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Musica

Dal palco di X Factor 2020 al nuovo singolo: è uscito “Non mi basta” di Dylan

Redazione

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Un talento unico, una voce che arriva dritta al cuore. Dopo aver partecipato ad X Factor Italia 2020, aver conquistato il pubblico ed i 4 si dei giudici ed aver emozionato tutti, al punto da far commuovere Emma, Dylan, che è entrato in punta di piedi e con umiltà nel cuore e nelle case degli italiani, approda sulle piattaforme digitali con “Non mi basta” (Red Owl/Visory Records/Thaurus), il suo nuovo singolo.

Il brano, scritto dallo stesso artista, racconta una storia d’amore giunta al capolinea, inizialmente senza motivi apparenti, senza spiegazioni. Ma il tempo sa svelare, sa scoprire, a volte lentamente, a volte come un’esplosione, tutto ciò a cui prima non eravamo in grado dare un senso. Un tradimento, un duro colpo, a cui far fronte a testa alta, metabolizzando – «dimmi come stavi quando mi mentivi, mi tenevi accanto mentre mi tradivi» -, facendo i conti con sé stessi e con quel dolore, quel buio che – come è giusto che sia -, ci accompagna per giorni, facendo sembrare che si stringano le pareti attorno a noi.

Non mi pare che sia normale dover scambiare chi ti amava a chi ti ha fatto del male

Ma poi, da quel buio, possiamo e dobbiamo rinascere, cercando la luce, la speranza, la fiducia in noi stessi e negli altri.

«“Non mi basta” – dichiara Dylan – è nato in seguito ad una dura separazione con una ragazza a cui tenevo molto che, dopo mesi di relazione, ha voluto di punto in bianco chiudere il rapporto, senza neanche darmi un motivo preciso. Poi ho scoperto che aveva trovato un’altra persona, un altro ragazzo con cui stare. Ho messo nel brano i miei pensieri, le mie domande, le mie paure, ma soprattutto, tutte le emozioni che ho provato in quel momento. Alla fine del pezzo, lascio intendere che ne sono uscito e che non sto più male per quella storia giunta al capolinea. Volevo tornare a stare bene, a sorridere, aprendo le porte ed il cuore a nuove conoscenze, ad una nuova relazione, solida ed importante».

Perché se inizialmente il senso di vuoto e la desolazione possono portarci a pensare che quei sentimenti, così forti e veri, non passeranno mai – «non mi passa più, quello che ho per te» -, occorre trovare la forza per lasciare andare, per alzare nuovamente la testa, rendendosi conto che meritiamo di più, per noi stessi, per quello che siamo, arrivando alla conclusione che «non mi basta più, io voglio di più per me».

Ad accompagnare il brano, il videoclip ufficiale, diretto da Mattia Alberani (CineFood), con la fotografia a cura di Filippo Cantoni, che approderà su YouTube lunedì 23 Novembre.

Un mix di animasensibilità e talento: emozioni che si intrecciano, che si combinano alla vocalità, pulita e precisa, di un artista che, nonostante i suoi 21 anni all’anagrafe, dimostra una maturità, compositiva ed autorale, degna dei più grandi nomi del panorama musicale nazionale ed internazionale.

Musica

E’ uscito Libera nel Vento, nuovo singolo della cantautrice Paola Costantini

Redazione

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Libera nel vento” il nuovo singolo di Paola Costantini, autoprodotto e realizzato in due giorni. Un brano deciso e intenso, ricco della musicalità di Paola con un testo profondo e poetico, ricco di immagini che danno la possibilità a che ascolta di sentirsi protagonista del brano. Un brano che parla di voglia e del coraggio che ci vuole per liberarci da ciò che ci fa soffrire.

“Non posso dire che sia il frutto del lockdown degli scorsi mesi, perché ho iniziato a scrivere il brano all’inizio dell’inverno, ma non avendo possibilità di andare in studio a registrare poiché dovevo andare in un’altra regione, ho lavorato parecchio sul testo cercando le giuste parole e le giuste immagini dettate dalla mia musica”

“La realizzazione del video è stata una bellissima collaborazione con persone piene di passione e voglia di fare. Immagini diverse, in momenti diversi, luoghi diversi, sia in superficie che sott’acqua. Volevo che ci fosse la contrapposizione emotiva che troviamo nel brano, immagini scure in acqua e immagini piene di luce in superficie, proprio perché in ognuno di noi troviamo luce e ombra. Posso dire che finalmente ho girato un video al caldo!”

