Nuove scoperte a Pompei: ritrovati due corpi perfettamente conservati

«Ancora una volta prende forma dagli scavi condotti a Pompei, quella che lo scrittore Luigi Settembrini definì “il dolore della morte che riacquista corpo e figura.” Uomini che persero la vita nel corso dell’eruzione e la cui impronta dello spasimo è rimasta impressa per duemila anni nella cenere.»

Questo l’inizio del post pubblicato oggi su Facebook attraverso il quale il Parco Archeologico di Pompei annuncia l’ennesimo, eccezionale, ritrovamento archeologico.

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«Durante le attività di scavo in corso in località Civita Giuliana , a circa 700 m a nord-ovest di Pompei, nell’area della grande villa suburbana dove già nel 2017 – grazie all’operazione congiunta con i carabinieri e la Procura di Torre Annunziata finalizzata ad arrestare il traffico illecito dei tombaroli – era stata portata in luce la parte servile della villa, la stalla con i resti di tre cavalli bardati, sono stati rinvenuti due scheletri di individui colti dalla furia dell’eruzione.»

Due corpi intatti, due “fuggiaschi” per ironia della Sorte orma fermi per sempre, nell’esatto e momento in cui la lava li travolse.

Così commenta il direttore Massimo Osanna «per la prima volta dopo più di 150 anni è stato possibile realizzare i calchi perfettamente riusciti delle vittime e delle cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione».

Un uomo presumibilmente di rango ancora avvolto nel suo mantello di lana e il suo giovane schiavo, con la tunica.

Il Ministro Franceschini ha definito la scoperta «stupefacente» e davvero lo è, considerando l’estrema rarità di effettuare ritrovamenti di oggetti personali e indumenti dei defunti. Pompei però, non smette mai di sorprenderci.

Foto: Luigi Spina

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Licia De Vito
Archeologa, nata e cresciuta in Abruzzo, vive a Roma dal 2009. Dopo la laurea magistrale conseguita presso l’Universita “La Sapienza” di Roma ha proseguito gli studi frequentando la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dello stesso ateneo. Appassionata di storia e viaggi, avrebbe voluto essere Lara Croft, è diventata un “Ummarell”.

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