Galeffi: tra amore, Roma e Harry Potter

Galeffi, nome d’arte di Marco Cantagalli, è un cantautore romano classe 1991 e ormai volto di spicco dell’indie pop italiano.

Dall’esordio nel 2013 al talent “The Voice of Italy”, selezionato da Piero Pelù, oggi Galeffi conta 2 album che gli hanno permesso di essere conosciuto e apprezzato in tutta Italia.

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Panorama nazionale che lo ha visto protagonista della tournée “Un’estate italiana” con 70 date di cui parecchie sold-out, passando anche per eventi come il concerto del 1° Maggio a Roma in Piazza San Giovanni e al “MI AMI Festival” di Milano.

Dopo l’album d’esordio “Scudetto”, uscito nel 2017 collezionando 25 milioni di ascolti streaming, nel Marzo di quest’anno Galeffi pubblica il suo 2° album dal titolo “Settebello” la cui riedizione include l’ultimo singolo, realizzato il mese scorso, “Il regalo perfetto”.

Cresciuto con Betleas, Paolo Nutini e Amy Winehouse, il cantautore romano, dotato di grande vocalità, ha dato ai suoi testi un’impronta che lo rendono facilmente riconoscibile dal pubblico.

Siamo a pochi giorni da Natale e mai come quest’anno sarà più o meno “mai Natale” per i distanziamenti e coprifuoco. Questa festività, che ritorna più di una volta nei tuoi testi compreso l’ultimo singolo “Il regalo perfetto”, cosa significa per te? Se ti ispira in quanto lo colleghi a ricordi più o meno belli, cosa ti trasmette. 

Natale mi piace, adoro giocare a tombola coi miei nonni o fare tardi a giocare a carte. Mi fa impazzire essere in famiglia e stare senza pensieri almeno per qualche giorno vivere con leggerezza e positività.

La vigilia di Natale in tv trasmetteranno la prima parte dell’ultimo capitolo di Harry Potter. Parlaci del tuo rapporto con questo personaggio che citi nel brano “Potter/Pedaló”. 

Sono un fan Harry Potter, ho letto tutti i libri quando ero più piccolo e lo omaggio tuttora portando occhiali tondi come lui, mi manca la cicatrice però e soprattutto i suoi poteri.

A proposito della canzone di cui ti ho appena chiesto, questa inizia con “non lo so se in un bicchiere l’amore troverò”. Due temi, l’amore e l’alcol, molto bukowskyani. Te che rapporto hai con loro? 

Non sono un grande bevitore, mi piace bere poco ma bene, a tavola cerco la qualità perennemente. Sicuramente le grappe e il vino sono gli alcolici che prediligo, meno dei cocktail che non mi dicono niente.

L’amore è comunque ricorrente nelle tue canzoni. Dai sempre l’idea di viverlo in maniera quasi angosciosa, senza certezze, senza un attimo di stabilità. Pensi che riuscirai a far incastrare tutti i pezzi del “Puzzle” o preferisci lasciarti ancora ispirare dall’imprevedibilità?

L’amore è vita, è materia per le canzoni. Penso che le dinamiche sentimentali ed esistenziali siano un motore per la scrittura, soffri, rifletti attraversi il dolore e oltrepassi la verità, tutto questo ti rende più fragile e più consapevole allo stesso modo. Questa attitudine ti aiuta a comporre.

Hai sempre detto che “Settebello” è nato nel tuo monolocale a Montesacro, quartiere di Roma. Quale è il tuo rapporto con la città, con il quartiere , con i suoi personaggi. E se magari c’è qualche aspetto particolare di essi che ti ha ispirato. 

Non so quanto mi ispiri il mio quartiere nelle canzoni, ma di sicuro sono una persona che ama le abitudini, frequento sempre la stessa gente, gli stessi ristoranti, gli stessi locali, mi piacciono le certezze in questa vita in continuo mutamento. Credo che il mio quartiere mi dia equilibrio più che ispirazione.

Visto che parlavamo di Roma, una domanda te la faccio sull’As Roma e su Totti. L’ex capitano giallorosso dà il titolo al brano “Tottigol”, espressione che usi per descrivere uno stato d’animo. Parlaci di cosa significa per te il calcio, la Roma, il tifo.

Il calcio per me è tutto, ho sempre sognato di diventare un calciatore ma purtroppo non è andata, non avevo troppa tigna e dopo un po’ ho mollato. Adesso credo più in me stesso e nel futuro. Rimane un grande rimpianto non aver proseguito ma va bene così, fa parte del gioco. Totti è un monumento, una poesia bellissima, una storia che non si ripeterà, per questo è unico, sia lui sia il rapporto della gente con lui. Farà sempre parte di me e il mio primo obiettivo nella vita da futuro genitore sarà quello di crescere i miei figli con i dvd di Totti e raccontare le sue gesta.

Chiudo con l’inevitabile domanda sul Covid e di quanto ciò ha influito sulla tua produzione. Se e quanto ha rallentato i tuoi progetti, anche riguardo i live in programma, e se magari hai trovato qualche ispirazione anche in questo momento abbastanza buio. 

È stata dura e lo è tuttora, già il mondo musica è una continua altalena, col covid è diventato ancora più difficile fare programmi, si vive alla giornata, senza certezze e purtroppo fino a che non si potrà tornare a suonare dal vivo anche senza economie. Sto vivendo questa fase come un’occasione per costruire un Marco più forte e pronto per il divenire , sia a livello umano che musicale.

Ph. Matteo Casilli

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Federico Rapini
Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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