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Se Chiara Ferragni catalizza attenzione sugli Uffizi, lo Stato italiano ha fallito?

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L‘ostinata e ostentata ricerca della polemica è uno sport tanto caro agli italiani, siano essi appartenenti alla società civile o alla classe politico-dirigenziale del Paese, soprattutto se riguarda Chiara Ferragni. In questo, va detto, siamo bravi. E uniti come in pochi altri settori. Da nord a sud dello Stivale quella frenetica attività consistente nel puntare il dito contro qualcosa o qualcuno per vomitargli addosso insulti, ingiurie, illazioni, anatemi e qualsiasi altro tipo di abominio verbale, non risparmia nessuno. Adolescenti, adulti o persone in là con gli anni, c’è sempre un “nemico” da mettere nel mirino.

Poco importa, poi, se il malcapitato di turno sia un personaggio pubblico famoso per aver reinventato i canoni della comunicazione e fatto da apripista a una nuova generazione di informatori digitali. Cosa volete che sia se la suddetta persona ha varato modelli di approccio al marketing online in grado di rompere col passato tanto da essere studiati in alcune tra le più importanti università del mondo. Di chi parliamo nella fattispecie? Di Chiara Ferragni. Che piaccia o meno, l’influencer italiana è quanto sopra descritto. Nel suo campo è stata una pioniera e continua a essere un faro da cui in migliaia attingono luce. Contro di lei, però, vanno da sempre in scena campagne di odio, shitstorm sotto articoli o post sui principali social netwrok, oltre che una costante diffamazione nei confronti delle iniziative intraprese.

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Lungi, in questa sede, dal voler fare un trattato di antropologia sul perché ciò si verifica con preoccupante reiterazione, ma il dato di fatto, quello che deve far riflettere, è che, nel leggere molti dei commenti legati alle sue attività, ciò che emerge è una sincera invidia nei confronti dell’ex Diavoletta87. Potrà non essere simpatica, potrà suscitare gelosie per una vita lussuosa e ricca di sfizi, potranno non essere condivise le sue campagne e i suoi metodi di lavoro – questo ci sta, fa parte del gioco e guai a eliminare la possibilità di non essere in linea con tutto ciò – ma il potenziale della sua comunicazione è quanto di più necessario all’Italia per rilanciarsi.

C’è chi le mode le lancia e chi le segue. La Ferragni appartiene alla prima categoria. Non sempre impeccabile ma indubbiamente talentuosa e intuitiva. In un Paese che fatica a promuovere le proprie eccellenze, se non ricorrendo alla solita retorica di autoreferenzialità e autocompiacimento, davvero possiamo permetterci di non sfruttare (che brutto concetto) le sue competenze e qualità? In un’Italia in cui molti dei luoghi più visitati non hanno ancora sviluppato un apparato digitale tale da essere fruibile alle apparecchiature mobile (d’altronde, si sa, il cellulare è ancora un lusso riservato a pochi) è indispensabile lasciare fuori dal contesto una figura in grado di togliere polvere e ragnatele a degli asset comunicativi stantii e incancreniti da mille criticità?

Chiara Ferragni non è la donna in missione. Non è neanche la salvatrice della patria e neanche colei che potrà far cambiare definitivamente rotta al settore culturale tricolore, ma la polemica che in questi giorni l’ha investita a seguito della sua visita alla Galleria degli Uffizi di Firenze, è quanto di più assurdo, incomprensibile, illogico e stupido cui si possa assistere. Sotto accusa è finito lo shooting. Perché? “Perché non sa neanche di cosa si sta parlando però si fa le foto con quei quadri“: risposta di un utente. Sfortunatamente sono tantissimi coloro i quali condividono l’autorevole opinione. Non lo trovate demoralizzante?

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Con quello shooting finito sotto i riflettori per molteplici versi, l’influencer ha fatto pubblicità a un’eccellenza italiana tra le più celebrate e osannate al mondo, ha ingenerato curiosità in quelle fasce d’età più giovani che la seguono per le sue altre attività e, soprattutto, ha spogliato le Gallerie di quella veste eterea ed esclusivista (come molti altri luoghi d’arte) che suggerirebbe poter appartenere solo a coloro che vivono, respirano, si nutrono di arte. Ma quando mai! Non comprendere l’importanza di un’operazione di marketing come questa è semplicemente folle. In un Paese che stenta a valorizzare e tutelare le sue eccellenze, non possiamo e non dobbiamo permetterci di precludere alcuna strada atta a generare nuova curiosità, interesse e appeal commerciale. Con buona pace dei leoni da tastiera e dissacratori seriali. Non è solo l’essere umano a nutrirsi di arte, ma anche l’economia. Non percepire la necessità di proiettarsi in una nuova era della comunicazione vuol dire lasciare morire quelle peculiarità che vengono sbandierate come eccellenze.

