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Sabrina Cardone racconta Pasolini

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La voce della professoressa Sabrina Cardone ripercorre la storia di Pier Paolo Pasolini, le vicende legate alla sua morte e alcune tematiche delle sue opere principali. Dieci minuti di ascolto, attraverso l’affascintante e controverso percorso vita dello scrittore, poeta, autore e regista cinematografico e teatrale italiano (Bologna 1922 – Ostia, Roma, 1975). 

Docente di ruolo di italiano e latino aò Liceo Classico “Ovidio” di Sulmona, Sabrina Cardone è laureata in Lettere, Storia della Musica con lode alla Sapienza e ha portato avanti studi accademici di specializzazione in Catalogazione manoscritti musicali, iconografia e paleografia musicale, conseguendo anche un master in Management e Marketing Beni Culturali.

È anche diplomata in pianoforte con Piovano, perfezionatasi con Biligova, Graziosi, Giudici, Delli Pizzi, Hubert, Castiglioni.

PIER PAOLO PASOLINI, CLICCA QUI PER IL VIDEO

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L’arte 2.0: il make-up. Intervista a Chiaroscuromakup, l’influencer abruzzese Claudia Cucinelli

Da quattro anni ha avviato la sua attività di beauty influencer sia su Youtube che su Instagram. Ed è proprio grazie ai social network che ha ampliato la sua conoscenza di tecniche e stili innovativi.

Licia De Vito

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Claudia Cucinelli si è formata presso la Making Beauty Master Academy di Roma sotto la guida della Makeup Artist di celebrità Chiara Corsaletti. Il suo passato decennale da fotografa (con un master in fotografia fashion e still life presso lo IED) le ha dato grandissima esperienza nel campo dell’immagine insegnandole a costruire perfettamente il look giusto per ogni occasione, sempre con un’attenzione particolare ai trend e alla qualità dei prodotti utilizzati.

Da quattro anni ha avviato la sua attività di beauty influencer sia su Youtube che su Instagram. Ed è proprio grazie ai social network che ha ampliato la sua conoscenza di tecniche e stili innovativi. Questo le ha permesso di lavorare anche fuori regione con clienti di tutto il mondo acquisendo sempre più seguito sul web.

Ciao Claudia, cerchiamo di conoscerci un po’ meglio: ci racconti delle tue passioni in campo artistico e della tua formazione professionale?

Ho iniziato a esplorare il campo della fotografia da giovanissima data la tradizione di famiglia. La fotografia, infatti, era la professione di mio padre. Sono stata, da subito, particolarmente attratta da tutto ciò che riguardava l’allestimento del set, i costumi, lo storytelling e il trucco. Diciamo che la parte tecnica del mestiere era ciò che mi appassionava meno! Vedevo la macchina fotografica esclusivamente come un mezzo per dare vita ai miei viaggi mentali e alla mia creatività.

Da fotografa a food blogger fino a make-up artist, una donna dinamica e piena di risorse!

Ecco perché ho sempre cercato diversi stimoli nel campo fotografico, cosa che mi ha condotta ad esplorare il mondo del food (coi suoi colori, gusti ed allestimenti ) oltre a quello della ritrattistica classica. Il makeup è stato sempre un fil rouge che accompagnava i miei lavori, a volte era fondamentale per permettermi di realizzare dei concept precisi. Ovviamente all’inizio non avevo un truccatore che mi aiutasse sul set, così ho iniziato a “pasticciare” da sola. Piano piano, inaspettatamente, il mondo del makeup ha preso spazio in maniera preponderante nella mia vita, dopo l’apertura del mio canale youtube.

Approfondiamo il discorso social network. Come hai deciso di iniziare l’avventura Youtube? Qual è il tuo rapporto col mondo del web in generale? Come si ottiene tanto seguito?

Ho deciso di cimentarmi su questa nuova piattaforma perché mi incuriosiva. Erano i primi anni dei tutorial online e la cosa mi sembrava innovativa e stimolante! Inoltre mi è sempre piaciuto parlare in pubblico ed insegnare ciò che sapevo ed il canale youtube mi sembrava un buon modo per migliorare le mie skills. Al tempo, avere seguito era abbastanza facile perché il Tubo non era popolare come ora e non c’era così tanta varietà di contenuti, bastava accendere la webcam! Adesso invece youtube ha soppiantato la televisione stessa, ed è difficilissimo emergere. Nel mio caso, mi ha premiato la costanza perpetrata negli anni: ho costruito un pubblico non enorme ma molto fedele!

La tua vita virtuale come si intreccia con quella reale? Riesci sempre a conciliarle?

Cerco di tenere divisa la mia vita privata da quella personale. infatti non amo definirmi un’influencer ma una creatrice di contenuti. Non sono a mio agio nel condividere la mia quotidianità in maniera eccessiva, essendo io una ragazza dalla vita piuttosto semplice, che non ama costruire artifici o alterare la realtà per avere più seguito. Per questo mi reputo più orientata verso un pubblico adulto che solitamente cerca più consigli su internet e meno “reality”…attività per lo più destinata ad un pubblico teen.

Per concludere, che messaggio vorresti veicolare attraverso i tuoi social?

