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Cinema

Orso d’argento a Berlino per Favolacce ed Elio Germano

Fabio Iuliano

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Il cinema italiano torna a vincere al festival di Berlino. Alla 70esima edizione, che si è chiusa oggi sabato 29 febbraio, la giuria presieduta da Jeremy irons ha premiato i fratelli D’Innocenzo per Favolacce, orso d’argento per la sceneggiatura e Elio Germano, orso d’argento migliore attore, che si è trasformato nel pittore Ligabue per il film di Giorgio Diritti Volevo Nascondermi. Germano è anche nel cast di Favolacce. Per Rutelli, presidente Anica, “è un momento d’oro per il cinema italiano, la sua qualità creativa e produttiva”.

    Felice anche Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema che ha coprodotto entrambi i film. “L’Orso d’Argento ai fratelli D’Innocenzo premia la loro capacità di maneggiare con coraggio una forma narrativa originale e molto personale, sperimentando con passione la propria idea di cinema”.

Del Brocco parla di una nuova generazione di autori, che Rai Cinema contribuisce a scoprire e far crescere, un lavoro di sostegno costante che portiamo avanti anche grazie ai produttori indipendenti”, come la Pepito Produzioni di Giuseppe Saccà per Favolacce e Palomar per Volevo Nascondermi. Riconosciuto una volta ancora il grande talento di Elio Germano in questo nuovo lavoro di interpretazione “con una straordinaria capacità di calarsi nella profondità del personaggio, nella sua sofferenza come nell’ispirazione artistica”.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Cinema

Blues e cinema, le migliori pellicole scelte per voi

redazione

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Sono tante le pellicole cinematografiche e i documentari che negli anni (fortunatamente) ci hanno ricordato la storia di questa speciale cultura che partendo dal popolo afroamericano è diventata mondiale. Per una vostra comodità abbiamo pensato di suddividere i nostri consigli – ovviamente quelli emersi nel rovistare i nostri “bauli dei ricordi” – in 3 macro categorie, ovvero: film documentario, film di denuncia e commedia.

Intervista: Ringo come Pierrot: la musica colora le nostre vite e la rinascita sarà come negli anni ’50. Ma sono davvero incazzato…

Film documentario:

Iniziamo non da un singolo film, bensì da un celebre cofanetto che ne contiene addirittura sette. Stiamo parlando di The Blues di Martin Scorsese, una serie di documentari incentrati sulla storia della musica blues e diretti da diversi registi. Ogni “capitolo” analizza ed esplora sfaccettature differenti di questo genere musicale e sulle sue evoluzioni. I titoli di queste opere sono i seguenti:

  • Dal Mali al Mississippi (Martin Scorsese)
  • L’anima di un uomo (Wim Wenders)
  • The Road to Memphis (Richard Pearce e Robert Kenner)
  • Warming by the Devil’s Fire (Charles Burnett)
  • Godfathers and Son (Marc Levin)
  • Red, White and Blues (Mike Figgis)
  • Piano Blues (Clint Eastwood)

Ma sono tantissimi gli altri film che prendiamo in considerazione, come The Land Where The Blues Began, oppure Mississippi Blues, fino a Muscle Shoals: Dove nascono le leggende.

Film di denuncia:

Quasi sicuramente il film di denuncia più importante (che non parla esplicitamente di musica, ma è immerso in un clima blues tout court) è Mississippi Burning – Le radici dell’odio. Questa pellicola di Alan Parker (Premio Oscar 1989) è stata ispirata dall’assassinio degli attivisti per i diritti civili del Mississippi, avvenuto nella contea di Neshoba, nel giugno del ‘64 da parte di un gruppo di delinquenti appoggiati dallo sceriffo. L’omertà delle autorità e degli abitanti di fronte alle molteplici brutalità perpetrate contro la popolazione nera lasciano trasparire sentimenti profondamente blues.

Di film a tema ce ne sono tantissimi, a iniziare da Selma – La Strada per la Libertà (2015) e Green Book (2019) o, anche, lo storico Il Colore Viola di Steven Spielberg che si aggiudicò il Premio Oscar nel 1986. 

Speciale: The Jaded Hearts Club: come un “gruppetto di amici” creò la supercoverband dei Beatles. E anche molto di più

Commedia

Quando si parla di Blues nel cinema la prima pellicola che viene in mente è ovviamente The Blues Brothers di John Landis con protagonisti John Belushi e Dan Aykroyd. Il film, uscito nel 1980, è entrato anche nel Guinness dei primati per avere la scena con il maggior numero di incidenti d’auto. Un film entrato nella mitologia cinematografica e che ha avuto il fondamentale ruolo di far appassionare al blues tantissime persone in tutto il mondo.

Ma senza dimenticare commenti e inviti a immergersi nelle scene di Fratello, dove sei? (O Brother, Where Art Thou?)Pomodori Verdi Fritti alla Fermata del TrenoBlack Snake Moan, dove il blues è sempre protagonista.

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Cinema

Coronavirus: è morto Andrew Jack, il maggiore Ematt di Star Wars

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Era noto per aver interpretato il maggiore Caluan Ematt nella saga di Star Wars, negli episodi “Il risveglio della forza” del 2015 e “Gli ultimi Jedi” del 2017. Andrew Jack è morto ieri, in Inghilterra, stroncato dal Covid-19, diagnosticatogli tre giorni prima del decesso, quando ormai era troppo tardi. Le complicazioni respiratorie e la conseguente infezione polmonare sono risultate fatali.

Lo ha reso noto il suo manager, Jill McCullough, che ha sottolineato come, a causa del virus, non ha potuto salutare l’ultima volta l’amata moglie, Gabrielle Rogers, anche lei attrice. Scene che purtroppo conosciamo bene anche qui in Italia.

Come riportato anche dal Corriere della Sera, la stessa Rogers ha voluto scrivere un saluto d’addio sui proprio account social media. “Ad Andrew Jack è stato diagnosticato il coronavirus due giorni fa. Non provava dolore e se ne è andato via pacificamente sapendo che la sua famiglia era tutta con lui“.

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Cinema

Coronavirus: Tom Hanks e la moglie hanno sconfitto il virus

redazione

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Tom Hanks e la moglie, Rita Wilson, avrebbero sconfitto il Coronavirus. Dopo i quindici giorni di quarantena obbligatoria, necessaria per aver rivelato di aver contratto il virus mentre era in Australia per girare il suo ultimo film, ieri è tornato a casa, a Los Angeles. A darne notizia è Just Jared, sito di gossip a stelle e strisce.

L’attore e la moglie avrebbero dunque passato indenni la prova del tampone, quello che, in questa circostanza, avrebbe accertato la positività al Covid-19. Ma fortunatamente sembra essere risultato negativo e, in virtù di tale possibilità, Hanks ha potuto prendere l’aereo e tornare negli Stati Uniti.


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