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Musica

Sanremo 2020: ecco i duetti che celebreranno i 70 anni del Festival

Ogni campione interpreterà un brano che ha segnato la storia della kermesse per celebrare i 70 anni del Festival della Canzone Italiana

redazione

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Nella serata speciale di Sanremo 70, giovedì 6 febbraio, pensata per celebrare i 70 anni del Festival ogni campione interpreterà un brano che ha segnato la storia della kermesse. I 24 artisti in gara potranno scegliere di esibirsi insieme ad artisti ospiti italiani o stranieri e le loro interpretazioni saranno votate dai musicisti e dai coristi componenti l’Orchestra del Festival. La media tra le percentuali di voto ottenute dagli artisti durante la Terza serata e quelle ottenute dalle canzoni/Artisti nelle Serate precedenti determinerà una nuova classifica nella sezione Campioni.

ANASTASIO – SPALLE AL MURO *
PIERO PELU’ – CUORE MATTO *
ELODIE – ADESSO TU con AEHAM AHMAD
ELETTRA LAMBORGHINI – NON SUCCEDERA’ PIU’ con MYSS KETA
GIORDANA ANGI – LA NEVICATA DEL 56 *
DIODATO – 24 MILA BACI *
RAPHAEL GUALAZZI – E SE DOMANI con SIMONA MOLINARI
FRANCESCO GABBANI – L’ITALIANO *
ALBERTO URSO – LA VOCE DEL SILENZIO con ORNELLA VANONI
MARCO MASINI – VACANZE ROMANE con ARISA
ENRICO NIGIOTTI – TI REGALERO’ UNA ROSA con SIMONE CRISTICCHI
MICHELE ZARRILLO – DEBORAH con FAUSTO LEALI
RITA PAVONE – 1950 con AMEDEO MINGHI
TOSCA – PIAZZA GRANDE con SILVIA PEREZ CRUZ
ACHILLE LAURO – GLI UOMINI NON CAMBIANO con ANNALISA
BUGO E MORGAN – CANZONE PER TE *
IRENE GRANDI – LA MUSICA E’ FINITA con BOBO RONDELLI
LE VIBRAZIONI – UN’EMOZIONE DA POCO con CANOVA
LEVANTE – SI PUO’ DARE DI PIU’ con FRANCESCA MICHIELIN E MARIA ANTONIETTA
JUNIOR CALLY – VADO AL MASSIMO – con i VIITO
PAOLO JANNACCI – SE ME LO DICEVI PRIMA con FRANCESCO MANDELLI
PINGUINI TATTICI NUCLEARI – PAPAVERI E PAPERE, NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE, GIANNA GIANNA, SARA’ PERCHE’ TI AMO, UNA MUSICA PUO’ FARE, SALIRO’, SONO SOLO PAROLE, ROLLS ROYCE
RANCORE – LUCE con DARDUST e La RAPPRESENTANTE DI LISTA
RIKI – L’EDERA con ANA MENA

Foto: Pier Marco Tacca/Getty Images

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Aperol e Rockin’1000 raccolgono 100mila euro per la Protezione civile: il video

Fabio Iuliano

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Collaborando con il superprogetto Rockin’1000, capace nell’arco di poche ore di aggregare un’enorme band di 1200 musicisti, Aperol ha raccolto e donato oltre 100mila euro alla Protezione civile per far fronte all’emergenza Covid 19. Ogni musicista coinvolto, dalla propria casa, ha cantato e suonato “Una musica può fare” di Max Gazzè contribuendo a un video dalle mille finestre. Sono esattamente 1215 i contributi pervenuti.

Immagini casalinghe di ogni tipo. Questi i numeri della formazione, aggregata dalla più grande rock band del mondo: 450 chitarristi, 273 cantanti, 186 bassisti, 162 batteristi, 60 tastieristi, 53 saxofonisti, 20 trombe e 11 tromboni da Italia, Francia, Austria, Germania, Belgio, Svizzera, Russia, Argentina, Inghilterra e Tunisia.

Per ogni partecipante, Aperol ha donato 50 euro. Una volta arrivati a mille partecipanti, Aperol ha raddoppiato la donazione. Sono stati raccolti già 100mila euro a favore della Protezione Civile.

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Musica

Jesus Christ Superstar, l’opera rock compie 50 anni e conserva intatto il suo messaggio dirompente e provocatorio

Fabio Iuliano

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I giorni della Passione negli occhi e nell’umanità dei suoi protagonisti. La storia di Gesù raccontata attraverso gli occhi Pilato, Caifa, Pietro, di Maria Madddalena, ma soprattutto di Giuda, in un’opera rock dalla forza provocatoria e drammatica. Ecco Jesus Christ Superstar, il cui messaggio resta invariato, anche cinquant’anni dopo.

Era la primavera del 1969 quando l’allora ventenne e sconosciuto Andrew Lloyd Webber compose la canzone Superstar, sul testo dell’amico 23enne Tim Rice nei pressi di Ventimiglia. Quel singolo è stato il primo embrione su cui si è sviluppata l’opera nel 1970: un doppio album con un’orchestra sinfonica di 85 persone, 6 musicisti rock, 3 cori.

