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Musica

Sanremo 2020, Diodato vince la 70esima edizione con Fai rumore

Fabio Iuliano

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Diodato è il vincitore del 70/o Festival di Sanremo. Alla terza volta all’Ariston, la seconda tra i Big, il cantautore trionfa con l’intenso brano Fai rumore, un atto di ribellione che fotografa l’amore nel senso più ampio possibile e allo stesso tempo un invito ad abbattere i muri dell’incomunicabilità. Alle sue spalle Francesco Gabbani con Viceversa, al terzo la sorpresa Pinguini Tattici Nucleari con Ringo Starr. A Diodato vanno anche il Premio della Critica intitolato a Mia Martini e quello della Sala Stampa Lucio Dalla, per la sezione Campioni. Il verdetto suggella un festival che consacra Amadeus e Fiorello, il bravo presentatore e l’infallibile scaldapubblico, il gaffeur inconsapevole e il badante 2.0, il solito ignoto e il re del karaoke come coppia da show: il gioco di sponda è riuscito, la complicità ha spazzato via le polemiche della vigilia, ‘Ciuri’ ha contagiato ‘Ama’, come dimostrano lo sketch iniziale, con Amadeus travestito da De Filippi per onorare la scommessa degli ascolti.

I vertici Rai ci hanno proposto di fare il Sanremo bis: la risposta la daremo alla fine di questa puntata, la settimana prossima”, annuncia Fiore, tra il serio e faceto, all’inizio della serata che incoronerà il vincitore, ironizzando sulla durata extralarge del festival. L’apertura è sulle note dell’inno nazionale, perfetto per suggellare un festival che ha unito ancora una volta l’Italia, mantenendosi sempre sopra il 50% di share, risultati che non si vedevano da vent’anni. Fiorello riparte subito dal caso Bugo-Morgan: “Ieri sera là dietro era peggio di Paura e delirio a Las Vegas, c’era Rita Pavone che giocava a burraco con Dua Lipa, Piero Pelù che struccava Achille Lauro… “. Poi si avvicina a Josè, il figlio di Amadeus in prima fila: “Quando è iniziato il festival aveva otto anni, oggi ne ha undici”.

la canzone vincitrice della settantesima edizione del festival

E ai vertici Rai: “Non si può fare così, un festival che dura 600 ore, Sanremo ha fagocitato tutto. Zingaretti, Salvini, dove siete? Dove state Sardine, Cinque Stelle? Ho visto Floris che parlava di pensioni con Elettra Lamborghini”. Entra Amadeus in versione De Filippi, con tanto di imitazione di ‘queen Mary’: i due amici ballano e cantano Un mondo d’amore di Gianni Morandi. E mentre “da capo al mondo” arrivano via Twitter i complimenti di Jovanotti, gli ex ragazzi di via Massena, cresciuti a pane e Radio Deejay, salutano il loro mentore Claudio Cecchetto. Per un Ama che diventa performer, un Tiziano Ferro che si rivela monologhista: “La felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni – sottolinea a due settimane dal compleanno – penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto”.

“Guardo il mondo attraverso il filtro delle mie cicatrici. E grazie a loro curo le ferite che arriveranno”.

“La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli. Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai”, scandisce visibilmente emozionato.

Nel festival del ‘bacismo’, al termine della sua Me ne frego Achille Lauro stampa velocemente le labbra su quelle del fidato Boss Doms: il travestimento – altro tormentone di Sanremo 2020 – di questa sera è Elisabetta I Tudor, viso incorniciato da centinaia di perle, parrucca, gorgiera e crinolina. Fiorello accorre per il selfie di rito: “Lui è talmente avanti che è già lunedì”. Piero Pelù trasforma l’Ariston in un tempio del rock trascinando il pubblico con Gigante: la sorpresa è lo ‘scippo’ della borsetta a un’elegantissima signora. Sembra divertirsi questa sera nella sua esibizione su No grazie anche il rapper della discordia Junior Cally. A tutto ritmo i Pinguini Tattici Nucleari con Ringo Starr. Francesco Gabbani dedica la sua Viceversa “a tutte le persone deboli”.

CLASSIFICA FINALE

1) Diodato
2) Gabbani
3) Pinguini Tattici Nucleari
4) Le Vibrazioni
5) Piero Pelù
6) Tosca
7) Elodie
8) Achille Lauro
9) Irene Grandi
10) Rancore
11) Raphael Gualazzi
12) Levante
13) Anastasio
14) Alberto Urso
15) Marco Masini
16) Paolo Jannacci
17) Rita Pavone
18) Michele Zarrillo
19) Enrico Nigiotti
20) Giordana Angi
21) Elettra Lamborghini
22) Junior Cally
23) Riki

Incidente sexy sfiorato per Elettra Lamborghini: mentre balla sulla sua Musica (e il resto scompare), coinvolgendo anche il direttore d’orchestra, si agita e la scollatura lascia intravedere il seno. Amadeus consegna le chiavi dell’Ariston a Mara Venier: la conduttrice di Domenica in scende la scala togliendosi i tacchi, imitata poi da Tosca che emoziona ancora con Ho amato tutto. Tornano sul palco Diletta Leotta vestita da Palma d’oro, Sabrina Salerno e Francesca Sofia Novello. Superospite Biagio Antonacci con un medley dei suoi successi.

