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Todays Festival, Grace Jones si aggiunge alla bill del festival

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Anticonformista, trasgressiva e camaleontica! Non bastano certo questi tre aggettivi per descrivere GRACE JONESartista e cantante dal successo mondiale straordinario e interprete di sperimentazioni pop, attrice e modella giamaicana richiestissima e figura iconica che con la sua bellezza androgina ha ridefinito l’estetica di un intero decennio, e con la sua musica è stata in grado di passare con disinvoltura dai successi della disco music solare degli anni 70, dalla superba commistione di stili e le cupe atmosfere new wave degli anni d’oro al più recente magnetico e selvaggio ritorno sulle scene.

Grace Jones ufficialmente è nata 70 anni fa, anche se è difficile conciliare il suo aspetto iconograficamente sintetico e le sue esibizioni live sui più importanti palchi di tutto mondo con la sua età: nata in Giamaica il 19 maggio 1948, da allora attraversa tutti i tipi di controcultura, alimentando la sua attitudine alla ribellione. Prima di diventare una cantante di successo internazionale, Jones era stata una modella scappata da un’adolescenza difficile.

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A 18 anni, scappa dalle attenzioni violente e oppressive di uno zio fanatico religioso per raggiungere i genitori nello Stato di New York insieme ai fratelli Bishop Noel Jones (suo gemello, poi attore) e Christian. La sua infanziainfluì molto sul carattere ribelle e provocatorio, che mostrò fin dall’inizio degli anni Settanta, quando lavorava per le più importanti riviste e case di moda tra New York e Parigi, imponendo il suo look, fino a riuscire a conquistare l’attenzione di stilisti quali Yves Saint Laurent, Claude Montana Kenzō Takada. Con il suo corpo statuario e il suo carisma quasi selvaggio sfila per loro e posa per le copertine di magazine come Elle Vogue davanti all’obiettivo dei più grandi fotografi, da Helmut Newton Guy Bourdin, in foto diventate pezzi memorabili della cultura pop degli anni Ottanta.

Organizzatrice di feste memorabili, disturbatrice e provocatrice di eventi formali, nel 1977 decide dii debuttare sulla scena musicale e si presenta al pubblico cantando in compagnia di leoni e leopardi: la notorietà arriva da subito con le sue famose rivisitazioni in chiave disco di pezzi evergreen, tra le quali la famosissima e acclamata cover del classico di Edith Piaf La Vie En Rose“. Firma con la storica Island Records che, ammaliata dalla sua presenza scenica, produce i primi tre album “Portfolio” (1977), “Fame” (1978) e “Muse” (1979), successi planetari che in poco tempo accrescono la sua fama a vera e propria icona musicale. In questi anni Jones è ospite dei più importati club internazionali e del famoso nightclub Studio 54 di New York, soprannominata “la pantera” diventa la beniamina degli ambienti radical chic della Grande Mela, sessualmente provocante ed estremista in uno stile statuario, frequenta i locali più alla moda, dove conosce e diventa amica di Karl Lagerfeld, Keith Haring Andy Wahrol, di cui divenne musa ispiratrice per i ritratti più iconici.

Verso la fine degli anni ’70, Jones si accosta all’emergente ondata new wave ridefinendo il suo stile. In collaborazione con i produttori della Island Records – Chris Blackwell, Alex Sadkin Compass Point All Stars – registra gli album acclamati dalla critica “Warm Leatherette” (1980) e “Nightclubbing” (1981). I lavori includono le celebri cover e rivisitazioni dance dei brani di Sting (“Demolition Man“), Iggy Pop e David Bowie (“Nightclubbing“), Roxy Music (“Love is the Drug“), Astor Piazzolla (“I’ve Seen That Face Before (Libertango)” – utilizzato nella colonna sonora del film “Frantic”) e Tom Petty (“Breakdown“). I due album contengono anche i brani originali “A Rolling Stone“, “Feel Up” e la hit “Pull Up to the Bumper“, giunta al secondo posto della Billboard Hot La Dance Club per sette settimane e nella Top 5 single della U.S. R&B chart, con un testo molto esplicito, e che secondo Richard Vine del The Guardian fu “una di quelle rare canzoni capaci di replicare la sensazione di essere in una discoteca”

In quello stesso periodo vive un rinnovamento non solo musicale ma anche estetico ideato insieme all’artista e compagno Jean-Paul Goode, che scatta le foto delle sue copertine più famose.
Jones riplasma la sua immagine con un look severo e androgino, i capelli a spazzola e abiti dal taglio maschile. Attira diverse critiche con la sua apparizione in topless sulla rivista Playboy e con i suoi ritratti nudi in gabbia.  

L’album seguente “Living My Life” (1982), con influenze reggae, contiene la hit “My Jamaican Guy“. Nel 1985 collabora con il grande produttore pop Trevor Horn per il collage musicale “Slave to the Rhythm“, e nel 1986 con Nile Rogers per “Inside Story”, che contiene la hit, in vetta alla Billboard 100, “I’m Not Perfect (But I’m Perfect For You)” scritta insieme a Bruce Wooley.
Nel 1989 pubblica “Bulletproof Heart” con il brano al primo posto della  U.S. Hot Dance Club Play “Love on Top of Love (Killer Kiss)” prodotto da David Cole e Robert Clivilles della C&C Music Factory. Il suo incontestabile successo è merito di un timbro vocale particolare e di uno spirito apertamente provocatorio, apprezzato dalla comunità LGBT prima e da un pubblico più ampio poi, merito delle copertine e dei videoclip visionari e avanguardisti, di una coerenza senza compromessi e di uno stile eclettico e sopra le righe, che a partire dalla disco music l’ha vista esplorare i territori della new wave, del funk, del pop, del reggae, seguita dai più importanti produttori.

