Paura diffusa e restrizioni anti-Covid spengono il Capodanno

Fino al 31 gennaio sono vietati eventi e feste che implichino la concentrazione di gente all’aperto. Saltano, quindi, le feste in piazza di fine anno. Ma il decreto varato in Consiglio dei ministri lo scorso 23 dicembre chiude anche le discoteche.

Sono state approvate le già previste misure restrittive con cui si scontrano le attività pubbliche in programma per la notte di San Silvestro. Si chiama “decreto Festività”, firmato dall’esecutivo di Mario Draghi e vieta in tutto il Paese la “movida” di Capodanno.

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Una stretta che ripropone la questione degli indennizzi alle attività economiche più penalizzate da due anni di pandemia. “Chiediamo un incontro urgente con il governo per sottoporre alla sua attenzione una serie di richieste, che vanno dai ristori immediati (cosa che in passato non è avvenuta) ai tempi certi di riapertura alla rimodulazione delle tasse che hanno strangolato le nostre imprese”, protesta Gianni Indino, presidente del Silb, il sindacato dei locali da ballo, dell’Emilia-Romagna, che chiede “rispetto per i nostri lavoratori, le nostre famiglie, le nostre imprese” perché tante “sono sull’orlo del fallimento”.

Per motivi diversi il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha espresso all’Ansa perplessità sulla chiusura di discoteche: teme “il proliferare, come è stato quest’estate, di feste private incontrollabili. Si tratta dell’unico punto su cui io avevo suggerito di utilizzare il super Green pass e magari anche i tamponi”. Una possibilità che si era affacciata il 23 dicembre, quando si è tenuto il Consiglio dei ministri, ma poi accantonata.

Foto Seth Reese on Unsplash

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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