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Teatro

Notre Dame de Paris torna a far sognare: aggiunte nuove date al tour italiano

Torna l’opera più famosa tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo e con le musiche di Riccardo Cocciante e le liriche di Luc Plamondon

Redazione

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Dopo aver appassionato più di 4 milioni di spettatori solo in Italia, “Notre Dame de Paris”, uno tra i più apprezzati spettacoli teatrali mai realizzati, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, torna a far sognare con nuove imperdibili tappe. Alle date già annunciate, si aggiunge la replica di Trieste al Teatro Politeama Rossetti, il 3 febbraio e una nuova imperdibile tappa a Nichelino (TO) nel Stupinigi Sonic Park dal 3 al 5 luglio.

La tournée dello spettacolo più imponente mai realizzato in Europa, che vede la produzione di David e Clemente Zard e la collaborazione con Enzo Product Ltd, è partita a settembre e dopo i successi registrati a Pesaro, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bar e Torino toccherà le città di Roma, Trieste, Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania, Ancona, Jesolo, ancora Milano e lo Stupinigi Sonic Park.

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Un’ascesa incredibile che, soltanto nella stagione 2016, ha superato in Italia 1 milione di spettatori e affollato le 43 tappe, per un totale di 283 repliche a colpi di sold out, in 31 città. Nello stesso anno, Notre Dame de Paris è diventato un vero e proprio cult, ha fatto impennare le vendite dei biglietti teatrali, capitanando la classifica dei titoli e superando le presenze dei più grandi live della musica rock e pop, tanto da essere insignito del BigliettOne d’Oro TicketOne ai Rockol Awards 2016. Sempre nel 2016, la versione italiana continua a collezionare prestigiosi riconoscimenti e ottiene ben tre Premi agli IMA (Italian Musical Awards): Migliore Spettacolo Social, Migliori Musiche (Riccardo Cocciante) e Migliore Spettacolo Classico.

Solo in Italia, in 17 anni sono state visitate 47 città per un totale di 145 appuntamenti e 1.246 repliche complessive. Il musical, inoltre, è stato tradotto e adattato in 9 lingue diverse (francese, inglese, italiano, spagnolo, russo, coreano, fiammingo, polacco e kazako) e ha attraversato 23 Paesi in tutto il mondo con più di 5000 spettacoli, capaci di stupire e far sognare 13 milioni di spettatori internazionali.

Lo spettacolo racchiude un’alchimia unica e irripetibile, la firma inconfondibile di Riccardo Cocciante rende le musiche sublimi, regalando allo spettacolo un carattere europeo. Il magistrale adattamento di un romanzo emozionante, come quello scritto da Victor Hugo, ad opera di Luc Plamondon e di Pasquale Panella, diretto dal sapiente regista Gilles Maheu, si affianca alle coreografie e ai movimenti di scena ideati da Martino Müller. I costumi sono di Fred Sathal e le scene di Christian Ratz. Un team di artisti di primo livello che ha reso quest’opera un assoluto capolavoro.

Dietro a questi sorprendenti risultati, l’intuizione di David Zard, impresario e produttore visionario, che descrisse, nel 2017, lo spettacolo con queste parole: “Dopo 15 anni Notre Dame de Paris ha continuato a tenere la scena con un successo strepitoso, che non conosce paragoni. Questo progetto è entrato nel DNA degli italiani. Il nostro paese non aveva mai visto così tanti spettatori e repliche per un musical prima. “Notre Dame de Paris” non solo ha detenuto ogni record di pubblico in Italia, ma ha rivoluzionato la scena dello spettacolo nel nostro paese.”

“Notre Dame De Paris” debuttava nella sua versione originale francese il 16 settembre 1998, al Palais des Congrès di Parigi, dove fu subito trionfo. Quattro anni dopo, David Zard produceva la versione italiana con l’adattamento di Pasquale Panella. Il 14 marzo 2002, al Gran Teatro di Roma, costruito per l’occasione, si teneva la “prima” di quello che sarebbe stato l’opera dei record, un’emozione che, da allora, ha “contagiato” milioni di spettatori. Un successo travolgente che ha raggiunto non solo il pubblico di Francia e Italia, ma quello di tutto il mondo: Inghilterra, Svizzera, Russia, Canada, fino a Cina, Giappone, Corea del Sud, Libano, Turchia, insieme a decine di altri paesi, riscuotendo ovunque un numero di presenze senza precedenti.

