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NOBODYGVNG: quando l’occulto incontra la trap

Licia De Vito

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Il progetto NOBODYGVNG nasce nei primi giorni di lockdown 2020 dall’alchimia tra le menti di LRebørn e WBuffalø, già noti nella scena hardcore punk. L’intento è chiaro: unire l’horror, l’occulto e l’impatto del metal estremo alla corrente musicale più blasonata del momento, la trap. Il primo singolo KARMAGEDDON nasce in un monolocale ed esce su Spotify e youtube accompagnato da ritagli di scene horror anni 60. Seguiranno altri due singoli in rapida successione, NBG e Abyssø, fino ad arrivare all’ultima terribile creatura, firmata dalla Desperados Production. Il primo videoclip ufficiale è quello del singolo “KRØNOS”, in collaborazione con il produttore romano Meowtune, uscito il 26 febbraio 2021.


So che suonate fin da bambini, che rapporto avete con la musica?

Abbiamo sempre avuto un rapporto viscerale con la musica e l’arte in generale. Sin all’adolescenza abbiamo sentito il bisogno di chiuderci in un garage e insieme ai nostri amici, urlare forte ad un microfono, graffiare le chitarre e turbare il vicinato con la nostra batteria; poco spazio alle cover band, avevamo troppe cose da dire. Ci siamo conosciuti frequentando i locali dell’underground romano, soprattutto quelli della scena hardcore, punk e metal. Da subito abbiamo cominciato a collaborare, alcuni progetti ci hanno portato anche a fare anche delle esperienze all’estero. I ostri gusti musicali sono sempre stati simili: entrambi infatti negli ultimi tempi abbiamo apprezzato la nuova scena black metal, in particolare band come “Mgla” e “Batushka” e  abbiamo cercato di unire l’unicità di quel tipo di “armonie” ad artisti americani come “Ghostemane“, “City Morgue” e “Scarlxrd“, abbinando alle note liriche influenzate da letture “occulte”: da Aleister Crowley e Franz Bardon fino alla filosofia nera di Eugene Thacker.

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Non solo metal però, anche il rap ha un peso importante nelle vostre creazioni.

La passione per il rap anche ci ha sempre accompagnato, fin da piccoli. Ci ritrovavamo spesso ad immedesimarci nei racconti della rabbia del “ghetto”. Siamo vissuti in contesti e quartieri complicati, ma non abbiamo mai sentito un vero senso di appartenenza verso questa scena, soprattutto quella italiana. In realtà verso nessuna scena in particolare, vogliamo essere noi la nostra scena, vogliamo rappresentarci da soli. Non siamo cresciuti certo come ragazzini schiavi del consumo che si strafanno di sciroppo e Sprite per sentirsi dei ribelli. Ci ritroviamo di più nel disagio di Luca Abort, che attraverso i suoi Nerorgasmo, disgustato dall’ottusa borghesia che lo circondava, parlava di “lame” nella carne, sangue e rivolta. Ci attirava anche quell’oscurità che abbiamo sempre rintracciato nei primi lavori del truceklan e di Noyz Narcos. Certo che abituati da sempre a suonare strumenti “reali” è stato interessante sperimentare la commistione tra metal e il rap o la trap, generi che tradizionalmente non necessitano di strumenti realmente “suonati”, spesso infatti è il producer che impacchetta per bene il beat all’artista.
Vogliamo essere noi i nostri producer, il braccio e la mente, vogliamo essere protagonisti della nostra arte a 360°.

Approfondiamo i vostri testi: i riferimenti esoterici, il lato oscuro della mitologia. Da dove nasce questa fascinazione?

Siamo sempre stati affascinati da tematiche “macabre”. Da ragazzini perdevamo ore nei negozi di dischi a studiare le copertine dei CD nel reparto metal, era un immaginario che ci attraeva moltissimo e che allo stesso tempo scoprivamo nella letteratura, primo tra tutti Lovecraft che ha aperto la nostra mente ad “altri” mondi fino alla necessità di unire questi mondi alla realtà per mezzo dell’arte e nel nostro caso la musica. Poi Poe e l’illuminante visione di True Detective (prima stagione) dove veniva menzionato costantemente questo “altro” mondo chiamato Carcøsa e il Re Giallo. Figure poco chiare ma ricorrenti che lasciavano spazio all’immaginazione dell’utente rendendo ancora più oscura l’esperienza visiva.
Persi nel mondo di Carcøsa ci siamo ritrovati spesso a scrivere ispirandoci anche alla dimensione autentica dell’Io, l’unico di Stirner, alla divinizzazione dell’Uomo di Feuerbach, condendo e il tutto con un po’ di splatter e violenza che non guasta mai…siamo anche cresciuti con Rodriguez e Tarantino, che vi aspettavate.

