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Musica

Sanremo, quando Brian Molko dei Placebo scatenò l’ira del soporifero pubblico dell’Ariston

Forti del successo derivante da Black Market Music, terzo album uscito l’anno prima, la band guidata da Brian Molko si presentò sul palco dell’Ariston come ospite internazionale.

Federico Falcone

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Cosa avevano in comune il festival di Sanremo e i Placebo nel 2001? La risposta è semplice: nulla. E infatti, quella che doveva essere l’esibizione di uno dei gruppi più in voga in quell’anno, si rivelò un tragicomico incidente di percorso capace di gettare ombre sul pacato e poco dinamico festival della canzone della musica italiana.

Forti del successo derivante da Black Market Music, terzo album uscito l’anno prima, la band guidata da Brian Molko si presentò sul palco dell’Ariston in qualità di ospite internazionale. Oltre ai Placebo quell’anno si esibirono anche Ronan Keating, Anastacia, Moby, Enya, Eminem e Ricky Martin. Un parterre di lusso con cui spaziare da un genere all’altro.

Un’edizione condotta da Raffaella Carrà, spalleggiata dal trio Piero ChiambrettiMassimo Ceccherini Enrico Papi. Gli amanti del culto musicale, più o meno autorevole, ricorderanno come i vincitori nella categoria giovani furono i Gazosa, giovanissima pop-rock band sparita di lì a poco. Oggi, a grosse linee, sarebbero l’equivalente dei Maneskin. Sui tre gradini più alti del podio salirono Elisa, Giorgia e Mattia Bazar.

Torniamo ai Placebo. Primo singolo estratto dal terzo lavoro in studio della band fu “Special K“, tutt’ora una delle hit immancabili nelle setlist dal vivo. Il trio si presenta sul palco in tutta la sua strafottente e androgina irriverenza e arroganza. Molko, completino di latex e pelle nera, occhiali da sole e sguardo diametralmente opposto a chi aveva piacere di trovarsi lì, in quel momento, aveva dato chiari segnali di malumore. Lo stesso che sarebbe sfociato dopo pochi minuti.

Al termine dell’esecuzione del brano, il frontman del gruppo prende la chitarra e la distrugge contro un amplificatore, “svegliando” l’educata platea di fronte al palco. Sguardi increduli e stupefatti accompagnano l’uscita di scena di Molko che si girò verso il pubblico per regalare l’ultimo gesto di insolente commiato; un inchino modello toreador spagnolo. A quel punto il leggero dissenso precedentemente manifestato dai presenti si tramutò in vera e propria ira. I cori da stadio contro lui rivolti distribuivano equamente “Buffone, buffone” e “Scemo, scemo“.

Questo il commento della band qualche anno più tardi: “Ci sembrava la reazione più adatta, a quel tempo. Eravamo scazzati perché nessuno ci aveva detto come era il Festival. A nessuno gliene fregava assolutamente niente di noi. Quando venne il nostro momento, c’erano in platea tutti questi vecchi grassi in giacca e cravatta, con le loro donne in abito da sera. Qualcosa ha fatto click nella mia testa ed è scattata una reazione primordiale. Vaffanculo tutta ’sta roba, mi sono detto; non dovrei nemmeno essere qua! La sola cosa che mi è rimasta impressa nella memoria era la gente che dalla sala mi gridava: “Pezzo di merda”…

Al rientro dalla pubblicità fu Raffaella Carrà a tentare di dare spiegazioni: “Onestamente ero in camerino e non ho visto quello che hanno fatto i Placebo. Ho sentito molti fischi e sono sicura che la colpa non è la vostra, ma di qualche gesto da parte del gruppo e quindi vi chiedo scusa. Forse, nascosto sotto le vesti di Brian, c’era Eminem che è stato invece tranquillissimo”.

Addirittura ironico Chiambretti: “Con quel visetto da angioletto può andare al massimo allo Zecchino d’Oro. Forse Molko non sa che qualche anno fa, prima di lui, un tale di nome Jimi Hendrix bruciava la chitarra sul palco. E’ arrivato per ultimo”. Già, e allora perché l’indignazione del pubblico?

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Lucio Dalla e gli Idoli, storia di un album “Geniale?” che torna a nuova vita

Redazione

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A trent’anni dall’uscita, il 12 marzo uscirà “Geniale?” di Lucio Dalla, versione rimasterizzata di uno degli album tra i meno conosciuti e celebrati dell’artista. Il disco fu realizzato con gli Idoli con brani inediti e un testo di approfondimento che ne racconta l’incredibile storia. Geniale? è un album di inediti registrati dal vivo tra il 1969 e il 1970 con gli Idoli e pubblicato nel 1991, che conduce alla riscoperta delle radici musicali del cantautore bolognese e del periodo che ha preceduto il suo successo.

I brani, che sono stati rimasterizzati dai nastri originali, hanno consentito un restauro esclusivamente in mono per garantire la migliore resa possibile. 

Leggi anche: Queen: Brian May ha composto il miglior assolo della storia

Era il 1971 quando Lucio Dalla inizia la sua inarrestabile ascesa presentando al Festival di Sanremo il brano “4/3/1943”, ribattezzato da tutto il pubblico “Gesù Bambino”. Seguono “Piazza Grande”, “Il gigante e la bambina” e “Itaca”, tutti brani destinati ad entrare nel suo immenso repertorio. A 50 anni di distanza, Pressing Line e Sony Music vogliono rendere omaggio e celebrare uno dei più grandi Artisti della storia della musica italiana con questa esclusiva uscita, dopo il successo già ottenuto con la pubblicazione della riedizione degli storici album “Come è profondo il mare”, “Lucio Dalla” e “Dalla” e della raccolta “Duvudubà”.

