Partito il Soul Shifter Europa tour di Vinnie Moore: l’intervista alla data zero

Le cose non avvengono per caso. Almeno non tutte. Ad esempio, la scelta di Vinnie Moore – uno dei guitar hero del nostro tempo – di far partire il suo tour europeo da Paganica, popolosa e variegata ma pur sempre piccola frazione dell’Aquila, capoluogo abruzzese, rende giustizia in qualche modo ai suoi natali.

Lo avreste mai detto che entrambi i suoi genitori sono originari dell’Abruzzo, in particolare della provincia di Teramo? Tanto più che sua madre fa di cognome Marcozzi. A rivelare queste “coincidenze astrali” è lo stesso musicista sbarcato in Italia un paio di giorni fa da quel di Philadelphia.

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“All’aeroporto”, rivela, “mi è capitato di vedere tre cartelli elettronici in omaggio a Neil Peart (il batterista dei Rush scomparso di recente ndr). Sono rimasto sorpreso per l’affetto tributato dai suoi fan in questi giorni così difficili”.

Soundcheck puntuale, quasi a spaccare l’orologio, col palco allestito di fronte al bancone del Pocoloco House of music, uno dei punti di riferimento per la musica dal vivo nel centro Italia, proprio a partire dall’Heavy metal. Moore dà il via al suo tour a ridosso dell’uscita del suo “Soul Shifter”. Inizialmente previsto lo scorso ottobre, il nuovo lavoro solista è stato programmato ufficialmente sul mercato per il 21 febbraio. Verrà pubblicato attraverso l’etichetta personale del musicista, Mind’s Eye Music.

“Non vediamo l’ora di suonare questi pezzi che occupano parte delle nostre setlist”, confessa. “Naturalmente, poi, ci sarà spazio a tanti brani che hanno accompagnato la mia carriera. Sono stato in tournée in tutto il mondo con gli UFO e la mia band solista negli ultimi 16 anni”, ha dichiarato il chitarrista. “Ho iniziato quest’album un paio di anni fa e ci ho lavorato fra un tour e l’altro. È abbastanza diverso da qualsiasi altro mio lavoro. Ha elementi di cose che ho fatto in passato, ma è andato molto più in profondità in alcune aree.

Sul palco è accompagnato dal batterista Roberto Pirami e dal chitarrista Emiliano Tessitore, che aveva già preso parte al tour europeo del 2018. C’è una new entry al basso: parliamo di Francesco Caporaletti. Volto nuovo da queste parti ma vecchia conoscenza delle nostre scene, in quanto membro storico dei Gang. Caporaletti si è impegnato negli anni in vari progetti, anche legati al sound dei Deep Purple.

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In Italia si suona a Roma (16 gennaio), Pisa (17 gennaio) e Cermenate (30 gennaio). Il tour toccherà anche l’Austria, l’Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, Olanda, Belgio e Lituania, con un concerto atteso a Vakaris, nei pressi di Vilnius, il 1 febbraio. Sul palco, anche nella data zero, c’erano anche gli Stamina, una delle band emergenti sulla scena Heavy Metal italiana.

Moore, come abbiamo scritto poco fa, fa parte della band britannica UFO ed è considerato uno dei chitarristi più influenti tra quelli che nella metà degli anni Ottanta presero parte al cosiddetto shredder boom, ovvero il periodo in cui chitarristi dotati di grande tecnica si affermarono nella scena heavy metal. Tra le sue collaborazioni c’è anche Alice Cooper.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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