Piero Angela, l’addio laico in Campidoglio

“Le persone che amiamo non dovrebbero mai lasciarci. Però capita. Ma lui ci ha insegnato a non avere paura della morte. È riuscito a unire non a dividere. La cosa che ha colpito noi come famiglia è stato vedere la reazione delle persone. Dei tanti messaggi pieni di amore. Passerò i prossimi giorni a ringraziare tutti. Per noi è stato come avere in casa Leonardo da Vinci”. Così Alberto Angela nel suo discorso in ricordo del padre. Piero Angela, il giornalista scomparso a 93 anni. Il Campidoglio ospita oggi la cerimonia laica per l’addio. La Camera ardente è allestita sino alle 19 nella Sala della Promoteca.

Oltre ad essere stato il divulgatore scientifico per eccellenza, è stato conduttore, saggista, scrittore, giornalista. Grazie a lui e al suo modo di raccontare e spiegare milioni di italiani si sono avvicinati a materie solitamente di nicchia.

Il suo primo programma fu “Destinazione uomo” nel 1971, seguito poi da “Quark”, nel 1981, che lo ha reso famoso al grande pubblico. La sua cordialità, il suo stile, il suo modo di spiegare e rendere interessanti tutti gli argomenti affrontati, lo hanno reso un punto di riferimento di molte generazioni.

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Circa 40 anni di trasmissioni televisive. Dai dinosauri ai viaggi nel tempo, accompagnato poi dal figlio, degno erede, con cui dalla fine degli anni ’80 ha cominciato a collaborare. Insieme realizzarono tre serie riguardanti il corpo umano (“La macchina meravigliosa“, in otto puntate), nella preistoria (“Il pianeta dei dinosauri“, in quattro puntate), e nello spazio (“Viaggio nel cosmo“, in sette puntate). Il tutto tradotto in inglese ed esportato in oltre 40 paesi.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.