BIOGRAFIA

Paola Costantini, cantautrice e attrice della provincia di Varese, inizia a studiare musica e solfeggio all’età di 6 anni seguita dal Maestro Maurizio Bellorini. A 9 anni inizia a studiare sax, e a 14 anni la tastiera per imparare a suonare le sue canzoni preferite. Dopo essersi diplomata al liceo linguistico, Paola inizia a  studiare pianoforte classico per completarsi artisticamente. Lo stesso anno inizia a studiare anche canto moderno con l’insegnante Jenny Ricci per perfezionare la sua tecnica vocale e danza contemporanea. Attirata dal mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, lavora nei villaggi turistici, dove impara a stare sul palco e ad esibirsi davanti ad un pubblico sempre diverso ed esigente.

Dopo l’avventura dei villaggi turistici frequenta e si diploma all’Accademia di Stresa, dove studia canto e recitazione, con l’insegnante Dario Lagostina, un genio nell’insegnamento delle emozioni,  e si avvicina allo studio del metodo Strasberg-Stanislavskji; studia danza moderna con Brian Bullard e Arturo Michisanti, danza contemporanea con Veronica Forioso, hip-hop con Mirella Rosso, teatro con l’attore Franco Oppini e dizione con la doppiatrice Lella Carcereri.  Inoltre frequenta degli stages con Michael Margotta nel 2005 – 2006.

Durante gli anni di accademia lavora con il gruppo “Le Kare-oche”, partecipando a diversi spettacoli in giro per l’Italia e a programmi televisivi su varie emittenti:  ANTENNA 3, TELELOMBARDIA, TELERAMA. Con “Le Kare-oche” conduce  un programma televisivo dedicato a giovani talenti sull’emittente locale VCO AzzurraTV e partecipa a trasmissioni radiofoniche su RTO, RWS e partecipa al musical e spettacolo teatrale “Le emozioni di Vera” del regista Dario Lagostina. Per tre anni fa parte del gruppo vocale C&C, un gruppo vocale femminile che si esibisce in uno spettacolo musicale di cover e brani inediti, in teatri, piazze e convention. In questi anni scrive diverse canzoni con il produttore Dario Lagostina sia in italiano che in inglese, e alcuni testi in collaborazione anche con Alan Rossi.

“Quando salgo su un palco è per dire qualcosa, per esprimere la mia arte, le mie convinzioni e le mie emozioni, non voglio essere perfetta come uno strumento musicale, non mi importa stupire il pubblico che mi ascolta, affascinandolo con la mia voce. Preferisco arrivare alla gente, coinvolgerla creando un legame emozionale con il pubblico”.

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Musica

50 anni di “Father and Son”, canzone simbolo di Cat Stevens

Il brano fu pubblicato il 23 novembre del 1970 all’interno di “Tea for the Tillerman”, quarto album del cantautore inglese

Antonella Valente

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La canzone simbolo di Cat Stevens, “Father and Son” spegne 50 candeline.

Il brano fu pubblicato il 23 novembre del 1970 all’interno di “Tea for the Tillerman“, quarto album del cantautore inglese.

Scritta nel 1969, “Father and Son” è stata la canzone che ha convinto il discografico Blackwell a mettere Stevens sotto contratto con la sua etichetta. In origine sarebbe dovuta essere utilizzata per un musical ambientato durante la Rivoluzione Russa, dal titolo “Revorussia”. Il progetto non venne realizzato, anche a causa di una polmonite dello stesso Stevens. Il brano fu, però, trasformato e riadattato in quello che oggi conosciamo.

Quella che ascoltiamo da decenni è una canzone simbolo dei conflitti generazionali che vede protagonista un dialogo tra un padre e un figlio, da cui emerge l’inevitabile solco che separa le due generazioni. Il padre spinge il figlio a “mettere la testa a posto”, a sistemarsi e trovare una ragazza mentre dall’alto lato il figlio si mostra insoddisfatto e non capito dal proprio genitore.