Cerco di essere più vera possibile, per questo ho deciso di non editare più le mie foto, almeno in maniera high end . Trovo giusto che gli utenti dei social si rendano conto dei limiti che la fotografia ed il trucco hanno! Spesso si confonde il makeup con photoshop e questo è un mito da sfatare! Poi (gusto personale) trovo bello l’editing “spinto” fatto su basi già fresche e giovani…Non so, su di me che ho 36 anni mi iniziava a sembrare un pò “too much” e mi dispiaceva dare un taglio troppo editoriale ai miei contenuti. Ciò non toglie che, per ottenere delle belle foto nitide e con colori veritieri, nel beauty sia fondamentale utilizzare una ripresa fotografica di livello alto con buona attrezzatura. Ahimè, spesso con lo smartphone si ottengono risultati mediocri! Cerco comunque di costruire quotidianamente un rapporto con i miei followers, che vada oltre i filtri e le sponsorizzazioni., siamo persone reali e come tali dovremmo rapportarci!

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Michael Jordan non ci sta: “Mai voltare le spalle alla brutalità, facciamo sentire la nostra voce”

Federico Falcone

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E’ il più grande giocatore di basket di tutti i tempi, è stato uno dei pochi a portare lo sport oltre i confini dell’attività fisica, è stato ed è (e sarà) un fenomeno mediatico e culturale capace di trascendere gli stretti confini dello spazio-tempo e ora, Michael Jordan, ha di fronte a sé un’altra sfida da intraprendere, quella di farsi portatore di interessi della comunità afroamericana.

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Attraverso un lungo post su Instagram, il protagonista di The Last Dance ha voluto far sentire la propria voce. Un appello forte, deciso, ma sempre con riguardo al mettere in campo politiche di non violenza. Anche Air Jordan è rimasto scioccato dall’omicidio di George Floyd.

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“Sono profondamente rattristato, davvero addolorato e arrabbiato. Vedo e provo il vostro dolore, la vostra indignazione e la vostra frustrazione. Appoggio coloro che gridano al razzismo e alla violenza verso le persone di colore nel nostro paese. Ne abbiamo abbastanza. Non possiedo le risposte, ma le nostre voci dimostrano forza e impossibilità di essere divisi da parte di altre persone. Dobbiamo ascoltarci a vicenda, mostrare compassione ed empatia e non voltare mai le spalle all’assurda brutalità”.

“Dobbiamo continuare a protestare pacificamente contro le ingiustizie e richiedere responsabilità. La nostra voce unita ha bisogno di fare pressione alle persone che ci governano per cambiare le leggi, o in alternativa usare il nostro voto per contribuire al cambiamento del sistema. Ogni di noi deve essere parte della soluzione e insieme dobbiamo lavorare per garantire giustizia a tutti. I miei pensieri vanno alla famiglia di George Floyd e alle altre innumerevoli vite brutalmente e immotivatamente stroncate da atti di razzismo ed ingiustizia

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A Firenze riaprono gli Uffizi. Ridotta della metà la capienza dei visitatori

Federico Falcone

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Sono passati quasi tre mesi da quando quella saracinesca chiamata lockdown si è abbattuta sull’Italia con tutta la sua forza dirompente. Chiusura totale e quarantena. Tutti a casa. Anche se per un periodo che ora ci sembra chissà quanto lontano, poiché lentamente cerchiamo di riappropriarci della vita di tutti i giorni, è stato difficile accettare un cambiamento così radicale e così repentino. L’arte – lato sensu – l’abbiamo vista solo dietro lo schermo di una televisione, di un pc o di un cellulare, alimentando quel distacco fisico che non dovrebbe appartenere alla stessa che, invece, dovrebbe avvicinare anziché distanziare. Ma è andata così, non possiamo farci nulla.

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Dopo quasi tre mesi, però, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, uno dei luoghi più visitati al mondo, sono pronte a riaprire al grande pubblico. Il 3 giugno – segnatevi questa data – potremo tornare a visitarle. Chiaramente si saranno delle rigide misure di sicurezza da rispettare, come il sottoporsi al termoscanner, ma anche come una costante e reiterata igienizzazione e sanificazione dei locali. Le entrate saranno contingentate, per un massimo di 450 persone a visita. Non di più. Come riportato dal quotidiano Open, sono circa dodici i milioni di euro derivanti da mancati introiti persi in questi mesi. Un danno economico senza precedenti.

Così Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, intervistato dal quotidiano: “La riapertura con una compresenza di visitatori dimezzata, servirà solo a limitare le perdite. Il lockdown è stato un momento per ripensare il ruolo dei musei. Ci siamo sentiti in dovere di aprirci virtualmente a pubblici diversi. Per parlare agli adolescenti, abbiamo creato dei tormentoni con le nostre opere d’arte su TikTok. Spero che le persone inizino a visitare le città in maniera più lenta, che stazionino più giorni nello stesso territorio per conoscerlo meglio. Firenze non è solo Duomo e Uffizi, ci sono tante chiese anche piccole che nascondono opere d’arte grandiose. Un altro cambiamento che mi aspetto dal post pandemia riguarda la concezione dei musei. Non sono luoghi da visitare una volta nella vita, ma delle vere e proprie librerie da consultare periodicamente per approfondire l’arte che più ci interessa”.

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