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Musica

Quando i Metallica entrarono nella storia con dei live leggendari

Il Live Shit fece finalmente conoscere al mondo intero la furia del quartetto di Los Angeles.

Luigi Macera Mascitelli

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Ad oggi i Metallica sono, con tutta probabilità, la band più famosa al mondo.

Con quasi quarant’anni di carriera alle spalle, milioni di dischi venduti e numerosissimi concerti (perfino in Antartide), il quartetto di Los Angeles ha marchiato a fuoco la storia della musica. Chiunque conosce almeno un loro brano, primo fra tutti la meravigliosa Nothing Else Matters o la martellante Enter Sandamn.

Come ogni leggenda che si rispetti, anche i Metallica hanno nel loro background una data di importanza epocale: il 23 novembre 1993, giorno in cui la Elektra Records pubblicò il primo live album della band intitolato Live Shit: Binge & Purge.

Già due anni prima il gruppo ottenne fama mondiale con l’album più venduto di sempre, il blasonatissimo Metallica, meglio conosciuto come Black Album. Eppure la grinta ferina degli allora giovanissimi James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammet e Jason Newsted ancora non aveva raggiunto dal vivo moltissimi fan. Il Live Shit fece finalmente conoscere al mondo intero la furia del quartetto di Los Angeles.

Il box si componeva di tre CD audio contenenti alcune tracce suonate a Città del Messico durante il Nowhere Else Tour (1993). A ciò vennero aggiunte tre VHS: due tratte dal live a San Diego durante il Wherever We May Roam Tour (1991-1992), e una dal concerto a Seattle durante il Damaged Justice Tour (1988-1989).

Ben cinque anni di estenuanti tour svoltisi tra il 1988 e il 1993 e che, ad oggi, è generalmente considerato il periodo d’oro dei Metallica, quando i four horsemen infiammavano i palchi con una grinta ed una furia a dir poco devastanti. I video reperibili su YouTube possono solo dare l’impressione di ciò che doveva essere assistere ad un loro concerto: poghi selvaggi, giovani metallers in preda al delirio e quattro titani sul piedistallo della leggenda.

Una piccola curiosità. Il 20 aprile 1992 a Wembley, Londra, si svolse il Freddie Mercury Tribute Concert, l’evento in memoria del defunto Freddie Mercury. In quell’occasione ed in pieno Wherever We May Roam Tour, i Metallica riuscirono comunque a suonare una breve scaletta.

25 anni, laureato in “Filosofia e Teoria dei Processi Comunicativi” presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Metallaro da quando ha memoria. La chitarra elettrica e il Death metal sono i suoi migliori amici. Appassionato di fitness, sport, videogames, musica e lettura (fantasy e opere filosofiche soprattutto). Speranzoso di trovare, un giorno, il suo posto nel mondo. Nel frattempo “Run! Live to fly! Fly to live! Do or die!”

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Bon Jovi: 37 anni fa lo storico debutto con l’album omonimo

Ad elementi pop si unirono l’approccio duro delle chitarre e l’inconfondibile e squillante voce del frontman

Luigi Macera Mascitelli

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Alzi la mano chi, ad oggi, non conosce i Bon Jovi. Esatto, non credo esista essere umano al mondo che non abbia almeno una volta sentito la blasonatissima It’s My Life. Dai fan di vecchia data ai ragazzini con gli AMV (Anime Music Video) di Dragonball, la band ha saputo cogliere le attenzioni di tutti.

È per questo che oggi vogliamo ricordare quel lontano 21 gennaio 1984, anno in cui il quintetto del New Jersey debuttò con il suo primo album omonimo. Un lavoro che ebbe un grandissimo successo negli Stati Uniti dando il via alla (meritatissima) fama di Jon Bon Jovi e della band che porta il suo nome. In totale vendette 3,5 milioni di copie e vinse due dischi d’oro e di platino.

Il disco fu tra i capostipiti del cosiddetto hair metal, sottogenere dell’heavy metal. Ad elementi pop e molto catchy (tastiere in primis) e ritmiche incalzanti, si unirono l’approccio duro delle chitarre e l’inconfondibile e squillante voce del frontman. La formula era semplice per quanto funzionale. Non è un caso che i Bon Jovi siano considerati, assieme a Mötley Crüe e Europe, precursori del genere e del futuro glam metal.

Qualche curiosità. La traccia She Don’t Know Me non è stata scritta da nessun membro della band, ma dal compositore statunitense Mark Avsec. Inizialmente essa era destinata al primo album di debutto dei LaFlavour. Questi ultimi infatti, come i Bon Jovi, erano sotto contratto con la Mercury Records, ma vennero licenziati ed il brano passò di proprietà.