Foto pagina ufficiale facebook

Cinema

Semaforo verde a teatri e cinema dal 27 marzo, il nuovo Dpcm sulla scia di Franceschini

Redazione

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La svolta per cinema e teatri.

“A decorrere dal 27 marzo 2021, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi”.

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Leggi anche: Da Washington la folle idea: sacche anticontagio per i musicisti

La novità per teatri e cinema è contenuta nel testo del nuovo Dpcm con le disposizioni in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, così come anticipato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini. Palestre e piscine ancora chiuse, spazio alla Dad nelle scuole, con bar e ristoranti a lavorare sino alle 18.

Leggi anche: Le riserve dell’Atip

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Teatro

Riapertura teatri, l’Atip frena: impossibile il 27 marzo

Fabio Iuliano

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Forti perplessità nei confronti di una eventuale riapertura dei teatri il 27 marzo, in occasione della giornata mondiale del teatro, arrivano dall‘Atip – Associazione teatri italiani privati – che rappresenta 18 grandi strutture distribuite nella Penisola.

“Dopo aver appreso la volontà del ministro della Cultura Dario Franceschini di riaprire i teatri (e dei cinema) il prossimo 27 marzo“, si legge in una nota, “l’associazione evidenzia l’impossibilità per il settore privato dello spettacolo dal vivo di ipotizzare una riapertura delle sale nei prossimi 30 giorni senza la certezza di un sostegno economico e operativo.

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In una lettera indirizzata al ministro Franceschini, l’associazione presieduta da Massimo Romeo Piparo, anche in considerazione di un’emergenza sanitaria non ancora superata, sottolinea la necessità di valutare le obiettive difficoltà delle aziende private produttrici e organizzatrici degli spettacoli dal vivo che operano rischiando in proprio e senza il sostegno di significative risorse statali: il clima di incertezza, l’assenza di un protocollo sanitario specifico e collaudato per i lavoratori del palcoscenico, le restrizioni ancora presenti e la riduzione delle capienze impediscono di fatto di poter tornare a lavorare in sicurezza nei teatri.

Nella lettera, l’Atip coglie l’occasione di proporre al ministro di usare la simbolica giornata mondiale del Teatro del 27 Marzo “per un momento di confronto con l’intero comparto dello spettacolo dal vivo, delle Istituzioni e della Politica, della Cultura, della Stampa per definire tutti insieme i parametri e la tabella di marcia per una organizzata, strutturata e ponderata apertura delle nostre attività”.

Nata nel maggio dello scorso anno, l’Atip – Associazione teatri italiani privati vede come nucleo fondatore 18 grandi strutture sparse lungo tutta la Penisola ai quali si sono aggiunti numerosi teatri (al momento oltre 48) e molte realtà produttive. I 18 teatri fondatori – da soli – sviluppano 28.632 posti a sedere; 2300 giornate di spettacolo dal vivo in una stagione; 2.5 milioni di biglietti venduti; 55 milioni di euro di incasso; 5,5 milioni di Iva sui biglietti.

I 18 teatri fondatori sono (in ordine alfabetico):

  1. Ambra Jovinelli, Roma (800 posti)
  2. Augusteo, Napoli (1420 posti)
  3. Celebrazioni, Bologna (966)
  4. Colosseo, Torino (1503)
  5. Creberg, Bergamo (1526)
  6. Degli Arcimboldi, Milano (2346)
  7. Geox, Padova (4500)
  8. EuropAuditorium, Bologna (1700)
  9. Lyrick, Assisi (1000)
  10. Manzoni, Milano (850)
  11. Metropolitan, Catania (1780)
  12. Morato, Brescia (1800)
  13. Politeama, Genova (1054)
  14. Quirino, Roma (850)
  15. Repower, Milano (1730)
  16. Sistina, Roma (1565)
  17. Team, Bari (2056)
  18. Verdi/A. Pagliano, Firenze (1538)