Dati alla mano, lo shooting incriminato ha prodotto 9312 visitatori tra venerdì e domenica, l’equivalente di un più 24% rispetto al fine settimana precedente. “Oltre al dato della crescita generale, che per la prima volta dalla riapertura post lockdown indica più di 3000 persone al giorno di sabato e domenica, annotiamo con immenso piacere un vero e proprio boom di giovani in museo: da venerdì a domenica abbiamo avuto tremilaseicento tra bambini e ragazzi fino a 25 anni. Nel weekend passato erano stati 2.839: dunque, stavolta sono venuti a trovarci 761 ragazzi in più, con un aumento del 27%. In questo fine settimana abbiamo visto, letto e sentito un sacco di tuttologi che ci hanno insegnato di tutto e di più. Alla luce di questi numeri, posso solo dire che mi dispiace per loro”.

E’ quanto dichiarato dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. Provate a chiedere a lui, dunque, se non esiste un effetto Chiara Ferragni o se vorrebbe privarsene. Chiara Ferragni non è la soluzione, quella richiede numerosi altri fattori e settori da coinvolgere, ma sicuramente rappresenta un know how indispensabile per svecchiare metodologie comunicative ormai obsolete al fine di tentare di stare al passo coi tempi. Lo Stato italiano in questo deve continuare a interrogarsi (in molti hanno intrapreso iniziative lodevoli) per cambiare marcia e valorizzare appieno il proprio patrimonio artistico e culturale negli anni della digitalizzazione estremizzata. In italia nascono task force per ogni evenienza, potrebbe non essere una cattiva idea quella di affidare idee e proposte di rilancio a imprenditori come la Ferragni. Proviamo a scrollarci di dosso quella patina conservatrice che condiziona il nostro pensiero. Chissà, magari ci rendiamo conto che possiamo tutti giovarne di più.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Le follie di Lercio diventano uno show: il tour satirico in giro per l’Italia

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Lercio Alive Show è l’evoluzione di Lercio live, uno spettacolo che vanta più di 200 date in Italia, 3 sold-out a Londra e la partecipazione ad alcuni dei più importanti festival italiani e internazionali (Home, Medimex, Primo Maggio di Taranto, Sziget di Budapest). Battute fulminanti, telegiornali improbabili e scoregge vaginali terranno compagnia al pubblico per un’intera serata, al termine della quale verrà sorteggiato il nome del prossimo Ministro degli Esteri. Nessuna selezione all’entrata, a meno che non sia tu l’attuale Ministro degli Esteri.

Per queste date Lercio si avvarrà della presenza di uno special guest musicale: Giaggio, batterista, percussionista e producer che ha portato il suo progetto di performance elettronica tra Europa, America e Canada, toccando città come New York, Los Angeles, Toronto, San Francisco, Barcellona, Berlino, Parigi, Bruxelles, Liverpool e molte altre. Giaggio si occuperà la colonna musicale dello spettacolo di Lercio per queste date:

12/06 MILANO – RIDE

25/06 BOLOGNA – BOLOGNINA LIVE

09/07 SUVERETO (LI)  – TEATRINO DIVINO

13/08 BERGAMO – POLARESCO

15/10 FIRENZE – TEATRO PUCCINI

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Luca Ward è la voce della Sardegna nello spot “Sicuri di sognare”

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Uno spot di pregio, prodotto in Sardegna e con la leggendaria voce di Luca Ward, che la Regione lancia sui media nazionali e internazionali e mette a disposizione di tutti gli imprenditori turistici, in un progetto integrato di grande rilancio del turismo sardo fin dall’estate 2021.

«Abbiamo dato vita ad una idea che non fosse fine a se stessa, una cartolina già nota, bensì un progetto studiato e pensato in riferimento al target, agli obiettivi e ai risultati da raggiungere» ha detto il Presidente Christian Solinas, che ha presentato l’iniziativa in una conferenza stampa nel parco di Villa Devoto, insieme all’assessore al Turismo Giannio Chessa, al Presidente di Confesercenti Sardegna Roberto Bolognese e all’attore Luca Ward, che ha dato voce alla Sardegna nello spot.

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«Attraverso lo spot parliamo e ci interfacciamo con chi ama e sceglie la Sardegna come meta delle sue vacanze: si evidenziano quindi i desideri, i bisogni, le scelte della domanda turistica. Un target che corrisponde esattamente ai molteplici segmenti di arrivo delle linee aeroportuali nazionali ed internazionali. Abbiamo impostato una campagna che raccoglie in modo sistemico tutti i principali attori del territorio, degli ambiti produttivi, del settore turistico e dei diversi comparti ricettizi. Una campagna di sistema che porta in primo piano tutta la Regione, in modo coeso ed integrato – ha aggiunto il Presidente – Un ampio coinvolgimento che permetterà di amplificare la promozione e rappresentare l’Isola con una immagine coordinata»

Gli attori del sistema potranno infatti aderire liberamente alla campagna promozionale utilizzando il video istituzionale e il claim in ogni azione di promozione che i singoli soggetti decideranno di intraprendere. Lo spot abbraccia idealmente l’Isola raccontando un’identità poliedrica fatta di monumenti secolari, paesaggi mozzafiato e tradizioni uniche. Il concept del video ruota intorno al messaggio “sicuri di sognare”, cuore di una narrazione dell’Isola come meta da sogno, e luogo in cui liberarsi dalle tensioni e dalle costrizioni dell’era pandemica, dove ritrovare una dimensione sicura, di autenticità e di bellezza.