Leggi anche: Coronavirus, il messaggio di Cat Stevens: ritroviamo i legami e ricerchiamo la pace

Di “Father and Son” ci attrae anche il sound morbido, accogliente e semplice, in cui emerge la capacità di Stevens (Yusuf Islam come si chiama dal 1997, dopo la sua conversione religiosa) di utilizzare due registri vocali differenti, più basso quando è il padre a parlare e più alto quando si tratta del figlio.

In molti hanno contribuito a pubblicare una propria personale versione di “Father and Son”. Da Johnny Cash ai Boyzone, passando per Sandie Shaw e anche Ron, che ne fece una cover in italiano intitolata “Figlio mio, padre mio”, con un testo scritto da Gianfranco Baldazzi e Sergio Bardotti.  

TESTO

Father:
It’s not time to make a change
Just relax, take it easy
You’re still young, that’s your fault
There’s so much you have to know
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I’m happy

I was once like you are now
And I know that it’s not easy
To be calm when you’ve found
Something going on
But take your time, think a lot
I think of everything you’ve got
For you will still be here tomorrow
But your dreams may not

Son:
How can I try to explain
When I do he turns away again
And it’s always been the same
Same old story
From the moment I could talk
I was ordered to listen
Now there’s a way and I know
That I have to go away
I know I have to go

Father:
It’s not time to make a change
Just sit down and take it slowly
You’re still young that’s your fault
There’s so much you have to go through
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I’m happy

Son:
All the times that I’ve cried
Keeping all the things I knew inside
And it’s hard, but it’s harder
To ignore it
If they were right I’d agree
But it’s them they know, not me
Now there’s a way and I know
That i have to go away
I know I have to go

VERSIONE DI JOHNNY CASH

ph. Getty Images

Leggi anche: Johnny Cash e la lettera d’amore per June Carter: “la prima ragione della mia esistenza”

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Musica

Quando i Metallica entrarono nella storia con dei live leggendari

Il Live Shit fece finalmente conoscere al mondo intero la furia del quartetto di Los Angeles.

Luigi Macera Mascitelli

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Ad oggi i Metallica sono, con tutta probabilità, la band più famosa al mondo.

Con quasi quarant’anni di carriera alle spalle, milioni di dischi venduti e numerosissimi concerti (perfino in Antartide), il quartetto di Los Angeles ha marchiato a fuoco la storia della musica. Chiunque conosce almeno un loro brano, primo fra tutti la meravigliosa Nothing Else Matters o la martellante Enter Sandamn.

Come ogni leggenda che si rispetti, anche i Metallica hanno nel loro background una data di importanza epocale: il 23 novembre 1993, giorno in cui la Elektra Records pubblicò il primo live album della band intitolato Live Shit: Binge & Purge.

Già due anni prima il gruppo ottenne fama mondiale con l’album più venduto di sempre, il blasonatissimo Metallica, meglio conosciuto come Black Album. Eppure la grinta ferina degli allora giovanissimi James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammet e Jason Newsted ancora non aveva raggiunto dal vivo moltissimi fan. Il Live Shit fece finalmente conoscere al mondo intero la furia del quartetto di Los Angeles.

Il box si componeva di tre CD audio contenenti alcune tracce suonate a Città del Messico durante il Nowhere Else Tour (1993). A ciò vennero aggiunte tre VHS: due tratte dal live a San Diego durante il Wherever We May Roam Tour (1991-1992), e una dal concerto a Seattle durante il Damaged Justice Tour (1988-1989).

Ben cinque anni di estenuanti tour svoltisi tra il 1988 e il 1993 e che, ad oggi, è generalmente considerato il periodo d’oro dei Metallica, quando i four horsemen infiammavano i palchi con una grinta ed una furia a dir poco devastanti. I video reperibili su YouTube possono solo dare l’impressione di ciò che doveva essere assistere ad un loro concerto: poghi selvaggi, giovani metallers in preda al delirio e quattro titani sul piedistallo della leggenda.

Una piccola curiosità. Il 20 aprile 1992 a Wembley, Londra, si svolse il Freddie Mercury Tribute Concert, l’evento in memoria del defunto Freddie Mercury. In quell’occasione ed in pieno Wherever We May Roam Tour, i Metallica riuscirono comunque a suonare una breve scaletta.

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