Oggetto: RIAPERTURA DELLE SALE TEATRALI IL 27 MARZO

Ill.mo Ministro Franceschini,
abbiamo appreso dagli organi di informazione della sua intenzione di riaprire al pubblico le sale teatrali (e quelle cinematografiche) in una data simbolica quale quella del 27 Marzo, Giornata Mondiale del Teatro, esattamente tra 30 giorni. Pur ringraziandola per l’interesse mostrato nei confronti del nostro settore, ci corre l’obbligo di evidenziare l’assoluta impossibilità per il settore Privato dello Spettacolo dal Vivo di ipotizzare una simile tabella di marcia. Oltre al limite psicologico – che vede di nuovo il nostro Paese piombare nello sconforto di una situazione pandemica tutt’altro che risolta, sconcertato dalla lentezza della campagna vaccinale i cui limiti sono all’ordine del giorno -, ci appare palese la difficoltà economica di affrontare un altro tentativo di ripartire senza la certezza di un sostegno economico e operativo affinché tale eventuale riapertura non si traduca una irreversibile debacle per il settore. La preghiamo – ancora una volta- di poter distinguere le “facoltà” di un Ente Pubblico che opera nello Spettacolo dal Vivo sostenuto da significative risorse Statali, da quelle delle Aziende Private che rischiano in proprio e devono per forza ricorrere ai proventi della vendita dei biglietti, e per giunta con congruo anticipo. La invitiamo anche, ove possibile, a mettere a fuoco – come già Ella ha saputo encomiabilmente fare in occasione dei ristori concessi all’esercizio Privato- quanto sia importante e vitale preservare l’incolumità finanziaria dell’Azienda produttrice e organizzatrice degli Spettacoli dal vivo al fine di poter al contempo garantire la tutela dei lavoratori e delle maestranze che tanto desiderano tornare in piena attività.

Lei comprende bene quanto sia poco praticabile per i Teatri Privati poter riaprire in presenza di una tale incertezza sanitaria e soprattutto coi limiti imposti – e che verranno possibilmente via via inaspriti- dal CTS, quali la drastica riduzione delle capienze, gli accorgimenti sanitari e l’imposizione delle mascherine per tutto il personale e il pubblico, oltre all’assenza di un protocollo specifico e collaudato per i lavoratori del palcoscenico (inclusi musicisti, cantanti e tersicorei), e l’impossibilità di muoversi tra le Regioni. Last but not least la chiusura per coprifuoco entro le 22. ATIP Le propone di usare la simbolica Giornata Mondiale del Teatro del 27 Marzo per un momento di confronto con l’intero comparto dello Spettacolo dal vivo, delle Istituzioni e della Politica, della Stampa -a cui speriamo vivamente Lei vorrà aderire e partecipare come Patrocinante- per definire tutti insieme i parametri e la tabella di marcia per una organizzata, strutturata e ponderata apertura delle nostre attività. Siamo certi che da un confronto aperto anche a noi operatori del settore Privato, Lei possa trarre tutte le informazioni necessarie e tutte le istanze oggettive per giungere a quella “normalità” che tutti noi desideriamo arrivi prima possibile.

Massimo Romeo Piparo – Presidente ATIP

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Cinema

Cinema e teatri potrebbero riaprire il 27 marzo, data al vaglio del Cts

Fabio Iuliano

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Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il 27 marzo sarebbe la data indicata dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per la riapertura di cinema e teatri. La proposta presentata al Comitato tecnico scientifico ha ottenuto l’appoggio della titolare degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Perché proprio quel giorno?

Perché il 27 marzo è la festa del teatro, per il governo potrebbe diventare una data simbolica specie se la morsa dei contagi consentirà un allentamento. I protocolli saranno molto stringenti e si prevede l’obbligo in sala delle mascherine FFP2 per tutta la durata dello spettacolo.

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SCREENDAILY: Questa pagina monitora l’andamento delle riaperture di teatri e cinema nel mondo

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