La strategia promozionale per la Destinazione Sardegna 2021, inoltre, inaugura per la prima volta un modello integrato e coordinato con gli attori del sistema. Lo spot viene trasmesso sulle reti televisive RAI e canale RaiPlay a partire dal 10 giugno, e successivamente su Mediaset. Verrà inoltre veicolato a partire dal 15 giugno nel circuito delle Grandi Stazioni delle 14 principali città italiane e nella rete di porti e aeroporti. Il video sarà tradotto in lingua inglese, francese e tedesca, per favorire la diffusione e la geo-localizzazione del target a livello nazionale ed internazionale. È prevista una strategia di promozione sui diversi canali digitali che permetterà di aumentare la riconoscibilità del brand Sardegna attraverso una strategia multichannel che vede come protagonista il video spot istituzionale. L’obiettivo dell’attività digital è quello di dare rilevanza alla campagna istituzionale messa in atto dalla Regione Autonoma della Sardegna, caratterizzandola per ogni canale di diffusione e per tipologia di formati.

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Omicidio a Easttown: la miniserie con il premio Oscar Kate Winslet arriva su Sky

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Omicidio a Easttown è una miniserie statunitense creata da Brad Igelsby (American Woman), che ne è anche sceneggiatore e produttore, ed è diretta da Craig Zobel, già regista di prodotti di grande qualità come The Leftlovers e The Hunt. La serie, tramessa negli Stati Uniti dalla HBO, è uno dei prodotti più promettenti della nuova stagione telefilmica in corso, per molti motivi diversi, partendo dalla storia, fino ad arrivare allo sviluppo.

La trama ci porta ad Easttown, una piccola cittadina della Pennsylvania, dove viene ritrovato il corpo senza vita di una ragazza, Erin (Cailee Spaeny), madre single brutalmente assassinata, che crea scompiglio e agitazione in una comunità in cui tutti si conoscono e dubitano l’uno dell’altro. Qui entra in campo Mare, interpretata dalla pluripremiata Kate Winslet.

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Mare Sheenan è una poliziotta quarantenne che non si pettina e non si trucca, una donna che cerca di fare i conti con una vita privata in rovina. Il suo lavoro la assorbe totalmente e, nonostante viva insieme alla madre e ai figli, quella è l’unica cosa che riesce a smuoverla dal torpore che la attanaglia. Quando viene chiamata a lavorare sul caso della ragazza madre assassinata, viene assalita da un bisogno vitale di scoprire la verità. Il caso sembra collegato alla sparizione di altre due adolescenti della zona, e questo porterà la detective ad entrare in un vortice che la costringerà a scavare nel torbido della città.

La miniserie prende da subito le distanze dal tradizionale racconto d’indagine, scegliendo di narrare un caso di omicidio che non rimane l’elemento centrale della trama. Infatti, la protagonista assoluta è Mare, con il suo passato drammatico da affrontare. Un evento traumatico, il suicidio del figlio, avvenuto anni prima, e che l’ha portata a rinchiudersi tanto da separarsi dal marito e a tornare a vivere con la madre. Fortunatamente, ha anche chi la sostiene e aiuta nei momenti difficili, la sua amica Lori (Julianne Nicholson), che conosce da quando erano ragazze e che l’ha supportata nel periodo più cupo della sua vita.

Nel cast, dove si nota una forte predominanza femminile, oltre alle già citate Kate Winslet (Titanic) e Julianne Nicholson (The Outsider), troviamo Jean Smart (Legion) nei panni di Helen, madre della nostra protagonista; Evan Peters (American Horror Story) che impersona l’impacciato detective, collega di Mare, Colin Zabel e Guy Pearce (When We Rise), interprete di uno scrittore che cerca di corteggiare, senza grossi risultati, la detective.

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Omicidio a Easttown è un viaggio alla scoperta delle luci e delle ombre di una donna, dove non esistono buoni o cattivi, ma ognuno ha in propri pregi e difetti e cerca di fare del suo meglio. È una serie che prova a mostrare ogni sentimento, senza giudicare, perché rimane il racconto di una vicenda sconvolgente, in un luogo dimenticato, dove i personaggi sono talmente complessi che hanno bisogno di tutta la scena per essere apprezzati al meglio. 

Omicidio a Eastown è disponibile su Sky Atlantic, e On Demand su Now tv, a partire dal 9 giugno. I sette episodi che compongono la miniserie saranno rilasciati con cadenza settimanale.

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