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Biennale di Venezia, finisce l’era Baratta. Roberto Cicutto è il nuovo presidente

Roberto Cicutto è il nuovo presidente della Biennale di Venezia. A comunicarlo è Dario Franceschini, ministro per i beni e le attività culturali, che ha reso noto come l’era di Paolo Baratta, presidente in carica negli ultimi dodici anni, sia quindi giunta al termine.

Federico Falcone

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Roberto Cicutto è il nuovo presidente della Biennale di Venezia. A comunicarlo è Dario Franceschini, ministro per i beni e le attività culturali, che ha reso noto come l’era di Paolo Baratta, presidente in carica negli ultimi dodici anni, sia quindi giunta al termine.

“Sarà il veneziano Roberto Cicutto il nuovo presidente de La Biennale di Venezia”. Lo comunica il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini che ha avviato questa mattina la procedura di nomina. “Una candidatura prestigiosa per una delle più importanti istituzioni culturali italiane” ha commentato Franceschini augurando “buon lavoro a Cicutto per questa nuova fantastica sfida”.

“Negli ultimi anni – ha sottolineato il ministro – la Biennale ha vissuto un processo di rinnovamento in tutti i settori di attività e ha incrementato la sua già notevole fama sulla scena internazionale. Questo è stato possibile grazie al prezioso lavoro di Paolo Baratta e della sua squadra che ringrazio. Sono certo che Baratta, con la sua autorevolezza, continuerà a impegnarsi per La Biennale”, ha concluso Franceschini. 

Roberto Cicutto, classe 1948, nasce e vive a Venezia che lascia dopo aver conseguito la maturità classica al noto liceo Marco Polo. Si trasferisce successivamente a Roma dove intraprende la carriera cinematografica. Fonda nel 1978 la società di produzione Aura Film, con cui vince, dieci anni dopo, nel 1988, il Leone d’oro a Venezia per ‘La leggenda del santo bevitore’ con la regia di Ermanno Olmi. Nel 1984 costituisce la società Mikado Film, con cui ha distribuito e prodotto film dei più rappresentativi registi italiani e stranieri.

Nel 1993 con Angelo Barbagallo, Nanni Moretti e Luigi Musini fonda la Sacher Distribuzione; è stato inoltre partner di Ermanno Olmi nella società di produzione Cinemaundici. Nel 1994, in occasione del centenario della nascita del cinema, viene insignito dal Presidente della Repubblica Commendatore con altre personalità del cinema. Nel 2009 è Direttore del Mercato Internazionale del Film.

Per alcuni anni è membro del Consiglio di Ace (Atelier du Cinéma Européen), EFA (Euyropean Film Academy) e del Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2009 ricopre la carica di Presidente e Amministratore Delegato di Istituto Luce-Cinecittà srl.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Sospese le domeniche gratis al museo: “rischio contagi troppo alto”

Anche le attività teatrali, cinematografiche e musicali si interrogano su come ripartire in autunno e inverno

Federico Falcone

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Nonostante l’Italia non presenti una curva epidemiologica preoccupante come quella di Francia e Inghilterra, giusto per citare i due esempi più eclatanti in Europa, la precauzione non è mai troppa. Non se in ballo c’è la saluta dei cittadini. Dev’essere stata questa la motivazione sulla base della quale il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza nella quale si sospendono le domeniche gratis al museo.

Un’iniziativa che negli anni ha riscosso un sempre maggiore successo e che ora, invece, per ragioni di salute e sicurezza pubblica, subirà uno stop. A partire da ieri non sarà più possibile visitare musei, mostre, e analoghi luoghi pubblici. Il provvedimento si è reso necessario – così fanno sapere dal Ministero – a seguito dell’aumento dei casi di Covid-19 in Italia.

In media sono più di 1.500 i casi che si registrano nel quotidiano da un mese a questa. A volte di meno, a volte di più, certamente, ma tanto basta per agire con tempestività e prevenzione. Una battuta d’arresto che non ci voleva, non dopo che le riaperture post lockdown avevano fatto registrare un minino di ritorno alla normalità. Per la cultura, dunque, c’è ancora da soffrire. Non se ne uscirà tanto facilmente.

Nel mentre anche le attività teatrali, cinematografiche e musicali si interrogano su come ripartire in autunno e inverno. La stagione è praticamente alle porte ma le incertezze sono ancora numerose. Non tutte le organizzazioni, specialmente quelle private, possono riaprire a ranghi ridotti. Le normative per il contrasto del coronavirus, volte soprattutto a evitare assembramenti facili in posti al chiuso, non consentono di avere gli stessi numeri che in passato e quindi, avendo un pubblico minore su cui contare, minori saranno anche gli incassi.

