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Cinema

Robin Williams, il Peter Pan che non sapeva smettere di ridere

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Una risata, a volte, è la miglior medicina contro il grigiore della vita e di una spenta quotidianità.

Era solito ripeterlo Robin Williams, indimenticabile attore anche per quel malinconico e dolce sorriso perennemente stampato sul volto. Un’espressione che, però, nascondeva anche altro. Gli spettri di una depressione latente, di un male che negli ultimi anni della sua vita crebbe fino a divorarlo da dentro e a trascinarlo nel baratro del suicidio.

L’11 agosto del 2014 venne ritrovato privo di vita nella sua casa a Tiburon, in California. Causa del decesso: asfissia. Intorno al collo una cintura. Impiccato. Alle 11.55 la chiamata al 911 in cui si segnalava “un uomo incosciente sul pavimento”. Un gesto che, col classico senno del poi, qualcuno aveva previsto ma che i più, invece, ritennero inspiegabile. E lo ritengono ancora. Ma giudicare l’uomo no, non è possibile e, soprattutto, non appartiene alle nostre facoltà.

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“Io vivo per dominare la vita, non per esserne schiavo” – L’attimo Fuggente

Le domande, invece, non possono essere messe da parte. Grazie alle sue straordinarie performance cinematografiche, Wlliams è entrato nel cuore di milioni di adolescenti e adulti. Quando una personalità così affascinante e celebrata entra a far parte delle nostre vite, inevitabilmente ne avvertiamo la vicinanza, quasi intima, ma più in riferimento all’uomo che non all’attore. Accade sempre così. È la conseguenza dell’appeal mediatico e del carisma sul grande schermo.

Perché proprio lui, che nella vita aveva sposato la missione di far ridere la gente? Di strapparla dalla miseria della spenta quotidianità? Perché proprio una persona così “sensibile e buona”, per rimetterci a quell’infinità di ricordi espressi da amici e colleghi?

La risposta, paradossalmente, potrebbe risiedere in quel suo carattere così incredibilmente empatico ed emotivo. La bontà è un’arma a doppio taglio e dove entrano in gioco anche patologie degenerative e quindi incontrollabili, l’epilogo, spesso, conduce a un’unica strada, quella dalla quale non si torna indietro. E’ l’atto finale. L’uscita di scena.

“Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina” – Patch Adams

Nei giorni a seguire le speculazioni circa il gesto dell’attore statunitense furono pressoché infinite. Si disse tutto e il contrario di tutto. Furono condotti anche esami tossicologici per capire se al momento della morte avesse in corpo alcol o droga. La sera prima lui e la moglie, Susan Schneider, dormirono in stanze separate. Lei andò a letto tra le 22.30 e le 23, lui rimase sveglio, ma non si sa fino a che ora.

Probabile che stesse meditando sul gesto che avrebbe compiuto la mattina dopo. A distanza di sei anni, però, arrivano rivelazioni che fanno chiarezza sul perché del gesto. O, comunque, danno un quadro della situazione più completo e, forse, vicino alla realtà.

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La demenza a corpi di Lewy è una patologia neurodegenerativa che colpisce il cervello e provoca ansia, depressione e insicurezza. Getta chi ne è affetto in un vortice di instabilità emotiva, umorale e comportamentale. Robin Williams, ora lo sappiamo, ne era affetto. A svelarlo è la moglie Susan Schneider nel docufilm “Robin’s Wish“, in uscita settembre, che racconta gli ultimi giorni di vita dell’attore.

La malattia lo stava disintegrando“, afferma la vedova, “Mio marito stava combattendo contro una malattia mortale. Tutte le zone del suo cervello erano state attaccate dalla malattia. Un’esperienza che lo ha totalmente disintegrato“. Altre rivelazioni arrivano da Shawn Levy, regista che ha diretto Williams nel suo ultimo film, “Una notte al museo: il segreto del Faraone”.”Ricordo che mi disse che gli stava succedendo qualcosa, che non si sentiva più lo stesso, che non riusciva a riconoscersi“.

Il vuoto lasciato da Robin Williams è enorme. Difficile, ad oggi, pensare a un suo naturale erede, perché, più semplicemente non ve ne sono. Dietro una macchina da presa metteva “anima e cuore”, come erano soliti ripetere i colleghi. Un cuore talmente grande che nel 2009 ebbe bisogno di un intervento a cuore aperto per la sostituzione della valvola aortica. Qualche giorno di recupero e subito, poi, sul set. Sempre con una missione da portare avanti: far ridere la gente.

