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Cinema

“Solo gli amanti sopravvivono”: Loki nelle vesti di una rockstar vampiro

Francesca Lucidi

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L’attore Tom Hiddleston, così noto agli appassionati Marvel per aver vestito i verdi e inquieti panni della divinità dell’inganno Loki, si è cimentato anche in ruoli più underground. Nel 2013 esce la pellicola Only lovers left alive (Solo gli amanti sopravvivono), del regista indipendente Jim Jarmusch.

Presentata al 66° festival di Cannes, la singolare cronaca dark sulla vita di quattro vampiri è un universo semantico sensuale e accattivante: ammicca agli amanti delle atmosfere gotiche, in questo caso contemporanee e metropolitane, ed è una ballata colta e trasognata che sottende una critica soft ma motivata verso il genere umano, che non infastidisce perché circondata da un intreccio degno di un romanzo di Oscar Wilde o di una poesia di Bukowski.

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Jarmusch sfrutta perfettamente l’esile e avvenente figura di Hiddleston per generare ADAMO: una creatura affascinante e malinconica, coltissima e disillusa sotto un taglio di capelli da chitarrista maledetto. Adam, infatti, è un musicista… e un vampiro. Probabilmente molti si aspetterebbero un ecosistema fatto di scene cruente ed esseri famelici grondanti di sangue zampillante. Jarmusch ci presenta invece due entità eleganti e magrissime: Adam, appunto, ed Eve. Due quieti e educati “individui” post- romantici che giocano a scacchi mentre gustano un ghiacciolo molto singolare…

Eve è interpretata dall’androgina Tilda Swinton, che affianca perfettamente la nera aura di Adam con i suoi bianchi abiti e una filosofia New Age che riesce a mettere calma allo spettatore, il quale è probabilmente molto più simile ad Adam per le paure, la rabbia e i problemi relazionali.

Adam vive a Detroit: una città presentataci come uno scenario post-apocalittico, non per volontà e tramite artifici ma mostrando semplicemente il panorama mentre i due girano di notte in macchina, solo parlando, solo guardando la luna.

La coppia all’inizio del film è separata. I due vivono molto molto lontani: Adam a Detroit ed Eve a Tangeri

L’artificio che subito t’inebria è la struttura delle prime vorticose scene della pellicola: si viene subito catapultati tra astri ruotanti e la telecamera si alterna tra questi e i movimenti di un disco che danza, mentre la musica avvolge i due protagonisti che si apprestano al “risveglio” nelle loro rispettive abitazioni, le quali rispecchiano perfettamente le personalità e le attitudini degli occupanti.

Adam indossa sempre pantaloni neri e ha un corpo bello, scarno e sensuale. Il viso è scavato e lo sguardo azzurro e spettrale è ombrato da capelli lunghi, crespi, disordinati. Adam è un musicista affermato nel panorama indipendente; il suo unico contatto con l’esterno è un goffo ragazzo, umano, che idolatra Adam e gli fornisce chitarre da collezione che vengono mostrate allo spettatore con le loro rispettive storie. Lo strano amico del vampiro non conosce la reale natura del suo “mito”. Adam affascina tutti: sta in disparte e non esce mai… e questo non fa che aumentare l’aura di fascinazione che inizia ad attirare l’attenzione sulla musica e sulla persona di Adam.

Ciò che caratterizza questa “canaglia romantica dalle tendenze suicide” è il suo disprezzo per l’umanità. Adam vive da molti secoli, ha conosciuto artisti famosi che campeggiano in ritratti e dagherrotipi appesi alle pareti della sua oscura casa. Lui studia la scienza, lui ammira Tesla e Galileo… l’umanità mortale ha invece deriso e perseguitato ogni pensatore libero e rivoluzionario.

Nella modernità il mondo è infetto e malato a causa dell’uomo che diffonde morte e distruzione come un virus letale. Il sangue stesso dell’uomo è contaminato; Adam, infatti, si rifornisce del suo nutrimento tramite canali quasi ufficiali: in ospedali e banche del sangue. La sua disillusione nei confronti del mondo lo spinge, però, ad aspirare alla fine, alla definitiva dipartita che una pallottola d’argento gli potrebbe donare. Eve, di contro, vive in un’attitudine fiduciosa e Zen che contrasta con la depressione cosmica del suo Adamo. Eve corre… corre dal suo eterno amore perché è così che accade sempre. Loro vivono un moderno rapporto fatto di indipendenza e reciproca dipendenza.

Ogni gesto che sia una sfilata di guanti, una camminata o una posa sulla sedia ammaliano lo spettatore che inizia a idolatrare inconsapevolmente quelle due figure strane e belle di una bellezza dissonante.

Eve ha una sorella: Ava. Ava giunge come un uragano inatteso nella vita dei due… e tutto sembra doversi svegliare da quella calma psicotropa. Succederà davvero questo?