Leggi anche: Ma quali assembramenti? In Nuova Zelanda si celebra il rock – e la vita…

Il cofanetto sarà disponibile in tre formati:

DOPPIO CD + libretto

LP 180gr + libretto

DOPPIO LP in pasta colorata + LIBRETTO (escl. Amazon)

Questa la tracklist di “Geniale?”:

CD 1

GRAGNANINO BLUES (Dalla – Lecardi), 1999 (Dalla – Reverberi – Bardotti), SYLVIE (Dalla – Franceschini – Bardotti – Baldazzi)SUMMERTIME (G. Gershwin / DuBose Heyward – I. Gershwin), IL MIO FIORE NERO (Phillips – Migliacci), AFRICA (Dalla – Franceschini – Pallottino – Bardotti), NON È UNA FESTA (Ciacci – Continiello – Migliacci), GENIALE? (Dalla), FOTTITI (Dalla), ETTO (Dalla), 4/3/1943 (Dalla – Pallottino).

BONUS TRACKS

QUANDO ERO SOLDATO – alternative version (Bardotti – Reverberi), HAI UNA FACCIA NERA NERA – alternative version (Izzo – Reverberi – Podestà).

CD 2

IL CIELO (Bardotti – Baldazzi – Reverberi – Dalla), BISOGNA SAPER PERDERE (Cassia – Cini), HAI UNA FACCIA NERA NERA (Izzo – Reverberi – Podestà), QUANDO ERO SOLDATO (Bardotti – Reverberi), L’ORA DI PIANGERE (Bardotti – Morton), LA STORIA DI UN TOPO MALATO – provino (Lecardi), TORNA A SORRIDERE – provino (Lecardi), NON È UN SEGRETO – provino (Bardotti – Reverberi – Lecardi), INTRO GENIALE (Dalla), MAMA LOVE PAPA LOVE (Dalla – Lecardi), VAN (Lecardi), A WALK ON THE WILD SIDE (Bernstein – Mack), BLUES FOR TOBIA (Dalla – Lecardi), GEORGIA ON MY MIND (Gorrell – Carmichael).

BONUS TRACKS

ETTO – alternative version (Dalla), 4/3/1943 – alternative version (Dalla – Pallottino), NON È UNA FESTA – alternative version (Ciacci – Continiello – Migliacci), AFRICA – alternative version (Dalla – Franceschini – Pallottino – Bardotti), SYLVIE – alternative version (Dalla – Franceschini – Bardotti – Baldazzi)SUMMERTIME – alternative version (G. Gershwin/E. DuBose Heyward – I. Gershwin).

Il disco è stato rimasterizzato negli Studi Fonoprint di Bologna da Maurizio Biancani.

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Shape Of Water: gli electro-rockers tornano con un nuovo Ep

Luigi Macera Mascitelli

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La nota casa discografica Eclipse Records fa sapere che gli electro-rocker Shape Of Water sono pronti a rilasciare un nuovo Ep. Il titolo sarà Lockdown On Mars, e verrà pubblicato il 21 febbraio 2021.

La band nasce nel 2004 a San Benedetto del Tronto ad opera dei connazionali Rox Capriotti e Luca De Falco. Inizialmente sotto il nome The Lotus, il duo decide poi di spostarsi in Inghilterra a Manchester. Qui i nostri daranno il via alla loro carriera musicale per poi sciogliersi e riformarsi nel 2018 come Shape Of Water.

Il qui presente Ep, che esce dopo l’album Great Illusion del 2020, contiene alcune tracce reinventate estratte dal full-length. In particolare troverete al suo interno una nuova versione di acclamati brani come Mars-X e The World Is Calling Me. Il disco è stato prodotto da Paul Reeve (Muse, Supergrass, Beta Band) e mixato da Rox Capriotti.

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Queen: Brian May ha composto il miglior assolo della storia

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori

Luigi Macera Mascitelli

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Il popolo ha parlato. È Brian May, ex chitarrista dei Queen, l’uomo che ha composto il miglior assolo di chitarra di tutti i tempi.

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori. Lo scopo era decretare chi, tra cinquanta assoli proposti, avesse scritto quello più bello e significativo. Il responso è stato chiaro ed inequivocabile: Bohemian Rhapsody, estratta dal celebre A Night at the Opera del 1975, contiene il miglior assolo della storia del rock ad opera di Brian May!

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Il brano è storicamente riconosciuto come una perla di rara bellezza che assicurò ai Queen un successo a livello mondiale. Basti pensare che nel 2017 il brano è diventato il quarto più venduto nel Regno Unito. Mentre nel 2018, grazie al film omonimo con Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody è in assoluto il singolo del XX secolo più ascoltato di sempre in streaming, con oltre 1,6 miliardi di riproduzioni.

Un altro grande traguardo per una band che continua imperterrita ad attirare l’attenzione -meritatissima- e l’amore dei fan, dal più anziano al più giovane. Lo stesso Brian May, tramite il suo profilo Instagram, ha detto la sua, ringraziando tutti per il costante supporto e l’affetto ricevuti.

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