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Quel talento così duttile, versatile, multiforme, è immortalato in pellicole che hanno segnato la storia della settima arte. “Good Morning, Vietnam”, con il suo famoso urlo alla radio, “L’attimo fuggente”, “Will Hunting, genio ribelle”, che nel ’98 gli valse il premio Oscar. Williams è stato medico, padre, statua da museo, tata, speaker radiofonico, ma, soprattutto, è stato Peter Pan. Un eterno Peter Pan che ha affrontato la vita col sorriso stampato sulle labbra. Anche di fronte alla malattia, sì, che ha provato a contrastare fino all’ultimo ma che alla fine, purtroppo, ha avuto la meglio.

“Lo so che giunti al termine di questa nostra vita tutti noi ci ritroviamo a ricordare i bei momenti e a dimentica quelli meno belli, e ci ritroviamo a pensare al futuro cominciamo a preoccuparci e pensare “io che cosa farò, chissà dove sarò, da qui a dieci anni”.

Però io vi dico, ecco guardate me, vi prego, non preoccupatevi tanto, perché a nessuno di noi è dato soggiornare tanto su questa terra. La vita ci sfugge via e se per caso sarete depressi, alzate lo sguardo al cielo d’estate con le stelle sparpagliate nella notte vellutata, quando una stella cadente sfreccerà nell’oscurità della notte col suo bagliore esprimete un desiderio e pensate a me.

Fate che la vostra vita sia spettacolare”

Robin Williams – Jack powell

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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La Famiglia Addams 2: guarda il trailer del cartone (video)

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La famiglia più spaventosa di tutti i tempi torna al cinema nel sequel d’animazione, La Famiglia Addams 2. In questo nuovo capitolo, troviamo Morticia e Gomez sconvolti dal fatto che i loro figli stanno crescendo, rinunciando persino alle cene di famiglia per dedicarsi ai loro passatempi mostruosi. Per recuperare il rapporto con i figli, decidono di partire con Mercoledì, Pugsley, Zio Fester e il resto della famiglia con l’orribile camper stregato per avventurarsi in una terrificante vacanza di famiglia. Il loro viaggio attraverso l’America li condurrà fuori dal loro mondo coinvolgendoli in esilaranti avventure, insieme all’iconico cugino IT e a nuovi eccentrici personaggi. Cosa potrebbe mai andare storto?

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CAST:

MORTICIA – Virginia Raffaele

GOMEZ – Pino Insegno

MERCOLEDÌ- Eleonora Gaggero

PUGSLEY – Luciano Spinelli

NONNA ADDAMS- Loredana Bertè

DIRETTO DA:

Greg Tiernan e Conrad Vernon

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Cinema

Giffoni: ecco il Bando da 30 milioni per il Piano Nazionale Cinema legato alla scuola

“Pensiamo ad un grosso investimento su Cinecittà”, il Sottosegretario del Ministero della Cultura oggi a Giffoni

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C’è un insegnamento che i ragazzi devono portarsi a casa da Giffoni: imparare che tutto è possibile. Se hai un sogno e ci credi veramente, lo puoi realizzare. Giffoni insegna proprio questo. E ora voi siete il sogno che si concretizza. Siete la realtà del sogno”, inizia così l’intervento del Sottosegretario del Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni.

Per lei un ritorno a Giffoni dopo la presenza lo scorso giugno in occasione dell’inaugurazione della nuova Sala Truffaut. Il Ministero della Cultura vuole essere vicino ai giovani. Come? Si parte dalla scuola, usando proprio il linguaggio del cinema e dell’audiovisivo: “Come Ministero – ha aggiunto – ci crediamo. Crediamo che l’audiovisivo rappresenti lo strumento più immediato per trasmettere le emozioni. Continuiamo in questo senso ad investire nelle scuole. E’ alla firma il nuovo bando relativo al Piano nazionale cinema per la scuola che vale trenta milioni di euro”.

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E, poi, ci sono i fondi europei, quelli del Pnrr: devono andare ai giovani, ribadisce il Sottosegretario. Devono creare occupazione e nuova economia. E se i giovani sono centrali, la creatività è la parola d’ordine: “Stiamo scrivendo un bando – ha spiegato Borgonzoni – per un valore di 165 milioni di euro per le imprese creative, fondi destinati ai giovani. A questo proposito chiedo aiuto proprio ai ragazzi. Fateci avere le vostre idee, fatelo con i vostri tempi che sono smart, dateci una mano perché il mio obiettivo è quello di incrociare le vostre esigenze e rispondere alle vostre domande”.

