Profumo d’oriente tra usi, colori e stereotipi: il Festival

“Se ti prendi cura dei minuti, non dovrai preoccuparti degli anni”, recita un proverbio tibetano che spicca tra gli stand del quinto padiglione. Uno di quelli riempiti dai colori del Festival dell’Oriente, approdato alla Fiera di Roma in questo ponte così come sabato 29, domenica 30 aprile e lunedì 1° maggio.

Decine di spettacoli emozionanti che si susseguono sui palchi della manifestazione con artisti provenienti dal Giappone, India, Vietnam, Filippine, Corea, Tibet, Thailandia, Mongolia, Cina, Sri Lanka, Indonesia e molti altri paesi in rassegna.

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La danza dei leoni sui pali, il concerto dei tamburi giapponesi taiko, le danze tradizionali indiane, dello Sri Lanka, gli appassionanti balli bollywood, la lirica giapponese, i canti indiani, i concerti, la cerimonia del te, la cerimonia di vestizione del kimono, le affascinanti arti marziali, le maschere cinesi, la magia orientale, e molto altro.

Evento nell’evento il Japan Festival un format interamente dedicato al paese del Sol Levante con mostre, spettacoli, corsi e innumerevoli attività dedicate al Giappone con il folklore, la cultura, la gastronomia e la magia di un paese meraviglioso e unico al mondo. Le uniche perplessità sono legate alla possibilità di alimentare alcuni stereotipi culturali legati alla percezione occidentale della cultura orientale.

A corredo del programma Decine di corsi e attività gratuite da sperimentare, massaggi, corsi di calligrafia, corsi di cucina orientale, la distruzione del Mandala, la vestizione degli abiti tradizionali, il matrimonio indiano, conferenze e workshop e via dicendo.

Le aree culturali dei paesi d’oriente con mostre, rappresentazioni culturali, scenografiche, attività, corsi e laboratori interattivi per i visitatori. E ancora una vera e propria via dei sapori con gli street food e ristoranti presenti Giapponese, Cinese, Indiano, Thailandese, Tibetano, Vietnamita, Coreano, Indonesiano, dello Sri Lanka, per un’esperienza gastronomia imperdibile.

Il Bazar d’Oriente con migliaia di produzioni artigianali tipiche abiti, borse, calzari, tessuti, monili, gioielli antichi, amuleti, incensi, candele, oli essenziali, oggettistica da interni ed esterni, mobilio, elementi di arredo, artigianato tipico, tappeti, arazzi, minerali, vasi, ceramiche, statue, maschere, libri, pergamene, mandala, prodotti di erboristeria, infusi, spezie, thè, creme, campane tibetane, sari, kimoni, lacche giapponesi, calligrafie e molto altro ancora. Una vera e propria esplosione di colori, musiche, spettacoli e contenuti tutti da scoprire.

Roma incontra anche il mondo: oltre 40 ristoranti e stand gastronomici provenienti da molti angoli del pianeta. Con un unico biglietto si possono visitare contemporaneamente: il Festival dell’Oriente , il Festival irlandese, il Festival country, il That’s America, il Festival dei nativi americani, il Festival dell’America Latina, il Festival argentino, il Festival spagnolo, il Festival del Giappone, il Sushi village, il Festival della salute e benessere , l’American Motor Show, il Motor Village, il Festival del vento, la Mongolfiera, l’Holi Festival, i Giochi dal Mondo, l’Oktoberfest, il Festival degli artisti di strada, Sport Games, lo Street World Food Festival, la Sfida delle grigliate e vari altri format.

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Giornalista e docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e la testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale, il Centro. In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz”, l’anno successivo "Lithium 48", entrambi per "Aurora edizioni".