Nota dolente. Vi siete formati in piena pandemia, come e quanto ha influito il Covid-19 sul vostro progetto?

La pandemia ci ha dato tempo per riflettere, lavorare su noi stessi e porci un traguardo.
Ci ha dato la possibilità di tornare ad approfondire qualche testo lasciato nella vita frenetica di ogni giorno e farci ispirare nella scrittura. Ci siamo a guardati e abbiamo detto: vogliamo e dobbiamo lasciare l’impronta in questo percorso battuto da troppi ragazzini finiti artisti tutti uguali, senza background, senza palle, senza attitudine, senza cultura. Non avendo molti mezzi economici ci siamo dovuti per forza rimboccare le maniche e lavorare senza sosta a 360°, stesura dei brani, scrittura, cooperazione nei montaggi video, pubblicazioni, pubblicità…Nel frattempo “farci il mazzo” per mettere insieme tutto il necessario. Indossavamo gli stessi pantaloni e le stesse scarpe anche per giorni, ma d’altronde di Gucci e Balmain non ci frega niente.
Da una parte quindi il “pro” del tempo e del lavoro su noi stessi, dall’ altra invece i molti contro: lavori già precari abbandonati, ritrovati, riabbandonati, tornare a vivere in famiglia, le difficoltà negli spostamenti, nel video che è stato fatto in diversi periodi per forza di cose, la dilatazione temporale quindi che ha rallentato l’uscita delle altre tracce che abbiamo pronte da tempo.

Cosa dobbiamo aspettarci da NOBODYGVNG nei prossimi anni?

I progetti per il futuro sono molti, uno degli obbiettivi primari è sicuramente fare uscire i le tracce già pronte, 6 singoli con due video, e pestilenza permettendo, portarle ai live. Per noi è fondamentale fare la differenza nei live. Non cantare solo sulle basi quasi in playback come si fa ora nel rap, ma suonarle con i nostri strumenti, quando la traccia lo richiede. E poi sognamo un vero show, tutto nostro, come quelli potentissimi dei nostri idoli, i Bathuska, Death SS e le altre band che ci hanno accompagnato nella vita.
Quando l’emergenza sarà rientrata cominceremo a lavorare all’album, perché, in un periodo del genere sarebbe controproducente farlo uscire. Senza live, senza serate, senza merchandising è impossibile crescere. Vediamo già il calo anche nello streaming per artisti famosi e da tempo affermati, pensate a tutti i club chiusi che non riproducono le canzoni del momento. Però siamo fiduciosi, sicuramente ci impegneremo con tutte le nostre forze per far crescere il nostro progetto e farlo conoscere a più persone possibile.

Archeologa, nata e cresciuta in Abruzzo, vive a Roma dal 2009. Dopo la laurea magistrale conseguita presso l’Universita “La Sapienza” di Roma ha proseguito gli studi frequentando la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dello stesso ateneo. Appassionata di storia e viaggi, avrebbe voluto essere Lara Croft, è diventata un “Ummarell”.

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“Mi manchi negli occhi”, in uscita il nuovo singolo di Tricarico

Redazione

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A pochi mesi di distanza dall’uscita di “Mi manchi negli occhi“, torna Tricarico con un nuovo singolo, “La Bella Estate“, la cui uscita è prevista per venerdì 23 aprile per Artist First. Questo singolo, prodotto da Vittorio Corbisiero, è un pezzo allegro e scanzonato, dove Tricarico con grande ironia racconta di come la protagonista della sua “bella estate” sia stata una donna molto speciale, non un’amante, non un amore romantico, bensì sua nonna, scelta al posto di molte altre avvenenti figure femminili.

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Una canzone fresca e divertente, perfetta da cantare in macchina mentre si corre verso il mare. Una canzone per sperare in un’estate davvero bella e libera. Il singolo anticipa il nuovo album dell’artista che uscirà a maggio a distanza di sei anni dal precedente, periodo in cui Tricarico si è dedicato principalmente all’altra sua grande passione, la pittura.