Il titolo del film resta una domanda che ci sembra di dimenticare durante la visione di quello che sembra più un documentario. Noi tramite l’occhio di Jarmusch possiamo spiare Adamo ed Eva e sentirci un po’ in colpa per tutte le verità su di noi che ci spiattellano senza mezzi termini, tra divani e drappeggi impolverati. Silenzio, musica e pelle nuda. E quella domanda alla fine della pellicola trova la sua risposta, che probabilmente dipende da ciò che lo spettatore vuole ammettere, da ciò che lo spettatore interpreta dalla scelta fatta da Adam ed Eve.

Stiamo, però, sempre parlando di due vampiri e il sangue ha il suo ruolo fondamentale. La paura del “contagio” dagli umani è fortissima… nutrirsi è pericoloso. Quando loro si nutrono fanno sì che anche nelle nostre gole possiamo provare l’estasi di un cibo più profondo: fatto di amore vero, poesia e segreti da custodire a ogni costo. Forse la ricetta per una vita eterna è proprio quella: rapporti liberi e indissolubili e una solidarietà che trapassa ogni confine. I due, infatti, hanno un amico anziano… molto anziano: stiamo parlando di Marlowe, detto Kit.

Marlowe non è altro che una delle citazioni letterarie di questo film che abbraccia tutte le arti in un ballo in maschera che pullula di sub-cultura e storia delle arti, della creatività e delle anime che hanno spiccato sopra gli umani-zombie, morti, fermi e incoscienti… ignoranti. “Marlowe” storicamente è Christopher Marlowe: drammaturgo e poeta inglese, contemporaneo di Shakespeare ma morto molto prima di questo, in circostanze misteriose ancora oggi discusse. Christopher Marlowe è una figura controversa e collegata a suggestioni esoteriche, un uomo violento e dissoluto che però colpì la Regina Vergine, Elisabetta I, fino a diventare parte dei suoi servizi segreti. Marlowe è noto per aver scritto, tra le altre, l’opera teatrale Il Dottor Faust (probabilmente del 1600), in cui tratta il delicato tema del “patto col diavolo”.

Nella pellicola, però, Marlowe non appare violento: è saggio e sinceramente affezionato ad Adam ed Eve. In realtà Kit ci viene presentato senza spiegarci nulla sul suo nome o la sua natura… e questa è la vera magia del film: tutto è sussurro… come se stessimo su un palcoscenico e dovessimo noi recitare dinanzi ai personaggi la pantomima dell’umanità, mentre i protagonisti sono seduti a guardarci e Jarmusch ci suggerisce da sotto una botola cose che dovremmo comprendere e impersonare, per la salvezza dell’onore intellettuale della nostra stirpe e per convincere Adam che il mondo ha ancora speranza.

Adam ed Eve non si agitano troppo durante il film, noi ci agitiamo molto di più perché le citazioni e i nomi ci fanno domandare se abbiamo capito bene e ci costringono a cercare le fonti di parole e gesti mai casuali.

Kit non ci viene presentato esplicitamente come Christopher Marlowe… anzi…

Ad un punto del film Eve recita una poesia così, per il puro piacere di farlo: quella poesia è molto famosa, e se non la conosciamo di certo non lascia indifferenti.

Presentateci come versi di Marlowe, così recitano quelle soavi parole:

Amore non muta con le brevi ore e con le settimane

ma dura in eterno fino all’eterno giorno del giudizio.

Se questo che io scrivo è un errore

e sarà provato,

dite pure che io non ho mai scritto,

né che nessun uomo ha mai amato.

Kit è interpretato dall’attore britannico John Hurt, deceduto nel 2017. La scelta sembrerebbe dettata solo dal talento e la portata dell’attore… in realtà va ricordato che Hurt è noto per le sue straordinarie interpretazioni teatrali in opere shakespeariane: questo è un indizio che si deve ricollegare al rapporto tra “Marlowe” e quei versi meravigliosi e misteriosi recitati da Eve. Nel film si gioca sui misteri che avvolgono le figure di Marlowe e Shakespeare e sulla miriade di ipotesi storiche e filologiche che circondano le due personalità. Di Shakespeare non conosciamo informazioni per una parte della sua vita, di Marlowe non si conosce la data di nascita e molte cose sono avvolte dal fumo e dalla nebbia. Che i due fossero la stessa persona è una suggestione forte, che trova le basi sulle informazioni storiche riguardo a una figura che aiutò Shakespeare nella redazione dei testi, o che subì addirittura plagio da quest’ultimo; e da lì le ipotesi che fossero un’unica persona. La scelta abbracciata da Jarmusch è forte… ma se è vissuta come una giravolta che possa unire effetti epidermici e culturali si può tranquillamente accettare.

