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Serena Altavilla presenta “MORSA”, debutto discografico da solista

Federico Rapini

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Serena Altavilla, in passato frontwoman dei Blue Willa e Solki, esordisce ora con il suo primo album da solista “MORSA”. Disponibile su tutte le piattaforme di streaming dal 9 aprile, l’album prodotto da Blackcandy Produzioni tratta la fragilità come punto di rottura e poi di rinascita.

Già attiva in numerose formazioni ben note del panorama alternativo italiano, Serena Altavilla in queste 10 tracce canta e disegna scenari variegati e personali, a metà strada tra il reale e l’onirico. Ogni canzone è una stanza abitata da umori e personaggi diversi. Dalle finestre si scorgono paesaggi notturni, penombre, qualche raggio di luce. Il sound del disco contribuisce a ricreare atmosfere agli antipodi, passando dal pieno allo scarno in un battere di ciglia, dal suolo al sottosuolo, dal giorno alla notte. Uno scivolo inesorabile dai mille affacci.

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Dall’album “MORSA” è stato estratto il primo singolo “Epidermide”, con un videoclip creato dal collettivo John Snellinberg e diretto da Patrizio Gioffredi, che ha assecondato le venature dark e romantiche della canzone ambientando il tutto in un minimale set teatrale, con luci cangianti ed espressioniste e un montaggio che gioca con il buio. Sulla scena Altavilla interagisce con il suo doppelgänger, a cui presta il corpo l’attrice e regista Livia Gionfrida.

“La sensazione di essere stata morsa dalla taranta ce l’ho spesso avuta, così come la sensazione di essere stretta in una morsa, di non riuscire a muovermi, reagire e scappare. Il morso della tarantola, il morso che dà vita a una purificazione passando per l’isteria e la perdita di senno, è l’espressione di una lotta interna ed esterna che solo la musica può curare. La spinta a cercare ciò che morde all’esterno, la ricerca dello scontro. Sentire il bisogno di esplodere per ritrovare i pezzi e ricomporsi, per rinascere”. Con queste parole Serena Altavilla ha voluto spiegare il concept che lega i brani tra loro.

Della cantante parla un gran bene Paolo Benvegnù, voce del gruppo indie-rock Scisma, “Scomodo Moravia che per il funerale di Pasolini disse che di poeti ne esistevano ancora pochi. In questo caso c’è una poetessa giovane, con la sua poesia bellissima e lo sguardo verso il mondo. L’ho conosciuta a Prato nel 2005 e voglio ringraziarla per non essersi mai arresa alla disillusione che a volte la musica regala”.

Un’investitura importante dunque per la Altavilla e il suo disco sperimentale, per la realizzazione del quale la città di Prato e la sua multiculturalità sono stati fondamentali. Non solo la città toscana è stata fondamentale nella costruzione dell’album. Tra le muse ispiratrici confessa di avere “tante figure, un lungo esercito di voci che mi hanno lasciato tracce indelebili. I Beatles a casa mia erano costanti. Lo squillo di Mina rappresenta un suono d’infanzia. Ma anche Edith Piaf e Kim Gordon”.

Questa nuova avventura per Serena Altavilla, che viene dal mondo dei gruppi e delle band rock, segna un passaggio importante nel darsi un’identità autonoma. Lei stessa confessa che ha avuto voglia di “essere freelance, di potermi sbizzarrire senza una band fissa. Volevo slegarmi dalle abitudini. Volevo mettermi in difficoltà con sensazioni nuove”. 

Il disco è difatti poco commerciale e gli stessi arrangiamenti dei musicisti sono stati una ricerca per sganciarsi da ogni genere. “Il mio desiderio, e quello del produttore, è stato il cercare straniamenti della percezione usando strumenti antichi e classici insieme ad altri più moderni”.

Le dieci tracce dell’album hanno aiutato Serena Altavilla a conoscersi meglio e ora, rispetto a quando li ha scritti, “li vedo diversamente. Adesso che hanno maturato sono pronta a prendermene la responsabilità”.

Per quanto riguarda il futuro, sulla possibilità di tornare sul palco davanti al pubblico vede barlumi di speranza: “Il live lo sto immaginando deframmentato e sognante, qualcosa che non preveda folla davanti che balla e suda. In una forma o in un’altra bisogna ricominciare perché manca a tutti”.

Questa la tracklist dell’album “MORSA” di Serena Altavilla:

1 – Nenia
2 – Distrarsi
3 – Rasente
4 – Epidermide
5 – Un bacio sotto il ginocchio
6 – Tentativo per l’anima
7 – Sotto le ossa
8 – Forca
9 – La trascrizione dei sogni
10 – Quaggiù

Foto di Silvia Bavetta

Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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“Mi manchi negli occhi”, in uscita il nuovo singolo di Tricarico

Redazione

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A pochi mesi di distanza dall’uscita di “Mi manchi negli occhi“, torna Tricarico con un nuovo singolo, “La Bella Estate“, la cui uscita è prevista per venerdì 23 aprile per Artist First. Questo singolo, prodotto da Vittorio Corbisiero, è un pezzo allegro e scanzonato, dove Tricarico con grande ironia racconta di come la protagonista della sua “bella estate” sia stata una donna molto speciale, non un’amante, non un amore romantico, bensì sua nonna, scelta al posto di molte altre avvenenti figure femminili.

