Perdonala, John, perché non sa quel che dice

Imagine non è una canzone che mi appassiona, parla di un mondo senza religioni e senza identità”. Questa la risposta che Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha dato al giornalista Luca Telese nel corso dell’ultima puntata del programma “In Onda”. Da qui, la domanda viene spontanea: siamo sicuri che lei, donna, madre e cristiana, abbia davvero ascoltato il brano di John Lennon? Perché, onestamente, dopo una risposta del genere, qualche dubbio sorge.

“Il testo non mi appassiona. Dice che non ci siano le religioni, che non ci siano le nazioni, che non ci siano… Cioè, l’inno dell’omologazione mondialista! Io francamente sto da un’altra parte. Per me l’identità è un valore. Poi è una bellissima canzone. Se uno non capisse l’inglese, non sentisse il testo, la canzone è fantastica (…). L’identità è quello che siamo, senza identità noi siamo degli ottimi consumatori per le multinazionali”

MyZona

Una gaffe dopo l’altra, praticamente. Partendo dall’omologazione “mondialista” finalizzata al consumismo a favore delle multinazionali (come se Lennon fosse noto per il suo grande amore verso il capitalismo…), passando per l’abbattimento di qualsiasi concetto di identità in virtù di una non bene precisata omologazione religiosa-culturale, arrivando a sostenere che la canzone potrebbe essere ancora più bella se uno non capisse l’inglese.

Insomma, qualora tu fossi ignorante Imagine potrà piacerti ancora di più. Perché non capirai nulla di quanto cantato. Roba da matti. Ora, tralasciando il gusto personale che, si sa, è estremamente soggettivo e quindi opinabile nella giusta misura in cui viene rispettato, la sensazione che la Meloni non abbia praticamente capito nulla del testo dell’inno generazionale del musicista inglese è forte, fortissima. Un inno all’amore, alla libertà, all’uguaglianza. Un inno con cui spezzare le catene della schiavitù, con cui contrastare le guerre, con cui affermare che l’uomo, in quanto essere umano, è per natura portato ad altro che non sia l’autodistruzione.

Sentire certe affermazioni è sconfortante. Perché, se è pur vero che “un bel tacer non fu mai scritto“, è altrettanto vero che basterebbe avere sotto agli occhi il testo integrale del brano, leggerlo con un minimo di attenzione prima di lasciarsi andare a una sua disamina. La stessa che, ovviamente, escluderà le castronerie affermate dalla leader di Fratelli d’Italia. Ah, non dimenticate il vocabolario.

Da leggere anche

Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

Speciale multimedia

spot_img

Ultimi inseriti

esplora

Altri articoli