Una miscela originale a cavallo tra rock, soul, pop, punk e psichedelia. La parte di Gesù venne interpretata da Ian Gillan dei Deep Purple. Due anni dopo andò in scena il primo musical, un mix. Nel 1973 arrivò il film di Norman Jewison girato in Israele.

Un concept e una fotografia originale e un cast capace di registrare delle performance strepitose, Ted Neeley (Gesù), Carl Anderson (Giuda) e Yvonne Elliman (Maria Maddalena) e Barry Dennen (pilato). Un successo planetario, insomma, ma sempre accompagnato da polemiche. Inizialmente, la Bbc bollò l’album come “sacrilego” e lo bandì dalle sue trasmissioni. Poi, il fronte della contestazione arrivò un po’ ovunque.

“Abbiamo trattato il Cristo più come uomo che come Dio”, si trovò a dire Tim Rice. “Noi come autori non prendiamo posizione. Però il primo spunto ce l’ha offerto proprio il decano di San Paolo che una volta ci ha detto: ‘Prendete Gesù e portatelo via dalle vetrate istoriate’. Come base abbiamo scelto il Vangelo di Giovanni”.

#Musica, #Bollani, Jesus Christ Superstar a modo mioDal 3/4 la rivisitazione dell'album culto a 50 anni dall'…

Pubblicato da ANSA.it su Mercoledì 1 aprile 2020

Mentre oggi, anche Stefano Bollani annuncia una sua rilettura, in Italia l’adattamento, pur sempre in lingua originale, è firmato da Massimo Romeo Piparo: in scena da 26 anni, ha superato le 2000 rappresentazioni. Dal 2014 arruola lo stesso Neeley, oggi 77enne. Due anni fa, in occasione della sua performance all’Aquila, in occasione della Perdonanza celestiniana, abbiamo avuto modo di intervistarlo per il Centro, il quotidiano abruzzese.

Agosto 2018Cappello con visiera, pantaloni sportivi e camicia fuori, Ted Neeley fa quattro passi nell’anello del Forte spagnolo in attesa che finiscano di allestire il palco. Ha una bottiglietta d’acqua in mano, ti assicura di essere in grado di tramutarla in vino o di camminare sull’acqua delle fontane cittadine. In città da qualche giorno, l’attore-musicista ha avuto il tempo di vedere con i propri occhi le ferite del sisma del 2009, prima di prepararsi alla cerimonia di accensione del tripode della Perdonanza.

“Ricordo bene quelle immagini in tv di questa bella città distrutta dal sisma”, racconta. “I segni della tragedia si vedono ancora, ma trovo significativo che nell’arco di questi anni gli abitanti siano riusciti in qualche modo a rialzare la testa”. Sorride quando viene informato che sul web qualcuno ebbe il coraggio di dare la colpa del terremoto aquilano a una rappresentazione di Jesus Christ Superstar in scena proprio la notte del sei aprile in una chiesa della zona. “Negli anni Settanta i nostri show si riempivano di contestatori che consideravano l’opera sacrilega. Io mi armavo di pazienza e andavo a parlare con loro a uno a uno, invitandoli ad assistere a una replica per condividere il messaggio universale del musical. Poi anche Paolo VI volle vederla e ci disse: proiettatelo, contribuirà a diffondere la figura di Gesù“.

Che tipo di messaggio?
“Spiritualità, dialogo, amore e perdono. Con la musica a dar forza alle parole. Qualcosa che trascende il messaggio stesso di Celestino V nella Perdonanza.

Quanto è importante che queste parole si facciano strada in un momento in cui tutto viene mercificato, anche la religione?
“Il fatto che i testi e le scene pongano l’enfasi sul lato umano di Giuda e Gesù, consapevole di dover salire sulla croce, riempie l’opera di riferimenti al perdono, alla grazia, alla comprensione dell’altro, come nel caso della Maddalena”.

La sua voce raggiunge le note più alte nel brano dell’Orto di Getsemani quando Gesù chiede a suo Padre il perché della sua passione. Che risposta si è dato a questo perché?
“La risposta devo trovarla ogni sera, per arrivare al punto in cui non si può che accettare la volontà di Dio. Un bicchiere tanto amaro da mandar giù, così come la consapevolezza che sia Lui a tenere in mano ogni singola carta del gioco. Quelle domande senza risposta che ci troviamo a fare di fronte a una tragedia, o di fronte a decisioni apparentemente inspiegabili, come la scelta di un padre di sacrificare il proprio figlio”.

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Cantante turca muore dopo 288 giorni di sciopero della fame

Fabio Iuliano

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Helin Bölek, 28 anni, cantante solista del gruppo musicale turco Grup Yorum, è morta dopo 288 giorni di sciopero della fame. Un’azione non violenta che ha coinvolto la cantante e i componenti della band, iniziata per chiedere al governo il rilascio dei membri del suo gruppo; per chiedere la fine delle incursioni della polizia contro il Centro Culturale İdil di Okmeydanı, Istanbul; per eliminare il divieto dei concerti (erano stati banditi per quasi tre anni) ed eliminare le cause penali intentate contro di loro.

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