Cantautore, polistrumentista, disegnatore ed artista visivo, Francesco Tricarico, classe 1971, inizia a suonare da giovanissimo e si diploma al Conservatorio di Milano. Girovaga con una piccola band suonando jazz nei locali milanesi e si esibisce per qualche mese anche a Parigi.

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Tricarico ha all’attivo sette dischi: “Tricarico” (2002), “Frescobaldo nel recinto” (2004), Giglio (2008), “Il Bosco delle fragole” (2009), “L’imbarazzo” (2011), “Invulnerabile” (2013) e “Da chi non te lo aspetti” (2016).

Musica ed arte sono, per Tricarico, due mondi complementari. Il legame tra la sua musica e le sue opere è molto stretto, e rappresenta la ricerca di un posto nel mondo e di un mezzo per comunicare con gli altri. Ha pubblicato un libro di disegni e racconti “Semplicemente ho dimenticato un elefante nel taschino” (2010) edito da Bompiani ed ha esposto i suoi quadri, sia su tela che su carta, all’interno di mostre a lui dedicate.

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Caparezza fra le new entry di Radio Indie Music Like

Fabio Iuliano

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Torna anche questa settimana in radio la classifica degli indipendenti nello storico format Radio Indie Music like prodotto da Paolo Tocco e Giulio Berghella. Ecco i singoli  in onda questa settimana. Si parte dal 20esimo grandino con una new entry con Andrea Laszlo De Simone con il singolo “Vivo” (42 Records).

Altra new entry quella del nuovo singolo degli Extraliscio al 17esimo gradino con “È bello perdersi” (Bettywrong). E saliamo al gradino 14 per fare un altro play sul singolo di Bugo dal titolo “E invece sì” (Mescal). Ritroviamo Motta in salita al gradino 10 con il singolo “E poi finisco per amarti” (Sugar).

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Altra new entry con Caparezza ed il suo singolo “La scelta” (Polydor) che si posiziona al gradino 8 della classifica. Podio solido di conferme: anche questa settimana ritroviamo alla terza posizione il singolo “Amare” (Woodworm) de La rappresentante di lista. In vetta, come detto, restano stabili Colapesce & Dimartino con il sinolo “Musica leggerissima” per Sony.

Prevista un’intervista con AaLe con il singolo “Luminol” che sale al gradino 70 della classifica di questa settimana. Appuntamento alle 20, ogni lunedì. A seguire  Me & Blues” con Gianfranco Piria alle 21. “Un’Altra Musica” con Matteo Ceschi con un focus sulla protesta contro il Vietnam.Alle 23 – “Radici” di Aldo Coppola Neri. Questa sera alla scoperta delle tanto amate Demo.

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L’Inghilterra riparte da Liverpool: concerto con 5mila persone senza norme anticovid

Luigi Macera Mascitelli

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Un primo concreto segno di ripresa della normalità pre pandemia. A darne notizia è la BBC: il prossimo 2 maggio si terrà al Sefton Park di Liverpool (Inghilterra) un concerto pilota all’aperto dei Blossoms con 5.000 spettatori senza mascherine e distanziamento sociale.

Il live fungerà da test per una futura ripresa totale degli eventi dal vivo senza norme anticovid. I partecipanti dovranno sottoporsi ad un tampone rapido, che sarà effettuato in un’apposita struttura organizzata fuori la sede dell’evento. E poi di nuovo a distanza di qualche giorno dal concerto. In questo modo, spiegano le autorità, il monitoraggio dei possibili nuovi contagi sarà costante e il più preciso possibile.

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Oliver Dowden, segretario alla cultura, ha così dichiarato in merito:

«Ora che il nostro programma guidato dalla scienza è in corso, siamo un passo avanti verso un’estate di eventi dal vivo. Testare veri tipi di situazioni ed esaminare diverse misure, è la chiave per riportare il pubblico agli eventi in sicurezza. Spero che non passi molto prima che i concerti possano tornare definitivamente»

Un evento che lascia ben sperare sul futuro della musica dal vivo, soprattutto dopo l’annullamento o la posticipazione dei maggiori live e festival in Europa. Italia inclusa ovviamente, proprio come aveva anticipato Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e promoter musicale tra i più autorevoli al mondo, in una nostra live esclusiva.

L’Inghilterra ad oggi conta circa 68 milioni di abitanti. Di questi, più di 32,8 milioni sono stati vaccinati con la prima dose, mentre più di 9,9 milioni di persone hanno ricevuto la seconda.

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