Popoli Sound, 40+1 anni di commistione di generi musicali

Popoli Sound

Musica dei cantautori, rap, rock in tutte le declinazioni, ma anche jazz pop e beat garage, passando per il funky. Torna Popoli Sound e fa 40+1 nella serata di martedì 16 agosto nel palco allestito sotto la scenografica Scalinata della Santissima Trinità. Sono passati, di fatto, ben quarantun anni da quel lontano 1981, quando alcuni ragazzi irrimediabilmente malati di musica di questo abitato perfettamente incastonato fra la parte terminale della Val Pescara e l’apertura della Valle Peligna, decisero di trovare un modo per dare sfogo alle loro irrefrenabili pulsazioni artistiche.

Lo trovarono montando i loro pochi strumenti musicali e la loro misera attrezzatura sonora su un palco lasciato là da un precedente festeggiamento ed esibendosi davanti ad un pubblico scarno, spesso distratto, talvolta appena un po’ interessato. Battezzarono quella serata con l’altisonante (e forse anche un po’ incosciente) nome di “Popoli Sound”, perché voleva rappresentare il suono dei musicisti popolesi che non volevano accettare l’idea di vedersi precluse le possibilità di espressione solo perché non vivevano in una grande città.

Negli anni quel seme ha prodotto inaspettatamente i suoi frutti. Ha coinvolto non solo quei ragazzi, accompagnandoli nelle più diverse avventure musicali anche una volta raggiunta l’età adulta, ma ha anche stimolato le successive generazioni di “artisti in erba”, fornendo loro un’occasione per salire su un palco, per confrontarsi con il pubblico, per accrescere le loro esperienze.

E in quarantuno anni ha anche creato e consolidato una forte tradizione all’interno del panorama delle iniziative che caratterizzano il “Ferragosto Popolese”, tanto che sia i residenti che gli innumerevoli turisti che si riversano nella cittadina durante il periodo ferragostano da ogni parte d’Italia e anche oltre, quasi aspettano “con ansia” questa serata, a cui non mancano mai di parteciparvi in modo attivo.

Per questo, anche nel 2022 il “Popoli Sound” ha ragione di esistere. Grazie al lavoro dell’associazione Culturale “Popolandia”, con
l’interessamento della stessa amministrazione comunale di Popoli e coadiuvata da Sandro Pescara, Domenico “Mimmo” Antonucci, Sandro Tieri, Ruggero Condò e Vincenzo De Sanctis, la serata ritrova il palco storico. Gli organizzatori si sono messi alle spalle le restrizioni relative al Covid che lo scorso anno li avevano spinti a migrare verso uno spazio più aperto e a inventare il singolare – ma efficace – “doppio palco”.

La serata sarà condotta da Sabatino Furnari in tandem con Silvia Morra, figlia di colui che per tanti anni ha gestito il palco della kermesse popolese, il mai dimenticato Lucio Morra.

Nonostante il grande divario anagrafico tra i partecipanti (si va dalla cantante più piccola di appena 9 anni al musicista più… “diversamente giovane” – ormai da tempo in pensione) e malgrado l’accumulata notevole esperienza di palchi di alcuni di loro, l’emozione che circola è talmente forte da risultare quasi palpabile. Non si capisce perché, ma la partecipazione a quella che potrebbe sembrare una banale “corrida per dilettanti”, si rivela invece un passaggio importante nella vita di chiunque abbia mai imbracciato uno strumento musicale.

In effetti, il “Popoli Sound” in quarantuno anni si è trasformato in qualcosa di speciale, forse anche di magico. E questo il pubblico sembra averlo capito benissimo.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.