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Una canzone fresca e divertente, perfetta da cantare in macchina mentre si corre verso il mare. Una canzone per sperare in un’estate davvero bella e libera. Il singolo anticipa il nuovo album dell’artista che uscirà a maggio a distanza di sei anni dal precedente, periodo in cui Tricarico si è dedicato principalmente all’altra sua grande passione, la pittura.

Cantautore, polistrumentista, disegnatore ed artista visivo, Francesco Tricarico, classe 1971, inizia a suonare da giovanissimo e si diploma al Conservatorio di Milano. Girovaga con una piccola band suonando jazz nei locali milanesi e si esibisce per qualche mese anche a Parigi.

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Tricarico ha all’attivo sette dischi: “Tricarico” (2002), “Frescobaldo nel recinto” (2004), Giglio (2008), “Il Bosco delle fragole” (2009), “L’imbarazzo” (2011), “Invulnerabile” (2013) e “Da chi non te lo aspetti” (2016).

Musica ed arte sono, per Tricarico, due mondi complementari. Il legame tra la sua musica e le sue opere è molto stretto, e rappresenta la ricerca di un posto nel mondo e di un mezzo per comunicare con gli altri. Ha pubblicato un libro di disegni e racconti “Semplicemente ho dimenticato un elefante nel taschino” (2010) edito da Bompiani ed ha esposto i suoi quadri, sia su tela che su carta, all’interno di mostre a lui dedicate.

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Caparezza fra le new entry di Radio Indie Music Like

Fabio Iuliano

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Torna anche questa settimana in radio la classifica degli indipendenti nello storico format Radio Indie Music like prodotto da Paolo Tocco e Giulio Berghella. Ecco i singoli  in onda questa settimana. Si parte dal 20esimo grandino con una new entry con Andrea Laszlo De Simone con il singolo “Vivo” (42 Records).

Altra new entry quella del nuovo singolo degli Extraliscio al 17esimo gradino con “È bello perdersi” (Bettywrong). E saliamo al gradino 14 per fare un altro play sul singolo di Bugo dal titolo “E invece sì” (Mescal). Ritroviamo Motta in salita al gradino 10 con il singolo “E poi finisco per amarti” (Sugar).

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Altra new entry con Caparezza ed il suo singolo “La scelta” (Polydor) che si posiziona al gradino 8 della classifica. Podio solido di conferme: anche questa settimana ritroviamo alla terza posizione il singolo “Amare” (Woodworm) de La rappresentante di lista. In vetta, come detto, restano stabili Colapesce & Dimartino con il sinolo “Musica leggerissima” per Sony.

Prevista un’intervista con AaLe con il singolo “Luminol” che sale al gradino 70 della classifica di questa settimana. Appuntamento alle 20, ogni lunedì. A seguire  Me & Blues” con Gianfranco Piria alle 21. “Un’Altra Musica” con Matteo Ceschi con un focus sulla protesta contro il Vietnam.Alle 23 – “Radici” di Aldo Coppola Neri. Questa sera alla scoperta delle tanto amate Demo.

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L’Inghilterra riparte da Liverpool: concerto con 5mila persone senza norme anticovid

Luigi Macera Mascitelli

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Un primo concreto segno di ripresa della normalità pre pandemia. A darne notizia è la BBC: il prossimo 2 maggio si terrà al Sefton Park di Liverpool (Inghilterra) un concerto pilota all’aperto dei Blossoms con 5.000 spettatori senza mascherine e distanziamento sociale.

Il live fungerà da test per una futura ripresa totale degli eventi dal vivo senza norme anticovid. I partecipanti dovranno sottoporsi ad un tampone rapido, che sarà effettuato in un’apposita struttura organizzata fuori la sede dell’evento. E poi di nuovo a distanza di qualche giorno dal concerto. In questo modo, spiegano le autorità, il monitoraggio dei possibili nuovi contagi sarà costante e il più preciso possibile.

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Oliver Dowden, segretario alla cultura, ha così dichiarato in merito:

«Ora che il nostro programma guidato dalla scienza è in corso, siamo un passo avanti verso un’estate di eventi dal vivo. Testare veri tipi di situazioni ed esaminare diverse misure, è la chiave per riportare il pubblico agli eventi in sicurezza. Spero che non passi molto prima che i concerti possano tornare definitivamente»

Un evento che lascia ben sperare sul futuro della musica dal vivo, soprattutto dopo l’annullamento o la posticipazione dei maggiori live e festival in Europa. Italia inclusa ovviamente, proprio come aveva anticipato Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e promoter musicale tra i più autorevoli al mondo, in una nostra live esclusiva.

L’Inghilterra ad oggi conta circa 68 milioni di abitanti. Di questi, più di 32,8 milioni sono stati vaccinati con la prima dose, mentre più di 9,9 milioni di persone hanno ricevuto la seconda.

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