Situazione, questa, dalla quale uscirne definitivamente non sembra possibile. Per lo meno ad ora. L’impossibilità di prevedere l’andamento della curva epidemiologica e le ovvie necessità di programmazione sono fattori che male si sposano. L’uno, purtroppo, esclude l’altro. Si può sempre ricorrere – come qualcuno ha suggerito – al “navigare a vista” in attesa di una schiarita all’orizzonte, ma questa è una soluzione troppo instabile. Per tornare alla normalità, purtroppo, ce ne vorrà ancora.

Foto: Roma.FanPage

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Buon compleanno Mafalda, l’eroina dei fumetti che voleva cambiare il mondo

E pensare che la genesi della bambina di sei anni, con il fiocco in testa e dalla chioma ribelle, è decisamente particolare

Antonella Valente

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La bambina – forse – più famosa dell’immaginario comics è diventata adulta e oggi compie esattamente 56 anni.

Nata più di mezzo secolo fa dall’idea e dalla matita dell’argentino Joaquìn Salvador Lavado, in arte Quino, Mafalda è comparsa nell’omonima striscia a fumetti per la prima volta il 29 settembre 1964.

Dal tratto semplice e attrattivo, Mafalda è diventata molto popolare in Europa e in America Latina, riuscendo a emergere anche nella cultura artistica e fumettistica americana e asiatica grazie alle sue caratteristiche cartoonesche e alla sua indole pacifica, a tratti un po’ burlona e infantile.

Le sue qualità esilaranti l’hanno resa un punto di riferimento per grandi e piccini, arrivando a relazionarsi con i problemi del mondo, della società, della scuola e della famiglia in maniera spensierata ma profonda. In particolare, in Argentina, Mafalda è considerata un’eroina, tanto che a Buenos Aires c’è una piazza a lei dedicata.

E pensare che la genesi della bambina di sei anni, con il fiocco in testa e dalla chioma ribelle, è decisamente particolare.

Mafalda, infatti, nacque su commissione per pubblicizzare un’azienda di elettrodomestici: il marchio Mansfield.

Da qui l’ispirazione del nome di un personaggio energico, sprizzante, iperattivo, sempre alla ricerca di avventure e modernità vissute con leggerezza ma anche con tenacia e sicurezza. La campagna pubblicitaria, però, non fu realizzata e le strisce di Quino furono pubblicate per la prima volta l’anno dopo sulla rivista “Primera Plana“.

Iniziò così a circolare il fumetto di Mafalda, una bambina dallo spirito ribelle, preoccupata per le sorti dell’umanità e con la voglia di cambiare il mondo. Disprezzatrice delle minestre, come la gran parte dei più piccoli, il personaggio del fumetto ha uno sguardo acuto e si interessa dei problemi del mondo, dalla fame al razzismo, fino addirittura alla guerra del Vietnam. Le sue domande, sempre provocatorie e disarmanti, mettono in crisi gli adulti, fino a smascherarne le loro contraddizioni. Tanti i fan che l’hanno avuta a cuore. Tra i più affermati ricordiamo lo scrittore Gabriel Garcia Marquez e John Lennon.

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Ratched piace a tutti, confermata la seconda stagione

Saranno otto gli episodi che daranno seguito alla vita dell’infermiera Ratched

Antonella Valente

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La seconda stagione di Ratched si farà, ma non prima del 2022. A pochi giorni dalla sua uscita, la serie targata Netflix è considerata tra le più interessanti dell’intero catalogo, risultando tra le più viste negli ultimi mesi. Un successo di pubblico che ha convinto la produzione ad annunciare, con largo anticipo, un secondo appuntamento.

La protagonista Mildred Rathed, interpretata da Sarah Paulson, è un personaggio tanto affascinante quanto inquietante. Puntata dopo puntata assistiamo a un’evoluzione ben marcata e costante, capace di palesare un ventaglio di sfumature umane di cui nessuno avrebbe sospettato, per lo meno dopo i primi due o tre episodi.

Leggi anche: Ratched: esercizi di stile per la serie Netflix del momento

Merito va riconosciuto anche a Ryan Murphy, regista e sceneggiatore della serie che ha messo su un cast di altissimo livello, soprattutto con riguardo ai caratteri femminili: oltre alla Paulson, infatti, troviamo la Miranda di Sex & The City – Cynthia Nixon – la fantastica Judy Davis e l’eterna Sharon Stone.

L’accordo tra Netflix e Murphy prevede una seconda stagione. Intesa che non arriva a seguito del successo di questa prima, anzi, era sottoscritta già prima della sua messa in onda.

Saranno otto gli episodi che daranno seguito alla vita dell’infermiera Ratched.

Le vicende di Mildred Ratched, la sadica e manipolatrice infermiera che si imbuca nella clinica psichiatrica di Santa Lucia, prendono spunto dal romanzo di Ken Kesey “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.

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Scritto che ha ispirato anche l’omonimo film con protagonista Jack Nicholson. La pellicola, uscita nel 1975, vinse cinque premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale, miglior attore protagonista e miglior attrice protagonista. Cioè quella Louise Fletcher che interpretava l’infermiera Ratched.


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