“Tales from the sofa”, le storie inedite dei Lilac Will sul divano della sperimentazione

Le geometrie degli arpeggi, le linee vocali elaborate, le suggestioni acustiche interrotte da pennellate elettroniche. Il sound evocativo e malinconico. Ecco “Tales from the sofa”, disco d’esordio dei Lilac Will, prodotto da Marco Fabi e Luca Carocci, anticipato dal singolo “Tell me you love me”, che vede la partecipazione di Roberto Angelini e Claudio Gatta.

Tre amici che si ritrovano ad un paio di fermate metro di distanza, qualche cena finita a suonare su un divano e tante storie da raccontare: nasce tutto da qui. Francesca Polli, Vincenzo Morinelli e Giulio Gaudiello portano avanti il progetto Lilac Will dal 2014: un folk originale, sognante dal tono caldo ed introspettivo.

I primissimi live nel 2015, accompagnati dalla corista Giulia Milizia, nei locali della capitale, condividendo il palco con cantautori come Leo Pari, Gnut e Livia Ferri. Subito i riconoscimenti come la vittoria del  Roma Folk Contest, la partecipazione alla Festa della musica di Mantova (grazie a una selezione del Mei) e il Roma Folk Fest 2015 a Villa Ada con Eugenio Finardi.

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La band ha optato, nel corso degli anni, per introdurre nei suoi live un batterista, Giose Tufano, rivisitando i pezzi per integrare in maniera ottimale il nuovo elemento con ritmiche ed armonie fino a quel momento basate su un sound prevalentemente acustico.

Da un primo ascolto emergono tanti spunti sia dal punto di vista della composizione, sia dal punto di vista della performance. Quali sono i vostri punti di riferimento nel panorama musicale di ieri e di oggi?
I nostri background musicali sono abbastanza differenti, e lo erano ancor di più quando abbiamo iniziato a scrivere i pezzi del disco. Per questo “Tales from the sofa” non si fonda tanto su veri e propri punti di riferimento, quanto piuttosto sull’unione delle rispettive  influenze e inclinazioni musicali pregresse con la scoperta delle nuove sonorità a cui ci stavamo approcciando assieme, avvenuta anche seguendo la scena, romana e non, contemporanea. In pratica è come se in sala prove si fossero incontrati, per citarne solo alcuni, Bon Iver, Feist,  Nina Simone, Livia Ferri, Gnut , Wrongonyou e Joe Victor.

Piuttosto raffinate le linee vocali, quali sono gli ascolti preferiti di Francesca? Quali poi le tematiche alla base dei testi?
Gli ascolti sono variegati, da Florence and the Machine a James Blake passando per i Beirut. Ed ovviamente ad influenzare le linee vocali di oggi sono sicuramente anche le esperienze passate in cui è capitato di cantare, ad esempio, in progetti soul. “Tales from the Sofa” parla di storie. Storie che ci hanno colpito, storie personali, di conoscenti o inventate su cui c’è piaciuto riflettere. Pensiamo che confrontarsi anche con storie che non ti appartengono direttamente è un modo efficace di imparare a conoscersi meglio.

Cosa vuol dire farsi le ossa calcando i palchi della scena musicale capitolina?
La cosiddetta “gavetta” è una parte fondamentale per chi suona. Puoi trovarti in club raccolti e con atmosfera molto intima oppure su un palco di un palazzetto, ma ogni singolo live ti regala qualcosa di unico a livello di sensazioni ed energie.

Quanto contano le sperimentazioni nel nuovo album?
Il disco è basato interamente sulla sperimentazione. O meglio, sulla ricerca. Per arrivare al risultato finale non ci siamo posti l’obbligo di sperimentare ma, semplicemente e naturalmente, abbiamo iniziato a suonare ricercando sonorità nuove per tutti  e con le quali allo stesso tempo ognuno di noi potesse sentirsi a suo agio.

Tales from the Sofa è uscito il 10 gennaio, che feedback avete ricevuto?
Non seguiamo molto statistiche di visualizzazioni e streams, speriamo che qualcuno ci avvertirà se un giorno i numeri diranno che siamo ricchi e famosi.  Siamo davvero soddisfatti di questo disco e ci farebbe piacere condividerlo con quante più persone possibile. La nostra “piattaforma” preferita rimane ovviamente quella del live: ricevere apprezzamenti e riscontri positivi dopo una serata da parte di chi prima non ti conosceva è una delle cose che ci rende più felici.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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