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La parola ai giovani in un Ministero che deve diventare più giovane: “Tra i miei obiettivi – ha detto – dare vita ad una Direzione del Ministero dedicata alla musica”. E, ancora, la valorizzazione del made in Italy legata a quella capacità tutta italiana di fare cinema di qualità: “Pensiamo – ha spiegato – ad un grande investimento su Cinecittà che non vuol dire investire su Roma ma su tutta l’Italia, affidando questo brand a tutti gli studi presenti sul territorio. Perché questo brand è sinonimo di qualità riconosciuta in tutto il mondo”.

Photocredit by Noom Peerapong from Unsplash.com

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Tutte le nuove uscite di agosto sulle principali piattaforme streaming

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Il mese di agosto si prospetta un mese bollente, non solo sole per le alte temperature che lo caratterizzano, ma anche per le importanti uscite che ci aspettano nel mondo seriale. Nonostante si possa pensare che l’estate sia un periodo in cui gli ascolti rischiano di diminuire a causa delle vacanze, è già qualche anno che le principali piattaforme di streaming concentrano molte delle loro anteprime proprio in questi mesi.

Prendiamo ad esempio Amazon Prime, che ad agosto vedrà il debutto di alcune delle serie più attese della stagione.

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 Il 6 agosto sarà rilasciato il primo episodio di Cruel Summer, thriller psicologico young adult che ha conquistato gli Stati Uniti, dove viene trasmesso sul canale Freeform. Prodotto da Jessica Biel (The sinner), racconta la storia di un mistero che ruota intorno alla vita di due ragazze e si sviluppa nell’arco di tre estati degli anni 90’. La serie verrà rilasciata con cadenza settimanale e promette di tenere tutti con il fiato sospeso.

Altra produzione inedita molto attesa è la miniserie Nine perfect strangers (Nove perfetti sconosciuti). Prodotta da Blossom Films e Made Up Stories, viene trasmessa negli USA da HULU, anche questa caricata, dal 18 agosto, con modalità settimanale. La miniserie, con protagonista Nicole Kidman, è ambientata in un resort che promette di ritemprare mente e corpo. La trama è basata sull’omonimo romanzo di Liane Moyarty, gia autrice di Big Little Lies, ed adattata per il piccolo schermo da David E. Kelly.

Da non perdere anche i nuovi episodi di Modern Love, serie antologica basata sull’omonima rubrica del New York Times, che racconta i diversi aspetti dell’amore. La seconda stagione sarà disponibile on line a partire dal 13 agosto.

Per finire in bellezza, il 27 agosto faremo la conoscenza di Allison, una casalinga che ha un improvviso risveglio esistenziale e finalmente comincia a vedere tutto l’assurdo che caratterizza la sua vita, Kevin can f**k himself si prospetta come il titolo comico di punta della stagione.

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Netflix non si tira indietro e risponde con altrettanti titoli interessanti, primo fra tutti Cocaine Cowboys: The Kings of Miami, in uscita sulla piattaforma streaming il 4 agosto. Creato dal regista Bill Corben (Dear John) che, a distanza di 15 anni, riprende il suo film cult e ne produce una saga in sei parti, dove racconta la storia dei narcotrafficanti del sud della florida accusati di uno dei più grandi casi di droga della storia degli Stati Uniti d’America.

Altro titolo Netflix tra i più attesi è El Reino, tradotto in italiano, Il suo Regno, una serie thriller argentina, in uscita il 13 agosto, che racconta la storia di un pastore in corso alla vicepresidenza che dovrà affrontare l’assassinio del candidato come futuro presidente dell’Argentina, trovandosi lui stesso in lizza per quella posizione.

Il 20 agosto è il turno della nuova serie di Sandra Oh (Grey’s Anatomy), La Direttrice, dove troviamo l’attrice del medical drama nei panni di un’impacciata professoressa universitaria. La storia racconta le vicende di Ji- Yoon Kim che è a capo del dipartimento di inglese di una della facoltà più importanti d’America, la Pembroke University (università inventata ai fini della serie), e che dovrà affrontare diversesfide, come preside del dipartimento e anche come unica persona di etnia asiatica della facoltà.

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Preparate quindi i ventilatori e una bibita fresca, così da godervi in totale relax queste meritate vacanze, in compagnia di nuovi personaggi che vi trasporteranno nelle loro storie direttamente dal divano di casa vostra in streaming.

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