Solo gli amanti sopravvivono è un film che lascia “straniti”, non solo per queste dolci “insidie” ma anche per merito e colpa della colonna sonora forte, multipla e presente forse più dei dialoghi che si riducono all’osso. La pellicola ha per questo ottenuto la Palma D’oro, vinta dallo straordinario compositore e liutista olandese Jozef van Wissem.

Dalla visione di questo film si esce confusi o con la voglia di prendere in mano molti libri e tirare le tende. Magari Adam ed Eve sopravvivranno; anche l’umanità se opterà per la seconda suddetta opzione.

Sto a gambe incrociate tra lo Zen e il Rock n’ Roll: tra la ricerca del vuoto illuminato e la passione per un rumoroso “Tutto” da cui farmi avvolgere. Dopo tutti gli studi comandati, ho incorniciato al muro la mia grande voglia di “incontrare”.

Cinema

Franceschini fa sul serio: cinema, teatri e musei riaperti dal 26 aprile

Federico Rapini

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Franceschini riapre musei cinema e teatri

Dopo una serie interminabile di annunci e smentite, ritardi e rilanci, chiusure totali e aperture parziali, forse ci siamo: il 26 aprile è la data che il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha individuato per la riapertura di musei, cinema e teatri. Un tira e molla protrattosi per mesi, gravato dall’infinita oscillazione tra zone rosse e arancioni che, però, male hanno celato la vera assenza di una progettazione a lungo termine.

Le polemiche, nel corso di questi mesi, ulteriormente incandescenti nel corso delle ultime settimane, non hanno risparmiato il ministro, reo di tanti proclami e scarse attenzioni verso un mondo, quella della cultura, che in Italia è parte essenziale e imprescindibile per il Pil nazionale e che, non fosse altro per la storia meravigliosa del nostro Paese, è vanto agli occhi della comunità internazionale.

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Spartiacque della decisione è, come ormai noto, il Comitato Tecnico Scientifico, al quale spetta l’ultima parola sulle riaperture e che ora, finalmente, seppur con notevoli pressioni, sembra avallare la possibilità tanto auspicata dagli addetti ai lavori. “Io ho discusso con il Cts soprattutto per avere un allargamento della partecipazione per gli eventi all’aperto”, ha spiegato Franceschini. “Sarà possibile lavorare a un’estate con una maggiore elasticità al chiuso e una maggiore disponibilità per gli eventi all’aperto. Io vorrei ci fosse, anche mettendo qualche misura di sicurezza in più, un allargamento del numero di spettatori all’aperto. Abbiamo bisogno tutti di un’estate con piazze e strade che compatibilmente con la sicurezza siano pieni di spettacolo, musica, danza e prosa”.

“Dal 26 aprile, con qualche giorno di anticipo rispetto all’ipotesi dei primi di maggio, potranno riaprire teatri, cinema, musei e eventi all’aperto con misure di limitazione della capienza che conoscete e che abbiamo lungamente discusso con le categorie e gli esercenti”. Poi precisa: “Da Cts ok a nostre proposte”. E ringrazia “tutti quelli che domani (oggi ndr) saranno in piazza. Sono con voi”.

Oggi, 17 aprile, a Piazza del Popolo a Roma manifesteranno i Bauli in Piazza (dalla quale faremo un collegamento in diretta sulla nostra pagina Facebook) insieme ad oltre 100 organizzazioni. Prenderanno parte alla manifestazione romana che verrà aperta da un flash-mob a cura degli stessi Bauli e che poi si svolgerà coinvolgendo la presenza e le testimonianze di tutte le sigle aderenti. La protesta dei lavoratori del mondo dello spettacolo, che il 14 aprile hanno occupato il Globe Theatre a Villa Borghese, continua nonostante le parole di Franceschini. Fermi da oltre un anno e senza ancora risposte certe sul futuro, il movimento ha ottenuto anche il supporto di personaggi come Gianna Nannini, Luciano Ligabue e Piero Pelù.

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Cinema

Road to Oscars 2021: Tutto ciò che dovete sapere sulla cerimonia del 25 aprile

Riccardo Colella

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Ci avviciniamo sempre più alla cerimonia d’assegnazione dei 93esimi Academy Awards. A poco più di una settimana dall’evento, infatti, fervono i preparativi per la notte cinematografica più attesa dell’anno. The Walk of Fame ha ideato per voi una “marcia d’avvicinamento” al 25 aprile, chiamata Road to Oscars 2021, con degli speciali su alcuni dei film e degli attori in gara, allo scopo di guidarvi nel migliore dei modi verso la Notte degli Oscar 2021.

Per rimanere sempre aggiornati sugli ultimi sviluppi e conoscere i tasselli che andranno a comporre la serata di premiazione, inoltre, ecco un utile vademecum che vi consentirà di avere una panoramica più ampia sull’evento.

