“Salvador Dalì: tra psicoanalisi e Surrealismo”. La grande mostra a Chioggia

Dal 27 marzo al 31 luglio 2022 il Museo Civico della Laguna Sud ospiterà la mostra “Salvador Dalì: tra psicoanalisi e Surrealismo”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Chioggia (Ve), in collaborazione con l’agenzia MV Eventi di Vicenza.

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Un suggestivo viaggio nella mente di Dalì

Baffi sottili e appuntiti, abiti dai colori sgargianti, atteggiamenti ribelli, Salvador Dalì ha sempre reso la sua immagine e la sua stessa vita un’eccentrica danza tra realtà e sogno, conscio e inconscio. Attraverso sessanta opere provenienti da collezioni private nazionali, la mostra “Salvador Dalì: tra psicoanalisi e Surrealismo” vuole porre l’accento sul ruolo fondamentale che le ricerche freudiane hanno avuto sulla parabola artistica del pittore catalano.

Un sapiente mix di sculture, acqueforti, acquetinte e incisioni – alcune delle quali esibite nella storica esposizione “Dalì” tenutasi a New York, Tokyo e Ginevra dal 1964 al 1970 – trascinerà lo spettatore non solo nella vita, ma soprattutto nella psiche del massimo esponente del movimento surrealista.

Una mente priva di freni inibitori, libera dai condizionamenti sociali, disposta a dare concreta forma alle pulsioni istintuali dell’Eros, del Thanatos, della vita, del sogno e come tale non sempre di immediata lettura. Per tale motivo l’intero percorso espositivo verrà accompagnato da alcuni estratti di un saggio sull’opera “l’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud, ideato e scritto dallo psichiatra e psicoterapeuta Gianpiero Cesari.

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Una mostra interattiva arricchita da letture, musica e videoproiezioni

Un’esposizione che non si limita a mostrare il genio creativo di Dalì, ma che include la genesi ideativa delle sue opere, quella sorta di scrittura automatica che è alla base del Surrealismo e che si traduce nel principio cardine dell’automatismo psichico puro.

In base a tale concetto, le immagini dell’inconscio vengono traslate sul piano cosciente, senza il controllo della ragione, al di fuori di qualsiasi preoccupazione estetica o morale.

Secondo le parole del curatore della mostra Matteo VanzanÈ nel segno inciso con perentoria certezza che la mano di Dalì rivela l’anima dell’uomo che la muove, esattamente come avviene per la scrittura. […] Questo tratto calligrafico delle opere esposte a Chioggia appare pienamente cosciente delle potenzialità espressive e diventa esso stesso narratore di sogni, incubi, frustrazioni e desideri di una mente in preda alle turbe della paranoia. Racconteremo dunque una vita dedicata alla pittura ma non solo: il visitatore sarà chiamato a rapportarsi con le opere interpretandole attraverso un apparato didattico e emozionale fatto anche di letture, approfondimenti, aforismi, musica e proiezioni video.”

Contorni netti, linee marcate, geometrie chiuse, tonalità estranianti, arricchiti da brani scelti, musica e video, che tendono a ricreare quell’universo multisensoriale attraverso il quale mente e corpo sono stimolati ogni giorno.

La potenza del sognatore

È Dalì stesso ad aver tramandato nel libro “Vie segrète” del 1942, come avveniva in lui la genesi di un dipinto.  Il maestro, originario di Figueres in Catalogna, dimentico persino dei lavaggi mattutini, si alzava all’alba con l’unico intento di posizionarsi davanti al cavalletto. A volte, trascorreva giornate intere a fissare la tela nel tentativo di riportare alla mente le visioni oniriche avute durante il sonno e gli elementi più rilevanti della sua immaginazione.

Come una sorta di medium, lasciava che le figure apparissero all’improvviso e immediatamente le riportava sulla tela. Dalì selezionava oggetti e situazioni apparentemente sconnesse tra loro e le ricomponeva in una diversa scenografia, indagando le proprie pulsioni e le proprie ossessioni.

Paesaggi spazzati dal vento, fondali desertici ed estremi, animali fantasiosi e improbabili che danno concreta forma a quella dimensione che il buio della notte e il chiarore della ragione tendono a celare: la dimensione onirica. Salvador Dalì si poneva davanti al quadro con la potenza di un sognatore che percepisce di stare sognando.

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Possibilità di visite guidate con il curatore della mostra

Attraverso “Salvador Dalì: tra psicoanalisi e Surrealismo”, Chioggia sigla il terzo appuntamento della sua programmazione museale dopo i successi registrati con le esposizioni di Andy Warhol e Banksy.

Come attività collaterale all’esposizione, inoltre, sarà possibile partecipare alle visite guidate e agli incontri con il curatore nella seconda e quarta domenica di ogni mese. In aggiunta sono programmati, sempre su prenotazione e con date ancora da svelare, cinque incontri di approfondimento inerenti al corso di Arte contemporanea “Dopo Turner: viaggio verso il contemporaneo”, a cura di Matteo Vanzan.

Un vasto e ricco cartellone culturale che ha il duplice intento di promuovere e portare avanti la città veneta nelle selezioni per la Capitale della Cultura 2024 e di conferire lustro al settore turistico dell’intera regione.

La mostra sarà visitabile dal 27 Marzo al 31 Luglio 2022 nei seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e venerdì, sabato e domenica anche dalle 15 alle 19.

Per ulteriori informazioni su prenotazioni e biglietti è possibile consultare il portale web https://museo.chioggia.org.

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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.