Gli Scorpions cambiano il testo di “Wind of Change” per “non romanticizzare la Russia”

Ognuno fa la sua parte per osteggiare la Russia e tutto ciò che a essa è affine. Anche gli Scorpions, la band autrice di “Wind of Change“, singolo scritto e pubblicato nel 1989, elevatosi a inno rock di pace e solidarietà verso le popolazioni afflitte la guerra e dalle sue conseguenze. Il cantante Klaus Meine la scrisse con riguardo specifico alla caduta del Muro di Berlino e alla riunificazione delle due Germanie, ma ben presto la canzone ha trasceso la sua collocazione specifica ed è stata riutilizzata in molteplici circostanze.

I venti di guerra che oggi soffiano dall’est Europa caratterizzano la canzone con un’attualità di cui tutti avremmo fatto volentieri a meno. La band ha deciso di cambiare una parte del testo del brano, però, e la spiegazione del perché l’ha fornita direttamente il singer della formazione teutonica prima di un concerto a Las Vegas.

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“Pensavo a come ci si sente a suonare ‘Wind Of Change’ nel modo in cui ha suonato per così tanti anni, e ho pensato che non fosse il momento di romanticizzare la Russia in questo terribile momento in cui la guerra in Ucraina infuria. ‘Segui la Moskva / Giù a Gorky Park”, sai?‘ – ha spiegato – Volevo fare una dichiarazione per sostenere l’Ucraina, quindi la canzone adesso è cambiata in: ‘Ora ascolta il mio cuore / Dice Ucraina, in attesa che il vento cambi“.

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Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.