Altro fatto interessante riguarda il brano Runaway. Jon lo compose nel 1980 per poi inserirlo in una delle numerosissime demo incise presso i Power Station Studios del cugino Tony. All’inizio senza successo, la traccia venne infine notata dalla radio locale WAPP 103.5FM “The Apple”. Con l’ottimo feedback ricevuto, l’artista decise di incidere un album completo. L’etichetta, poi, suggerì ai neonati Victory di mantenere il nome del leader, dato il grande successo appena riscosso dal singolo. Tutti furono d’accordo e nel 1983 nacquero i Bon Jovi. Ancora oggi la band ripropone in live lo storico brano che, di fatto, le diede i natali.

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MkUltra, un collettivo di rapper e trapper tutto abruzzese

Redazione

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MkUltra, questo è il nome del collettivo di rapper e trapper abruzzesi, nato lo scorso anno tra Tagliacozzo ed Avezzano. Con all’attivo già diversi progetti musicali ed alcuni eventi sul territorio (tenutisi in periodo pre-covid), gli MkUltra hanno ottenuto ottimi risultati in termini di visualizzazioni e riproduzioni su YouTube e Spotify.

Samuele De Lucia, in arte Kid Goblin, direttore artistico del collettivo, spiega l’origine del loro nome: “Come spiegato nelle prime immagini del video “MkUltra”, il nome del nostro gruppo si rifà ad un programma di esperimenti avviato dalla Cia nei primi anni ’50, con lo scopo di manipolare la psiche umana utilizzando tecniche sperimentali. La nostra musica punta a trasmettere delle emozioni uniche all’ascoltatore, quasi psichedeliche per l’appunto, distaccando dal panorama musicale italiano attuale.”

“Se siamo l’ MkUltra,” continua De Lucia, “è grazie ad ognuno di noi che mette il proprio talento al servizio del gruppo. Chi si occupa di post produzione dei video, chi delle grafiche, chi dell’aspetto organizzativo, chi della comunicazione, questa è la formula che utilizziamo per lavorare in gruppo focalizzandoci solo sulla musica”.

Poco prima di Natale, in coincidenza con il lancio del loro EP “Holidays”, il gruppo abruzzese è finito anche tra i post della pagina Instagram di Esse Magazine, la rivista italiana di rap più importante d’Italia, diretta da Antonio Dikele Distefano.

Per scoprire i MkUltra, è possibile visitare anche il loro profilo Instagram.

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Enrico Ruggeri pubblica “L’America (Canzone per Chico Forti)”

Redazione

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Da oggi, martedì 19 gennaio, è in radio e disponibile in digitale “L’America (Canzone per Chico Forti)”, il nuovo intenso brano di Enrico Ruggeri (Anyway Music / Believe Digital), dedicato alla vicenda che da 20 anni tiene in sospeso la vita di un uomo. Chico Forti, velista e produttore tv, è stato incarcerato negli Stati Uniti nel 2000, condannato all’ergastolo per un omicidio di cui si è sempre dichiarato innocente. Il 23 dicembre 2020 è stata accolta l’istanza che permetterebbe a Chico Forti di tornare in Italia, ma attualmente è ancora detenuto al Dade Correctional Institution in Florida.

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Proprio questi ultimi sviluppi hanno spinto Enrico Ruggeri a tirare fuori dal cassetto questa canzone e a incontrare Gianni Forti, lo zio di Chico, la persona che in questi 20 anni si è battuto per riportare in Italia il nipote. Grazie allo zio, il cantautore ha conosciuto altre persone straordinarie che si sono dedicate a questa vicenda come il fumettista Chiod (Massimo Chiodelli) e il documentarista Thomas Salme. Insieme hanno realizzato il video del nuovo brano chesi avvale delle illustrazioni tratte dal libro “Una dannata commedia” di Massimo “Chiod” Chiodelli. Fotografia e montaggio di Thomas Salme.

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“L’America (Canzone per Chico Forti)” è un brano diretto, che testimonia l’urgenza creativa e la sensibilità che hanno contraddistinto Enrico Ruggeri in questi oltre 40 anni di carriera. L’ultimo romanzo di Enrico Ruggeri “Un gioco da ragazzi” (La Nave di Teseo), è da poco nelle librerie: in una grande, intensa, storia di famiglia, racconta la nostra meglio gioventù che scopre i suoi lati più oscuri, tra politica, musica, amori furiosi e una passione che non si spegne fino all’ultima pagina.

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