L’abbraccio finale tra Ama e Fiore dopo un improbabile lento chiude la serata: “Questo festival non sarebbe stato così se non avessi avuto accanto a me tutti i giorni il mio amico da 35 anni, Rosario Fiorello”, sottolinea Amadeus. “E’ stato bello, bello bello”, chiosa Fiore, e la standing ovation è tutta per lui.

Foto Matteo Rasero/LaPresse 05 Febbraio 2020 Sanremo, Italia spettacolo Festival di Sanremo 2020, seconda serata. Nella foto: Fiorello Photo Matteo Rasero/LaPresse 2020 Sanremo, Italy entertainment Sanremo music festival 2020. In the photo: Fiorello

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

Musica

Global Village, Rockin’1000 raduna 2.500 musicisti per il più grande stage virtuale di tutti i tempi

Fabio Iuliano

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Un virtual concert da record: oltre 2.500 musicisti, provenienti da 5 continenti diversi, 80 paesi e 250 città. Ecco Rockin’1000 Global Gig, organizzato a Dubai in collaborazione con Global Village in collaborazione con Arn (Arabian Radio Network) per celebrare l’apertura della 25esima stagione del Global Village, la principale destinazione multiculturale dedicata alle famiglie, dove scoprire le culture di tutto il mondo attraverso il cibo, lo shopping e l’intrattenimento.

Rockin’1000 ha messo in campo una formazione di tutto rispetto: 986 chitarristi, 447 batteristi, 361 bassisti, 94 tastieristi, 598 cantanti, 54 fiati tra tromboni, trombe e sax. Tutte le tracce sono state registrate da casa.

Il repertorio individuato per Rockin’1000 Global Gig prevede quattro cover classificate tra le più grandi canzoni rock di tutti i tempi: “What a Wonderful World” nella versione punk di Joey Ramone, “Rockin ‘All Over the World” degli Status Quo, “You Get What You Give” dei New Radicals e infine “We Will Rock You” dei Queen.

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“Vent’anni”: i Maneskin si mettono a nudo nel nuovo singolo

redazione

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E’ previsto per domani il ritorno della band italiana più irriverente e provocatoria che ha conquistato le classifiche negli ultimi anni. “Vent’anni” è il nuovo singolo dei Måneskin.

La band, ospite della web serie “Star Walks – Quando il PArCo incontra la musica”, ha presentato in anteprima il singolo con una performance live nell’ineguagliabile scenario dei palazzi imperiali sul Palatino, un’esibizione senza pubblico in uno dei luoghi più iconici al mondo. A distanza di due anni dall’album di debutto “Il ballo della vita”, doppio disco di platino, i Måneskin ritornano sulla scena in grande stile con un brano diretto e introspettivo che dà il via a una nuova fase del gruppo.

Scritta dai Måneskin e prodotta con Fabrizio Ferraguzzo, “Vent’anni” è una rock ballad cruda e contemporanea scritta in forma di lettera aperta in cui si intrecciano i pensieri di Damiano con quelli del suo alter ego più maturo, dando vita a un dialogo che vuole incoraggiare i ventenni spesso già disillusi sotto il peso dei giudizi e delle incertezze sul futuro.

“Ho scritto quello che io stesso avrei voluto sentirmi dire da qualcuno più adulto ora che ho vent’anni” racconta il cantante. Parole rivolte ai coetanei, ma che fanno ricordare anche a chi ventenne non lo è più quanto “farà male il dubbio di non essere nessuno”, quanto a quell’età faccia paura, ma allo stesso tempo sia naturale sbagliare, spinti dal desiderio di fare qualcosa di grande perché “sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri”.

“Vent’anni” è una canzone che il gruppo dedica alla propria generazione, un messaggio carico di libertà e di voglia di lasciare il segno. Ad accompagnare l’uscita del brano, il fotografo Oliviero Toscani firma la campagna di lancio ritraendo la band con un’immagine che vuole essere un messaggio forte, senza filtri: liberarsi dalle sovrastrutture ed essere autentici, se stessi, senza veli inutili. 

“Libertà non vuol dire essere liberi di fare ciò che si vuole. – riflette Oliviero Toscani – Io, per esempio, mi sento libero quando sono incatenato a un progetto, perché in quel momento mi libero di tutti i miei complessi e limiti. Ecco per me essere libero è liberarsi dei complessi, non aver paura di sbagliare, di ricominciare, vuol dire di essere libero di rimettere tutto in discussione.” 

Un appello lanciato con la canzone che vuole arrivare dritto al pubblico, in particolare alla Generazione Z cresciuta a pane e social dove l’apparenza, l’essere quello che non si è e l’hating sono spesso fonte di grande ansia. Dove si sente l’impossibilità di vivere un amore liberamente seguendo le proprie inclinazioni per colpa di stereotipi e pregiudizi.

Iniziando a esibirsi live da giovanissimi nelle strade di Roma, i Måneskin con la loro straordinaria carica hanno velocemente conquistato il pubblico, spazzando via stereotipi di genere, mescolando influenze e stili in un mix originalissimo e unico, arrivando a collezionare con il primo tour 67 date sold out in Italia e in Europa, oltre a 14 dischi di platino e 5 dischi d’oro.

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In uscita il nuovo album dei Fenisia, The Spectator

Sophia Melfi

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Il nuovo album dei Fenisia, The Spectator, sarà pubblicato il 30 ottobre 2020.

Si tratta del terzo concept album della band italiana, fondata a Roma nel 2009, la quale si ispira apertamente al rinomato southern rock statunitense.

L’album è stato prodotto da Ray Sperlonga (American Idol) al Rosary Lane Studio per l’etichetta Eclipse Records.

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