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COME E DOVE SI TERRÀ L’EDIZIONE 2021 DELLA NOTTE DEGLI OSCAR?

La cerimonia di premiazione si terrà in una veste del tutto nuova, rispetto a quanto avvenuto finora. A causa dei rigidi protocolli anti Covid-19, infatti, la serata si svolgerà, per la prima volta, in una doppia location: il Dolby Theatre di Hollywood e la Union Station di Los Angeles. L’evento si terrà in presenza esclusivamente per candidati e presentatori.

NOMINATION E PRONOSTICI?

A fare la parte del leone, con ben 10 candidature, troviamo Mank di David Fincher. Subito dietro, segue a ruota e con 6 nomination, il quintetto composto da Nomadland, Il processo ai Chicago 7, Minari, Sound of Metal e The Father. Occhio anche all’Italia che, col Pinocchio di Matteo Garrone e il brano Io sì (Seen) cantato da Laura Pausini per La vita davanti a sé (che per l’occasione si esibirà nel corso della cerimonia), porterà un bel pezzo di tricolore nel cuore del cinema hollywoodiano. Attenzione anche a Chadwick Boseman, con la sua candidatura postuma nella categoria miglior attore protagonista. Al presente link, trovate l’elenco delle nomination.

CHI CONDURRÀ LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE?

Per il terzo anno consecutivo, gli Academy Awards potranno contare su una pluralità di presentatori. A condurre la cerimonia di premiazione, infatti, gli organizzatori hanno selezionato un primo nutrito (e non definitivo) gruppo di star che annovera celebrità come Angela Bassett, Brad Pitt, Halle Barry Bong Joon Ho, Don Cheadle, Laura Dern, Harrison Ford, Bryan Cranston, Renée Zellweger, Regina King, Zendaya, Reese Whiterspoon, Rita Moreno e, ultimo ma non ultimo, Joaquin Phoenix.

DOVE VEDERE LA NOTTE DEGLI OSCAR 2021?

Tutto ciò premesso, rimane da sciogliere l’ultimo nodo legato all’evento: “Dove sarà possibile vedere la cerimonia di premiazione?”. La diretta della Notte degli Oscar 2021 sarà, anche quest’anno trasmessa da Sky in esclusiva per l’Italia. L’appuntamento è per la notte tra il 25 e il 26 aprile, a partire dalle 00:15, in diretta sul canale tematico Sky Cinema Oscar, per l’occasione visibile da oggi fino al 30 del mese e che, in questo lasso di tempo, ospiterà una maratona di oltre 100 film premiati nelle precedenti edizioni. Ad accompagnare i telespettatori, a partire dai momenti salienti del red carpet, il rodato duo composto da Franco Castelnuovo e Antonio Canova, insieme alla giornalista di Sky TG 24 Denise Negri.

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Cinema

Morta Helen McCory, la zia Polly di Peaky Blinders

Federico Rapini

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Helen McCory Peaky Blinders è morta

Helen McCory, attrice inglese di 52 anni, muore dopo una lunga battaglia con il cancro.

“Con il cuore a pezzi devo annunciare che dopo un’eroica battaglia contro il cancro, la bella e straordinaria donna che è Helen McCrory è morta in pace a casa, circondata da un’ondata di affetto da parte di amici e familiari” queste le parole del marito, l’attore Damian Lewis.

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La poliedrica attrice era noto al grande pubblico soprattutto per il ruolo di zia Polly in Peaky Blinder e quello di Narcissa Malfoy in Harry Potter.

Soprattutto nella serie sulla gang di Birmingham Helen McCory ha avuto una parte cruciale. Era lei la vera matriarca della famiglia Shelby. Il profilo social di Peaky Blinders, appresa la notizia, ha voluto rendere omaggio all’amatissima zia Polly: “Tutto il nostro amore e i nostri pensieri sono con la famiglia di Helen. Riposa in pace”.

In Harry Potter la figura di Narcissa Malfoy, madre dello studente meno gradito al protagonista, dopo un duraturo ruolo da antagonista si rivela fondamentale per la sopravvivenza del maghetto più famoso del mondo.

Altri ruoli che le hanno dato lustro sono stati quelli della madre di Giacomo Casanova in Casanova, al fianco di Heath Ledger, e quello di Cherie Blair in “The Queen-La regina” del 2006.

L’ultimo triste saluto del marito ne descrivono sinteticamente, quanto pienamente, la sua vita nonostante la malattia: “È morta come ha vissuto. Senza paura. Dio, l’abbiamo amata e sappiamo quanto siamo stati fortunati ad averla avuta nelle nostre vite. Ora vai in cielo, piccola, e grazie”.

Lascia marito e due figli di 15 e 14 anni.

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