro musica e i podcast, ci hanno permesso di vivere meglio un anno che sicuramente ricorderemo a lungo.

Wrapped 2020 di Spotify è qui proprio per questo.

Oggi Spotify svela gli artisti, gli album, le canzoni, le playlist e i podcast che hanno definito il 2020e che i 320 milioni di utenti della piattaforma in tutto il mondo hanno ascoltato di più durante l’anno. Sia che si trattasse di tenersi informati, di cantare insieme o semplicemente di svagarsi, le persone hanno sempre potuto contare sul supporto dell’audio e gli artisti non hanno smesso di “creare”.

Quali sono gli artisti e i podcaster più ascoltati del 2020? Qui sotto trovate i risultati completi di Spotify Wrapped 2020 a livello globale e italiano.

MUSICA (GLOBALE)

PODCAST (GLOBALE)

MUSICA (ITALIA)

PODCAST (ITALIA)

ALTRI TREND ITALIANI

  • Il 2020 è stato un grande anno per la scena rap campana
    • Il rapper napoletano Geolier è il quinto artista più ascoltato dell’anno su Spotify. Inoltre, è l’artista più ascoltato in streaming nella sua regione, l’unica in cui tha Supreme non è il numero uno in classifica.
    • La terza canzone più ascoltata dell’anno è M’ Manc (Shablo, Geolier, Sfera Ebbasta), un pezzo prevalentemente in dialetto con uno degli esponenti della scena campana che è riuscito a trascendere il pubblico regionale.
  • Il rap continua ad essere in cima alle preferenze in tutto il paese: Marracash (terzo artista più ascoltato su Spotify), Salmo (settimo), Capo Plaza (dodicesimo) e Luche (ventisettesimo) hanno raggiunto le rispettive posizioni senza pubblicare nuovi album nel corso del 2020, quindi solo attraverso le canzoni pubblicate nel 2019, a cui si aggiungono i featurings e i remix.
  • I tre artisti internazionali più ascoltati in Italia nel 2020 su Spotify sono Ozuna (sedicesimo posto), J Balvin (diciottesimo) e Travis Scott (diciannovesimo), classificatisi più in alto rispetto a pop star internazionali come The Weeknd (quarantesimo) e Dua Lipa (quarantaseiesima). Mentre a livello globale gli artisti Italiani più ascoltati del 2020 sono MeduzaLaura Pausini.

Per saperne di più, sulle tendenze dello streaming del 2020 e su come Wrapped si è evoluto quest’anno, visita il blog di Spotify For the Record.  Di seguito sono riportate le top 5 globali e  italiane.   

Infine, preparatevi per le prossime eccitanti feature disponibili a breve: le esperienze personalizzate di Spotify Wrapped per ascoltatori e creator, che offrono agli utenti la possibilità di scoprire ancor più nel dettaglio la musica e i podcast che hanno definito il loro anno.

Spotify Wrapped 2020 Top List a livello globale:

Gli artisti più ascoltati

  1. Bad Bunny
  2. Drake
  3. J Balvin
  4. Juice WRLD
  5. The Weeknd

Le artiste più ascoltate

  1. Billie Eilish
  2. Taylor Swift
  3. Ariana Grande
  4. Dua Lipa
  5. Halsey

Gli album più ascoltati

  1. YHLQMDLG, Bad Bunny
  2. After Hours, The Weeknd
  3. Hollywood’s Bleeding, Post Malone
  4. Fine Line, Harry Styles
  5. Future Nostalgia, Dua Lipa

Le canzoni più ascoltate

  1. Blinding Lights” by The Weeknd
  2. Dance Monkey” by Tones and I
  3. The Box” by Roddy Ricch
  4. Roses – Imanbek Remix” by Imanbek and SAINt JHN
  5. Don’t Start Now” by Dua Lipa

I Podcast più popolari

  1. The Joe Rogan Experience
  2. TED Talks Daily
  3. The Daily
  4. The Michelle Obama Podcast
  5. Call Her Daddy

I generi di Podcast più popolari

  1. Society & Culture
  2. Comedy
  3. Lifestyle & Health
  4. Arts & Entertainment
  5. Education

Spotify Wrapped 2020 Top List in Italia:

Gli artisti più ascoltati

  1. tha Supreme
  2. Sfera Ebbasta
  3. Marracash
  4. Guè Pequeno
  5. Geolier

Le artiste più ascoltate

  1. Elodie
  2. Dua Lipa
  3. Billie Eilish
  4. Ana Mena
  5. Elisa

Le canzoni più ascoltate

  1. Mediterranea” di Irama
  2. Good Times” di Ghali
  3. M’ Manc” di Shablo feat. Geolier and Sfera Ebbasta
  4. A Un Passo Dalla Luna” di Ana Mena e Rocco Hunt
  5. blun7 a swishland” di tha Supreme

Gli album più ascoltati

  1. 24 6451, tha Supreme
  2. Persona, Marracash
  3. DNA, Ghali
  4. Mr. Fini, Guè Pequeno
  5. Emanuele (Marchio registrato), Geolier

I podcast più popolari

  1. Muschio Selvaggio
  2. Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
  3. La Zanzara
  4. Speak English Now Podcast with Georgiana’s mini-stories – ESL
  5. Monologato Podcast – The Filippo Ruggieri Experience

I generi di Podcast più popolari in Italia

  1. Educazione
  2. Società & Cultura
  3. Arti & Intrattenimento
  4. Commedia
  5. Storie

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Musica

Prisencolinensinainciusol, la canzone di Celentano sull’incomunicabilità

Antonella Valente

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“Senta professore, come mai ha scritto una canzone con delle strane parole che non dicono niente?
– Chi?
– Lei!
– Beh , vede ragazza io ho capito che oggi nel mondo non ci capiamo più, è proprio è difficile, non c’è dialogo ormai, è rimasto solo lo sguardo, anche un pò afflitto e ho ritenuto opportuno sviluppare il tema dell’incomunicabilità (..) lasciando come riferimento una sola parola Prisencolinensinainciusol che vuol dire ‘amore universale’ “

Il famoso singolo di Adriano Celentano, pubblicato nel 1972, è passato alla storia della musica italiana divenendo particolarmente riconoscibile per l’uso di una lingua inventata, una specie di inglese maccheronico, in cui le parole, tra cui alcune che potrebbero assomigliare a dei suoni inglesi come “ol rait” non formano frasi di senso compiuto.

Il brano, che sarà inserito all’interno dell’album Nostalrock del 1973, sarebbe il frutto di un loop nonsense creato dallo stesso Celentano mentre stava incidendo il famoso “Disc Jockey” e rappresenterebbe “la ribellione alle convenzioni, anche musicali”.

“Prisencolinensinainciusol” non ebbe subito successo, nonostante il suo utilizzo come sigla nel programma radiofonico “Gran varietà”. Non entrò nemmeno in classifica a differenza di altre nazioni come il Belgio, i Paesi Bassi, la Francia, la Germania e anche gli Stati Uniti dove ottenne buone posizioni.

Due anni dopo, però, nel 1974, il singolo fu lanciato nuovamente in due trasmissioni di successo come “Formula due”, in cui Celentano vestiva i panni di professore e “Milleluci”, insieme a Raffaella Carrà.

A distanza di oltre quarant’anni dall’uscita di “Prisencolinensinainciusol”, il singolo di Celentano risulta più attuale che mai, riflettendo le difficoltà di comunicazione dei tempi che corrono che lasciano ad uno sguardo l’unica via di socialità e condivisione.

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Musica

#IOSONO l’album di Innocente tra pop, latin-jazz e atmosfere cantautorali

Fabio Iuliano

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Disponibile sul mercato #IOSONO l’album del cantautore e pianista salentino Innocente, che esce oggi per Cinico Disincanto e Pezzi Dischi. Otto tracce che viaggiano tra influenze pop, latin-jazz e cantautorali, per un lavoro guidato dalla voglia di sperimentazione e ricerca sonora, nel quale emerge come Giorgio Innocente, in un momento storico in cui ci si sposta sempre più verso suoni campionati o effettati, si muova in controtendenza, preferendo sonorità acustiche e pulite, complici le produzioni di Luigi Saccà e Vladimiro Boccia. 

