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Roberta Calandra presenta “In principio era il silenzio”. Cosa c’è da sapere

Martedì 7 luglio, ore 19.00 – Lettere Caffè, via San Francesco a Ripa 100/101 (Trastevere) Roma

Redazione

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È in atto una profonda revisione della figura di Maria Maddalena, celebrata anche in anni recenti da una splendida mostra di quadri a Loreto, come da una produzione hollywoodiana. Noi preferiamo raccontarla attraverso la tradizione apocrifa, in particolare dei vangeli gnostici, che avvalora la tesi di Maddalena come discepola prediletta e immagine del Cristo stesso…dunque non la prostituta, non la moglie da Codice Da Vinci, ma una donna straordinariamente vitale, intelligente, illuminata, che aveva con il Cristo una relazione privilegiata fondata su una profonda intimità, che la renderà erede di una diffusione sincera dei suoi insegnamenti.

I due protagonisti di questo lavoro teatrale di Roberta Calandra sono Gesù e Maria Maddalena, in una ricerca della felicità antichissima e affannosamente contemporanea, dove purezza religiosa e istinti carnali si tendono gioiosamente la mano.

Il testo vuole raccontare un lavoro di composizione letteraria dell’autrice e il successivo adeguamento del testo per essere rappresentato dal vivo. La prima versione come dice l’autrice era “un copione che assomigliava ad un’iperfetazione” che si è trasformato attraverso il lavoro con gli attori e il regista in un “testo altro, essenziale, vivo”. Da qui nasce “l’idea di un libro che raccolga l’iter di una Via Crucis che continua a vivere e svolgersi su più livelli, dentro ciascuno dei suoi partecipanti.”

I due interpreti sulla scena Mauro Racanati e Valentina Ghetti rimandano al consueto gioco delle identità: chi siamo veramente e come ci vedono gli altri? Sono un santo e la sua seguace, un uomo e la sua amante, ma forse anche un burattinaio e la sua marionetta, a sottolineare il punto centrale dell’insegnamento del Cristo stesso: un profondo invito all’autenticità del proprio essere.

Come il Matto dei Tarocchi la loro conversazione viaggia nel tempo e racconta verità alternate: il timore di perdersi, la paura della morte, la decisione di un uomo che per adesione e fede nel divino rinuncia alla sua dimensione terrena, il senso di vuoto che già percepisce una donna consapevole della decisione irrevocabile del suo uomo ma che tenta fino all’ultimo di persuaderlo.

Roberta Calandra: scrittrice, sceneggiatrice, drammaturga, costellatrice familiare, arteterapeuta. Ha pubblicato diversi volumi tra romanzi, fiabe e saggi e rappresentato numerose opere teatrali.

Martedì 7 luglio, ore 19.00 – Lettere Caffè, via San Francesco a Ripa 100/101 (Trastevere) Roma

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Scarlett Johansson chiede la scarcerazione di Patrick Zaki e altri 3 attivisti: “non siete soli”

Redazione

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“Far sentire la propria voce in Egitto oggi è pericoloso”. Inizia così il video pubblicato su Youtube da Scarlett Johansson che scende in campo per Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere in Egitto. La star hollywoodiana, citando anche altri tre appartenenti all’Ong egiziana per la difesa dei diritti civili ‘Eipr‘, chiede “l’immediato rilascio” dei quattro il cui “unico reato è essersi sollevati per la dignità dell’Egitto”. Loro devono continuare a lavorare per la difesa dei diritti civili, dice l’attrice americana,  perché “rappresentano il coraggio”. Poi chiude con “Non siete soli”.

Leggi anche: Egitto: morto in carcere il regista Shadi Habash che denunciò la repressione del Governo. Aveva 25 anni

Dopo l’omicidio di Giulio Regeni, lo studente italiano ritrovato morto alla fine di gennaio del 2016, che ha profondamente scosso anche la comunità internazionale, i fari sono tutti puntati sul regime egiziano, reo di far sparire i suoi oppositori. La sua morte ha provocato un acceso dibattito anche in Italia sull’opportunità di avere legami con il Governo di un Paese che anche Amnesty International ha definito “incapace di tutelare e proteggere i diritti della persona”. Sul corpo dello studente triestino furono trovati diversi segni di tortura.

Solo pochi giorni fa Huda Nasrallah, l’avvocata di Zaki, ha potuto visitare in carcere lo studente egiziano, detenuto dallo scorso febbraio. “Da nove mesi dorme per terra senza materasso. Ho chiesto una pomata e un fasciatore per la schiena al fine di alleviare i dolori provocati dalla posizione scomoda”.

“Il sollievo che deriva dal fatto che Patrick incontri i familiari e oggi anche la sua legale è però molto attenuato, quasi annullato, dai dettagli che poi arrivano da questi incontri. L’idea che Patrick da nove mesi dorma per terra la dice lunga sulle sofferenze aggiuntive che il regime carcerario egiziano produce, oltre al fatto che sta trattenendo un innocente. Ribadiamo la richiesta, ancora una volta, al Governo italiano perché si dia seriamente da fare in vista anche del 7 gennaio, il Capodanno copto. Noi desideriamo che quel giorno Patrick sia libero per festeggiare il Capodanno con la sua famiglia e che poi i successivi giorni del 2021 li passi dove desidera, magari a Bologna dove lo aspettiamo e lo aspettano in tanti”, ha dichiarato all’Ansa Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

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#TWOF1: Speciale Buckley: Tim, Jeff e la grazia delle stelle

Redazione

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Durante la settimana dedicata al primo anno di attività di The Walk of Fame non poteva mancare un approfondimento su una delle voci più belle della storia della musica: Jeff Buckley

Rivedi lo speciale scritto e ideato da Alessandro Martorelli ( Teatranti Tra Tanti) in collaborazione con il musicista Pierpaolo Battista.

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Festival e grandi concerti: se ne riparla forse nel 2023. La previsione di Claudio Trotta

Antonella Valente

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“Gli spettacoli di massa negli stadi, negli autodromi, nei parcheggi, nei parchi, francamente (..) non credo proprio che li vedremo nel 2021, non immagino nemmeno che sia così certo che li vedremo nel 2022, forse nel 2023 o 2024, ma non nel 2021”.

“Questo non è stato dichiarato ufficialmente, ne comprendo le motivazioni ma sarebbe opportuno che se ne parlasse più profondamente e rendersi conto che non abbiamo una prospettiva a lungo termine”.

Con queste parole Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e promoter musicale tra i più autorevoli al mondo, ha focalizzato l’attenzione sul rischio, ormai sempre più concreto, di rivedere grandi concerti e festival solo tra due anni, nella migliore delle ipotesi.

L’intervista integrale

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