Perché guardare il film di Sonic su Amazon Prime Video

Ho recuperato soltanto adesso “Sonic“, il film sull’omonimo personaggio dei videogiochi nato dalla mente di Naoto Oshima e diventato un’icona videoludica – fu la fortuna del Sega mega drive nei primi ’90 e poi di Nintendo.

Le aspettative erano basse, poco più in su di quelle riservate per il film dei “Me Contro Te“, considerate anche le premesse: un teaser di lancio mostruosamente sbagliato, una pessima cgi per il peggior modello possibile di Sonic.

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Per fortuna, si è tornati a pagina bianca e il film è stato ricostruito da zero, anche perché una produzione così grande non poteva permettersi di rischiare, sapendo quant’è capricciosa la fanbase dei videogiocatori – motivo per cui i videogiochi non verranno mai considerati un’arte, spiace dirlo.

Il film comunque non è piaciuto lo stesso, agli aficionados del porcospino blu elettrico. E ci dispiace perché una pellicola così piacevole meritava maggiore spazio di quello che ha ottenuto, soprattutto tenendo conto del lungo iter produttivo.

Il film, come dicevamo, è davvero gradevole: una storia semplice, molto derivativa dallo sci-fi per famiglie anni ’80, ma meno stomachevole. È davvero un film per tutti, e questo è il vero merito di ‘Sonic’, perché c’è l’operazione nostalgia per il pubblico più adulto – l’intramontabile Jim Carrey nei panni del Dr. Eggman – assieme a qualche battuta audace, c’è la comicità spicciola e fisica per il pubblico più giovane, c’è Sonic come lo abbiamo sempre sognato sul grande schermo, le sue scariche elettriche, i divertenti rallenty – per fortuna pochi e ben piazzati – durante le scene più concitate, in cui vediamo Sonic sfoggiare la sua celebre super-velocità, e c’è qualche divertente omaggio.

Arriva adesso su Prime Video senza noleggio, per tutti gli abbonati. Un miracolo, visto che negli stessi giorni esce l’ultimo disastro della Disney, ‘Mulan’ in pacchetto famiglia a 25 euro, che è la guida definitiva – dopo Aladdin e Il Re Leone in live action – all’induzione del sonno sullo spettatore.

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Alberto Mutignani
Pescarese, classe 1998. Unico laureando in lettere a non aver ancora scritto la propria autobiografia. Interessi: le cose frivole, le chiacchiere a vuoto, gli scrittori comodi, il cinema popolare, i videogiochi. In un'altra vita è stato un discreto detective privato.

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