“Su un letto di fiori”: la nuova perla di Banana Yoshimoto

Leggere le storie di Banana Yoshimoto è come bere un bicchiere d’acqua fresco in piena estate. La sensazione che ti lascia una sua lettura è di serenità, pacatezza, emozione pura. L’abbiamo conosciuta tutta con Kitchen nel lontano 1991 e tanti sono stati i suoi romanzi che hanno conquistato anche il nostro paese (Tsugumi, Honeymoon, Lucertola, Il corpo sa tutto ecc.).

Dopo un vago silenzio, è tornata a far parlar di sé e a lasciarci trasportare dalle sue parole, come fossero onde del mare. Ed è proprio grazie alla forza dell’oceano che in Su un letto di fiori facciamo la conoscenza della protagonista di questa storia.

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Miki è stata ritrovata da neonata su una spiaggia, o meglio sul bagnasciuga, posata su un soffice letto fatto di alghe marine. Gli Ohira, la famiglia che l’ha adottata, la amano tantissimo e gestiscono un piccolo B&B che da proprio sull’oceano. Miki ha tutto ciò che si possa desiderare e la sua felicità la rende quasi ingenuamente dolce agli occhi di la conosce per la prima volta.

La sua quiete quasi statica viene però interrotta bruscamente da alcuni eventi inspiegabili di fronte ai quali si trova spesso negli ultimi tempi: ha notato che una signora si aggira a volte intorno alla sua casa, in concomitanza con l’apparizione strana di alcuni sassi nel vialetto. Ci si mette anche il giardino della casa dei vicini, nel quale ritrova un mucchietto di ossa senza spiegazione. Insieme al suo amico d’infanzia, Nomura, Miki farà una grande scoperta sulla sua vita e sulla grandezza di essa; di come a volte il mondo è così ampio, che vivere nella nostra piccola scatola, potrebbe non bastarci.

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Entrerà in contatto con l’amore, con l’odio, con tutti quei sentimenti e sensazioni che non sono altro che il motore stesso del nostro mondo; svelerà misteri e ci lascerà con quella strana sensazione di surreale che tanto piace creare a Banana Yoshimoto. Si tratta di un racconto dai toni e dalle tinte fantastiche, a partire dal ritrovamento di Miki fino alle caratteristiche quasi “magiche” della famiglia Ohira o ai sogni premonitori che i protagonisti fanno di continuo.

È questa la forza della scrittura di una grande artista come la Yoshimoto, la quale dà forza e allo stesso tempo dolcezza alle sue parole, come fossero musica. In questo racconto di sole 128 pagine, la Yoshimoto ha confessato di aver racchiuso un lutto importante nella sua vita, ovvero quello dei suoi genitori. “Sono stata spinta dal desiderio di condividere il percorso di elaborazione del lutto con il lettore”. Ha affermato questo in una recente intervista al Corriere della Sera, cercando speranza e conforto nella sua stessa scrittura e nel confronto con i proprio lettori, i quali sembrano aver già apprezzato molto questa nuova storia.

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La forza di questa grande scrittrice sta proprio nella sua capacità innata di entrarci dentro, di conoscerci senza conoscerci davvero, di parlare anche per noi in modo semplice e diretto, colpendoci dritto al cuore con le sue avventure narrate, con i suoi protagonisti a volte un po’ fuori dagli schemi.

Una scrittura fresca di conforto che difficilmente ci farà stancare del Giappone che proprio Banana Yoshimoto ci ha fatto conoscere tanti anni fa e, ancora oggi, ci mostra attraverso le sue immagini quasi fiabesche. Non vediamo l’ora di conoscere Miki e la sua storia.

«La morte mi attrae come motivo per analizzare la vita. E ne scrivo per cercare di dare consolazione alla nostra sensibilità»
Banana Yoshimoto

Autore: Banana Yoshimoto

Editore: Feltrinelli (collana I narratori)

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine e prezzo: pp. 128, € 14,00 (cartaceo) € 9,99 (ebook)

Photo credit by Martina Carnevale

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Martina Carnevale
Sono Martina, sommelier da parecchi anni e appassionata di enogastronomia ma soprattutto di tutto quello che riguarda la lettura ( e scrittura!). Amo viaggiare, il mondo del cinema e tutte quelle esperienze che possano arricchirmi.

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