SimonLuca: “Libertà è amore e passione. Viviamo il momento perchè nulla dura per sempre”

Si intitola “Libertà” (Ghandi Dischi) ed è il nuovo singolo di SimonLuca, uscito lo scorso 1 maggio in radio e sulle piattaforme streaming e digital download. Simonluca, in un ballo immaginario con la donna idealmente amata, riflettendo su sé stesso attraverso questo brano (prodotto da Andrea DB Debernardi e Valerio Tufo) realizza di essere cresciuto nel profondo della sua interiorità e si sente finalmente pronto ad affrontare un decisivo cambiamento: allontanandosi da una concezione materialistica del rapporto di coppia, esprime invece tutta la sua volontà di costruire una storia fatta d’amore e passione, autentica e genuina, basata sui principi della fiducia reciproca e della libertà.

E’ da poco uscito il tuo singolo “Libertà”. Come nasce e perchè scrivere un singolo che abbia un titolo così significativo?
Il brano lo abbiamo sviluppato lo scorso agosto. Poi per diversi motivi abbiamo preferito prendere più tempo così da avere anche altro materiale che ben presto pubblicheremo. E’ uscito in questo periodo, in totale casualità, ma la libertà di cui si parla è intesa sotto il profilo dell’amore ed è relativo ad un rapporto di coppia. Il brano prende vita tramite la mia manager che mi ha fatto conoscere il produttore Andrea Debernardi con cui mi trovo davvero bene a fare musica. Il genere scelto si prestava molto, soprattutto dopo le prove fatte con “Ascoltami”, il mio primo cd uscito nel 2018 in cui sono presenti anche degli sprazzi latin pop.

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Il singolo anticipa l’uscita del tuo prossimo album. Qual è una delle caratteristiche del progetto discografico che ci apprestiamo ad ascoltare?
Sarà più o meno sulla stessa linea del genere di “Libertà”. Io tendo abbastanza ad aprirmi soprattutto su tematiche amorose. Chissà, magari potrà esserci anche quale traccia con contenuti differenti. Sicuramente ci sarà comunque qualcosa di diverso dal pop latin.

Nel singolo affronti il tema dell’amore in maniera particolare. Cosa ne pensi?
Come dico nella canzone consiglio di vivere l’amore molto liberamente. Pensare che le cose non durano per sempre, concentrarsi nel qui ed ora, vivere al meglio il momento, la relazione e la condivisione del tempo con un’altra persona e dare tutto se stessi. Parola d’ordine “passione”.

Ripensando al periodo che stiamo vivendo, come hai vissuto l’isolamento forzato?
Fortunatamente vivo in un posto abbastanza spazioso, ma dopo un pò si esauriscono le idee e le cose da fare. Devo dire che sono stato abbastanza tranquillo. Sarebbe stato inutile vivere questi momenti con rabbia. E’ stata quasi come una mini vacanza. Stavo volentieri a casa perchè era la scelta giusta onde evitare ulteriori rischi, quindi non l’ho vissuta come una forzatura. Per la musica potrebbe essere anche positivo. Essendo stati a casa, non essendoci stati tanti concerti, quando ci permetteranno di fare live come si deve, magari le persone apprezzeranno di più un evento di questo genere. Nel nord Europa hanno già messo in campo nuove iniziative, come ad esempio i Drive In. Magari potrebbe aiutarci a sperimentare qualcosa di nuovo.

La pandemia ha aggravato la condizione dello spettacolo e della musica a tuo avviso?
Non è stata la pandemia a farci valutare le difficoltà di questo mondo. In Italia è difficile riconoscere professionalmente l’arte e nel nostro paese è sempre stata complicata la vita da artista. Bisognerebbe evolversi di più, questo sì, magari con maggiori figure che diano importanza a questo settore.

Tornando indietro nel tempo, quando ti appassioni alla musica e quando decidi che sarebbe stata parte della tua vita?
Mi sono avvicinato al mondo della musica da molto piccolo. I miei genitori mi indirizzarono ad una scuola privata che mi ha permesso di sperimentare diversi strumenti, dal flauto traverso, al pianoforte, dalla chitarra alle percussioni. Poi nel 2012 ho conosciuto un amico che faceva Rap e stando al suo fianco ho compreso che mi interessava divulgare le mie emozioni, i miei sentimenti e le mie esperienze. Mi piace molto trasmettere pensieri positivi e messaggi che facciano riflettere. Ho sperimentato anche cover e cover traduzioni, ma non mi appartengono più di tanto. Non mi permettevano di esprimermi e sono passato al cantautorato.

C’è un cantautore cui sei particolarmente legato o da cui trovi ispirazione?
In particolare no. Ci sono molto artisti che hanno fatto parte della mia vita. Sono dell’idea che tutti crescano con la musica. Nei vari periodi della nostra esistenza ci accompgna sempre della musica diversa, in base anche alle esperienze che viviamo. Sicuramente da piccolo, tramite mio papà, mi piacevano molto Lucio Battisti, Franco Battiato. Poi nel corso degli anni ho ascoltato molto Tiziano Ferro, gli Articolo 31, Jamiroquai. Davvero molta musica diversa. Ci sono anche alcuni artisti internazionali che raccontano la loro musica sul ritmo latino o pop cui cerco di ispirarmi in questo periodo.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è quello di farcela, di riuscire ad arrivare a più persone possibili con la mia musica e i miei messaggi, magari dar loro dei consigli. In particolare, mi piacerebbe arrivare a Sanremo, uno dei pochi palchi che mi ha sempre stimolato.

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Antonella Valente
Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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