La “bomberata” con cui Spike Lee ha spoilerato il vincitore della Palma d’oro a Cannes

La “bomberata” è quel fatto, quell’episodio, quel momento con cui si vuole indicare un qualcosa di rilevante, di esaltante o, più semplicemente, di imperdibile. È gergo comune tra i giovani d’oggi, sempre alla ricerca di neologismi per apostrofarsi a vicenda, degnamente supportati dallo slang presente su internet che ne alimenta con meticolosa costanza la ricercatezza, mai banale o già sentita. Insomma, è figo parlare così e a qualcuno va pure bene. E Spike Lee, in quel di Cannes, si è reso autore di una giocata di tutto rispetto.

Chiamato a rivestire il ruolo di presidente della giuria del celeberrimo e osannato festival, il tifoso dei New York Knicks e regista, fra le altre cose, di capolavori come La 25a Ora e Fa la cosa giusta, forse non capendo dove si trovasse, né perché, ha svelato con due ore d’anticipo sulla tabella di marcia, il vincitore dell’edizione 2021 del festival di Cannes. Anzi, la vincitrice. La Palma d’oro è andata infatti a Julia Ducournau per il film Titane.

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Risate tra gli spettatori attoniti e sgomento tra gli altri giurati, ingessati e formali come prassi vuole, a differenza dell’ennesimo, pittoresco, abito di Spike Lee. In fin dei conti, cosa volete che sia accaduto? Una gaffe o meglio, una bomberata. “Devo le mie scuse a tutti: ai colleghi, al festival e soprattutto agli artisti a cui batteva il cuore per il pasticcio che ho combinato. Adoro lo sport ed è come se avessi sbagliato un tiro libero oppure un gol sulla sirena. Semplicemente mi sono confuso. L’ho anche spiegato al cast di Titane e loro mi hanno detto che non mi devo preoccupare. Significa molto per me”, ha poi spiegato il regista visibilmente dispiaciuto e imbarazzato per l’accaduto.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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