#IOSONO, infatti, è un album suonato dall’inizio alla fine, che non vuole strizzare l’occhio a ciò che va di moda nel mainstream ma sceglie la ricerca nelle sonorità e nel tipo di arrangiamento. Brani dal ritmo frizzante con la presenza costante del pianoforte si alternano a brani dai suoni caldi, capaci di creare un’atmosfera intima. Dal punto di vista tematico si sente il forte legame di Giorgio (Innocente) con il territorio italiano, la sua lingua e soprattutto con la sua terra d’origine: un esempio su tutti il brano Bella ci dormi, ripreso dal Canzoniere Grecanico Salentino, che vuole essere un omaggio alle sue radici. Centrale anche il tema del tempo che assume le sembianze di un “Ser”, così come la tematica ambientale, sempre cara all’artista, fino ad arrivare all’amore, narrato in maniera passionale ma mai scontata. Giorgio vuole presentarsi all’ascoltatore negli attimi di quotidianità, nelle sensazioni dei piccoli momenti, come in una piccola biografia, attraverso una forma testuale ben strutturata ed un linguaggio non necessariamente immediato.

In questo disco – spiega Innocente –  sono confluiti brani che hanno caratterizzato non solo il mio percorso musicale, ma anche quello di vita. Ho voluto mettermi a nudo senza filtri, divertendomi a condurre l’ascoltatore/lettore in piccoli labirinti testuali dai quali ognuno può trovare la sua via d’uscita. I temi che affronto sono molto importanti per me, uno su tutti quello ambientale a cui mi sento particolarmente vicino, in quanto attivista del movimento Fridays For Future: la salvaguardia dell’ambiente e i danni ambientali sono diventati una questione sociale, non sono più una questione che riguarda una minoranza. L’amore, invece, lo racconto dondolando tra la ragione e il suo contrario, in un incalzante dubbio. Penso a questo sentimento in maniera utopistica e lontana dal romanticismo, che mi stanca. In Il cuore e l’abat-jour, ad esempio, ho provato a descrivere la storia di un incontro tra un cuore “troppo cerebrale” ed una abat-jour: due soggetti distinti, forse antitetici per i quali “pur considerandone al bisogno l’accensione non ci hanno visto più”. Mi intriga la forza della diversità. In Gitana, poi, l’amore è visto come liberazione dalle abitudini, dalla quotidianità, come trasgressione soprattutto mentale, oltreché fisica, utile a “purificare l’incertezza delle cose”.

L’obiettivo del disco è sperimentare, mischiare, senza necessariamente costruire un “recinto musicale”, senza chiudersi dentro un genere ben definito, cercando di fare buona musica senza seguire gli schemi compositivi che rendono un prodotto sicuramente accattivante dal punto di vista commerciale, ma allo stesso tempo rischiano di farlo risultare anonimo, prodotto in serie.

Giorgio Innocente, classe 1991, è salentino ma vive da diversi anni a Siena. Inizia a studiare pianoforte da giovanissimo, tra i Conservatori di Lecce e Taranto e le accademie, affiancando a questo lo studio delle tecniche vocali. A 17 anni si avvicina al jazz, iniziando a studiarne la tecnica pianistica e vocale, ma si appassiona sempre di più anche alla scrittura che, quasi inevitabilmente, viene messa a servizio della sua musica. Parallelamente all’attività accademica, Giorgio si dedica al lavoro sui suoi brani e all’attività dal vivo, suonando su palchi come il Mediterraneo Festival e il Salent Festival e collaborando con importanti formazioni del territorio pugliese e non solo. Studia jazz con il pianista e Maestro Ettore Carucci presso il Saint Louis College e, nel 2019, pianoforte jazz presso “Siena Jazz” con il Maestro Danilo Tarso, mentre continua a lavorare ai suoi inediti. Il singolo d’esordio, “Il Cuore e l’Abat-Jour”, esce il 28 aprile 2020 per l’etichetta Cinico Disincanto, seguito a giugno da “Gitana”. Il 5 Novembre esce il terzo singolo “Un Raggio a Strapiombo”

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