Quella strana somiglianza tra il Portogallo e il mondo fantastico di Harry Potter (fotogallery)

Tutti conosciamo fin troppo bene la saga di magia che ha incantato milioni di lettori del pianeta. Tutti allo stesso modo, pensando al mondo “potteriano”, ci catapultiamo immediatamente in una nebbiosa Inghilterra: Londra, il binario 9 e 3/4, il pudding.

Pochi immaginano però, che l’ispirazione di J.K. Rowling per la creazione del suo mondo meraviglioso, viene da una parte d’Europa che con quell’isola a Nord della Francia ha ben “poco” a che fare. L’autrice si trasferì a Porto, in Portogallo, all’inizio degli anni ’90 per insegnare inglese e proprio qui conobbe quello che sarebbe stato suo marito: il giornalista Jorge Arantes. Esattamente durante il periodo portoghese viene edito il primo capitolo della saga. Il matrimonio sembra essere stato molto duro e dopo due anni travagliati i due si lasciano. Proprio l’ex marito della scrittrice sarebbe stato d’ispirazione per il personaggio di Gilderoy Allok, il vanitoso, pomposo e codardo professore di “difesa contro le arti oscure” del secondo anno. La Rowling non ha mai ammesso la “portoghesità” della sua opera ma viaggiando come abbiamo fatto noi verso il nord del Paese, in particolar modo a Coimbra e Porto, le somiglianze sono talmente evidenti che per quanto ci riguarda avrebbe anche potuto chiamarlo Henrique Panela.

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Hogwarts

Il caso vuole che gli studenti delle università del Portogallo abbiano una divisa, il traje académico, tipico proprio di questa nazione. Obbligatorio per le occasioni formali, può essere indossato comunque in qualsiasi momento della giornata. La particolarità di queste divise sono sicuramente i lunghi mantelli neri, esattamente identici a quelli della scuola di magia e stregoneria più famosa del mondo. Passeggiando per Coimbra, che vanta una delle università più antiche d’Europa, non è assolutamente stupefacente imbattersi in ragazzi con lunghi e scuri mantelli che fanno aperitivo o che cantano per le strade. Le facoltà hanno anche dei cori o gruppi musicali chiamati tuna, proprio come…Hogwarts, sì.

Biblioteca Joanina, Coimbra

Un’altra interessante coincidenza è che ogni facoltà in Portogallo ha un colore proprio e rappresentativo, ancora una volta, esattamente come le case della scuola di Harry Potter. Anche entrando nella meravigliosa biblioteca Joanina, sempre all’intero dell’università, si ha subito l’impressione di trovarsi in una dimensione surreale. Realizzata in stile barocco e edificata nel XVIII secolo, ha tre sale enormi riccamente decorate che subito riportano alla mente alcune stanze di potteriana memoria, e poi anche de “La Bella e La Bestia”, ma proprio come se Belle fosse stata proprio lì con noi, in quel momento.

Diagon Alley

Un prelievo alla Gringott? Una bacchetta nuova? Sei nel posto giusto. E no, non si intende il quartiere magico nascosto dentro Londra, bensì Oporto, Porto, in Portogallo.

Le case colorate, alte e strette, vicine tra loro tanto da creare vicoli stretti e tortuosi, che arroccati tra le faticosissime pendenze che caratterizzano la conformazione tipica delle città lusitane, ci portano immediatamente nel mondo magico creato dalla scrittrice inglese. Proprio percorrendo questi antichi vicoletti l’autrice avrebbe – ha – immaginato la cittadina di Diagon Alley.

Porto

Un edificio in particolare, la libreria “Lello e Irmão” , sembra tirato fuori e portato al centro di Porto direttamente dal set cinematografico di “Harry Potter e La Pietra Filosofale”. Basta entrare per lasciarsi subito trasportare magicamente nella cittadina incantata, tra il legno intarsiato, i libri antichi e soprattutto, le scale. Elemento fondamentale dell’architettura della scuola dei nostri maghi preferiti, appena si entra il primo pensiero è: “A loro piace cambiare”, chi sa, sa.

libreria Lello e Irmão
libreria Lello e Irmão

In ultimo, ma non per importanza, apparenti riferimenti a nomi di personaggi storici portoghesi. Ad esempio, non appare strano che il più cattivo dei fondatori delle case, Salazar Serpeverde, si chiami proprio come l’autoritario capo di Stato, António de Oliveira Salazar, che fu a capo della più lunga dittatura europea del Novecento, esattamente dal 5 luglio 1932 al 26 settembre 1968?

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Licia De Vito
Archeologa, nata e cresciuta in Abruzzo, vive a Roma dal 2009. Dopo la laurea magistrale conseguita presso l’Universita “La Sapienza” di Roma ha proseguito gli studi frequentando la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dello stesso ateneo. Appassionata di storia e viaggi, avrebbe voluto essere Lara Croft, è diventata un “Ummarell”.

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