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Entertainment

Stephen King risponde alle accuse di sessismo e razzismo

Federico Falcone

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Non ci sta, Stephen King, a essere additato come razzista e sessista e risponde a tono alle accuse piovutegli addosso su twitter. Qualche giorno fa l’amatissimo scrittore del Maine si era lasciato andare a un commento ambiguo sul proprio account che, come prevedibile, ha scatenato l’indignazione di fan e comunità social network, sempre alla disperata ricerca di una polemica da aizzare.

“Sono inciampato in una di quelle frasi fraintendibili recentemente. L’argomento erano gli Academy Award. Ho detto, sostanzialmente, che chi giudica le eccellenze creative dovrebbe essere cieco davanti alla razza, al genere o all’orientamento sessuale. Non ho detto che film, libri, spettacoli teatrali e musica incentrati sulla diversità o sulla diseguaglianza non possano essere lavori geniali. Possono esserlo, anzi, spesso lo sono”.

“Come scrittore, mi è permesso fare nomi soltanto per tre categorie: Miglior film, Miglior sceneggiatura non originale e Miglior sceneggiatura originale. Per me il problema della diversità non sussiste. Detto ciò non considererei mai la diversità un fattore significativo, in fatto di arte. Conta solo la qualità”, ha spiegato King.

Ancora una volta, però, gli Academy Awards sono finiti al centro della polemica. E, ancora una volta, per il buonismo imperante, esattamente come il politicamente corretto che altro effetto non hanno se non quello di provocare ambiguità di fronte ad alcune scelte. La diversità di genere, la provenienza geografica e l’etnia sono infatti temi capaci di spaccare il grande pubblico, soprattutto alla luce di pesanti contraddizioni interne che l’enstablishment a stelle e strisce vive da diversi anni.


Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Coronavirus: morto Larry King, celebre il suo show sulla CNN

Redazione

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È morto Larry King, celebre conduttore televisivo statunitense celebre principalmente per il suo omonimo show, andato in onda sulla CNN dal 1985 al 2010 per la bellezza di settemila puntate. Aveva 87 anni e da tre settimane era ricoverato al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles perché positivo al Coronavirus. Il virus purtroppo ha avuto la meglio.

Larry King era affetto da patologie pregresse, principalmente il diabete di cui soffriva da anni, così come di problemi cardiaci. Nel 1987 ebbe un attacco di cuore e venne operato per l’installazione di cinque bypass. Nel 2017 era stato operato per un tumore ai polmoni. Nato come Lawrence Harvey Zeiger a New York il 19 novembre del 1933 aveva mosso i primi passi da giornalista proprio nella Grande Mela Prima di avere successo, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, anche in Florida come speaker e radiofonico in quel di Miami Beach. Sul finire dei Settanta ritorna a New York per commentare i campionati di football americano.

Alla carriera da giornalista e conduttore televisivo ha affiancato il suo impegno sociale da filantropo. Sul finire degli anni Ottanta fondò la Larry King Cardiac Foundation con la quale sosteneva le spese cardiache per i più poveri. In carriera ha collezionato più di cinquantamila interviste.

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A Roma arriva Candlelight: i grandi compositori a lume di candela

Riccardo Colella

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La musica classica chiama e Roma risponde. Dopo i successi di New York, Parigi e Barcellona, i concerti Candlelight sbarcano nella Capitale. Nella suggestiva cornice di Villa Appia Antica, in un evento targato Fever Original Event, sarà possibile rivivere i capolavori della musica classica, in un’indimenticabile atmosfera a lume di candela.

I grandi compositori rivivono in una serie di concerti open air, eseguiti da talentuosi musicisti per un’esperienza davvero unica nel suo genere. I capolavori di Beethoven, Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi, le migliori opere di Chopin fino al Requiem di Mozart.

Nel più totale rispetto dei protocolli di sicurezza, Candlelight non snatura la sua essenza e, offre agli spettatori la possibilità di avvicinarsi a un mondo affascinante quanto solenne. Ciascun concerto sarà eseguito da un quartetto ad archi e avrà durata di 65 minuti.

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Tra mente, cuore e carne: la poesia di Patrizia Valduga

Redazione

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Poetessa e traduttrice veneta Patrizia Valduga è stata la compagna del poeta, traduttore e critico letterario Giovanni Raboni con cui ha condiviso un’intensa storia d’amore durata 23 anni, dal 1981 fino al 2004, anno della morte di Raboni.

La vita di Patrizia Valduga è intrisa di grande letteratura. Nei suoi scritti troviamo, infatti, un uso impeccabile e sensuale della metrica. Tutto accade in una stanza, in quattro mura: un uomo e una donna sono uno davanti all’altra, pronti al combattimento amoroso. La donna è la scrittrice. La stanza è la sua mente, dove l’incontro d’amore si trasforma in un teatro di parole e di carne, dove le voci ben distinte dei due amanti si alternano e dialogano durante l’incontro, in un andamento emotivo che segue il ritmo di una marea, di un’onda trasportata, schiaffeggiata e gonfiata dal vento.

Ma quel che accade è soprattutto poesia.

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Di seguito un componimento tratto da  “Medicamenta e altri medicamenta”(Einaudi, 1989)

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami…
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami. 

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgmominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.
Legami annegami e infine annientami.

Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Di Erica Ciaccia

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