Preghiere, urla, disinformazione: Live – Non è la D’Urso non conosce vergogna né limiti. Qualcuno ci salvi da questo scempio

Quanto andato in onda ieri sera su Canale 5, nell’ambito del programma “Live-Non è la D’Urso” è probabilmente tra le pagine più squallide della storia della televisione italiana. Uno “show” – virgolette d’obbligo – che non solo ha rilevato una pochezza di contenuti talmente miserabile che non meriterebbe neanche la terza, la quarta serata, ma che ha manifestato, una volta di più, come il concetto di trash possa reinventarsi di volta in volta, riuscendo a superarsi per raggiungere vette di disgusto sempre più elevate. Basta sedersi a tavolino e studiare il tutto, preconfezionarlo e non preoccuparsi minimamente delle conseguenze. In questo, chi era presente ieri nello studio della conduttrice partenopea, è tristemente magistrale.

Insolenza, menefreghismo, strumentalizzazione e speculazione, modi di fare che abbiamo imparato a conoscere bene in questi anni, grazie anche, e soprattutto, a Barbara D’Urso, indiscussa regina della peggiore televisione propinabile all’essere umano, e al leader leghista Matteo Salvini, vero portabandiera della comunicazione più sfacciata, provocatrice e spesso priva di contenuti. Peccato, però, che quest’ultimo, oltre a cercare ogni appiglio possibile per comparire e dire la sua – nei modi e nelle maniere che bene conosciamo – spesso e volentieri non faccia i conti con la realtà, ossia con concetti come decoro, morale, rispetto, sobrietà. Tutto ciò che l’ex Ministro dell’Interno ha in più occasioni ignorato, riuscendo nel suo intento di catturare l’attenzione. Quello si, gli riesce bene. Poco importa – a lui, non a noi – se lo fa nei modi peggiori.

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Ciò che ieri si è visto e vissuto in diretta su Canale 5 è stato triste. Un teatrino sapientemente costruito sull’onda della spettacolarizzazione, perfettamente eretto sul trono della più desolante e aberrante speculazione politica, vergognosamente basato sulla più lugubre strumentalizzazione religiosa. Barbara D’Urso e Matteo Savini hanno pregato insieme, in diretta televisiva, recitando l’Eterno Riposo per omaggiare coloro che a causa del Coronavirus hanno perso la vita. Da un lato c’era la conduttrice napoletana, che ha tenuto a farci sapere che per lei non è una novità, dall’altro il leader del Carroccio che ha addirittura affermato “mi tolgo dieci secondi per pensare a coloro che sono morti e ci guardano da lassù“.

Si, avete capito bene. Salvini ha precisato che avrebbe avuto piacere a privarsi del suo tempo per pregare in diretta tv. Privatamente lo avrebbe fatto? Si sarebbe privato dei suoi preziosi dieci secondi? Tutto ciò sarebbe accaduto se, non più tardi di tre giorni fa, Papa Bergoglio non avesse chiesto l’indulgenza plenaria in una piazza San Pietro vuota, tetra, ferita, spoglia e priva di quella vitalità che abbiamo conosciuto e apprezzato in tutti questi decenni? Un fatto storico, rarissimo, solenne.

No, non sarebbe accaduto. Quanto visto ieri è frutto di quella perversione massmediatica chiamata “cavalcare l’onda”. Dell’umore pubblico, dell’informazione, di tutto ciò che fa parlare di sé. Tutti ne avremmo fatto volentieri a meno. I commenti sui social network sono lì a dimostrarlo. Qualcuno parla di “reazioni contrastanti”, ma non è per niente vero, la censura c’è stata all’unanimità e chi ha espresso parere contrario è stato – per quanto giusto, legittimo e doveroso (siamo pur sempre in una democrazia, per fortuna) – una voce fuori dal coro. Un episodio bruttissimo che getta ombra non tanto sulla fede, che non c’entra assolutamente nulla con l’avanspettacolo visto ieri sera (quella è ben altra cosa), ma sull’opportunità di imbandire uno show così falso, miserabile e insultante verso chi, alla fede e al rosario, crede per davvero.

Il tutto per cosa? Per audience. Per appeal politico. Per far parlare di sé. E, in effetti, l’obiettivo è stato raggiunto. Ma nel modo peggiore. Esattamente come lo ha raggiunto l’ex europarlamentare Alessandra Mussolini – anche lei presente in collegamento – che, non si sa bene per quale motivo e in virtù di chissà quale competenza scientifica, ha addirittura provato a mettere a tacere il professore Giovanni Rezza, direttore del dipartimenti di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore della Sanità. Per quale motivo? Perché secondo lei il professore non conosce la materia. Lei, invece, ha spiegato come il virus sarebbe nato. Disinformazione allo stato puro. In un momento così drammatico quale è quello che stiamo vivendo. Tutto ciò è folle e inaccettabile. Qualcuno ci salvi dal Coronavirus, ma anche da questo schifo che si vede in diretta televisiva.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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