All’inizio degli anni Ottanta, Jones ha una relazione con la sua guardia del corpo svedese, Dolph Lundgren, noto comel’Ivan Drago di Rocky IV. Negli anni ’80 debutta come attrice, diventando celebre per i suoi ruoli cinematografici in film come “Conan il distruttore” (1984) con Arnold Schwarzenegger, dove interpreta una guerriera amazzone, grazie al quale riceve una candidatura ai Saturn Award come miglior attrice non protagonista, “007 – Bersaglio mobile” (1985) con Roger Moore, imponendosi come nuova bond girl e riuscendo a ottenere un’altra nomination ai Saturn Award, “Il principe delle donne”, il thriller “Vamp” (dove interpreta il ruolo di regina dei vampiri e ottiene una terza candidatura ai Saturn Award) e “Boomerang” (1992) con Eddie Murphy (per il quale ha registrato la canzone “7 Day Weekend”).
Dopo un lungo periodo di pausa, Jones ritorna sulle scene nel 2008 con l’album “Hurricane” che riscuote un ottimo successo di critica, con contributi di uno dei maggiori esponenti del trip hop inglese Tricky e dell’acclamato compositore Brian Eno.

Nel 2014 partecipa alla colonna sonora del film “Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 1” con il brano “Original Beast”. La sua autobiografia, “I’ll Never Write My Memoirs”, è stata pubblicata nel 2015 vincendo NME Award al miglior libro. Nel 2017 collabora con i Gorillaz di Damon Albarn nel brano Charger, prende parte ad alcuni dei più importanti festival musicali al mondo come il Primavera Sound a Barcellona tra hula hoop, body painting e costumi di scena e riceve una nomination agli UK Festival Award per la categoria Headline Performance of the Year e Momento Più Memorabile.

Nel 2018 ha pubblicato il film evento documentario sulla sua vita, dal titolo “Grace Jones: Bloodlight and Bami”, per la regia di Sophie Fiennes: un viaggio elettrizzante attraverso la carriera pubblica e la vita privata, ospitato in anteprima italiana ala XXXV  edizione del Torino Film Festival. Nel 2019 sotto il cielo stellato degliChamps Eliséenella fashion week parigina la Jones sfila durante lo show diTommy Hilfiger e Zendaya, calcando la passerella con una incredibile empatia di fronte agli occhi della platea entusiasta puntati sul suo corpo longilineo, per nulla segnato dal tempo che scorre. Grace Jones è stata più volte nominata ai Grammy Awards e anche agli MTV Music Awards, e ai Q Music Awards vincendo il Premio Idol.

Nel 2020 curerà e suonerà allo storico festival inglese Meltdown nel mese di giugno, diretto in precedenza, da Cure, David Bowie, Nick Cave, Morrissey, Massive Attack e tanti altri e ad agosto sarà in data unica italiana a TODAYS Festival a Torino.

A guardarla viene da pensare che potrebbe vivere per sempre “Non mi sento mai vecchia, mi sento più saggia”, ha dichiarato lei, che non ha perso per nulla la voglia di provocare “Non seguo gli scandali, li creo”.

Grace Jones è un’artista più che mai viva e potente, che apre un altro capitolo di shock ed eccessi e suona più moderna di sempre e che con la sua marmorea silhouette e una personalità empatica e integra si pone come modello da rincorrere per le nuove generazioni di popstar.

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Greta Van Fleet, fuori l’album “The Battle at Garden’s Gate”: una riflessione sulla crescita personale dei componenti

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Venerdì 16 aprile è uscito il nuovo album dei Greta Van Fleet, The Battle at Garden’s Gate, disponibile in digitale e in formato CD, doppio LP e doppio LP verde tie dye. Per celebrare l’uscita del loro nuovo progetto discografico, la band si è esibita al “Jimmy Kimmel Live!” con il singolo Heat Above.

«The Battle at Garden’s Gate riguarda la speranza e il superamento delle sfide che l’umanità deve affrontare. Viviamo in un mondo alimentato da istituzioni superficiali e questo album ci ricorda che sta a noi cantare fuori dal silenzio» commenta Sam Kiszka, bassista e tastierista dei Greta Van Fleet.

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Leggi anche: “Achille Lauro e l’ultima “furbata” : parla di ritiro dalle scene per promuovere l’album

Il produttore Greg Kurstin (Paul McCartney, Foo Fighters, Adele) aggiunge che «Ascoltare queste canzoni evolversi in ampi paesaggi sonori mi ha portato in un incredibile viaggio. Adoro il fatto che abbiano esplorato canzoni con complesse strutture e che la band abbia cercato accordi, melodie e testi che vanno oltre al normale. Soprattutto, ammiro che i Greta Van Fleet siano rimasti fedeli a se stessi ». L’album, oltre al singolo Heat Above, contiene i brani precedentemente pubblicati Broken Bells, Age of Machine e il singolo #1 nella classifica Active Rock Radio My Way, Soon. Rolling Stone è entusiasta del fatto che la band «mira ad abbattere vecchi muri», mentre UPROXX li descrive come «elettrizzanti». MOJO commenta: «i Greta Van Fleet si stanno evolvendo».

The Battle at Garden’s Gate ha un’eleganza mai vista prima per la giovane band. Grazie a orchestre d’archi e canzoni esplorative, i Greta Van Fleet costruiscono ogni traccia che dà vita a una storia visiva anche attraverso i video, il merchandising, collaborazioni e altro ancora. Il disco riflette sulla crescita personale e spirituale dei singoli membri durante la loro ascesa, partita dai tour nei bar rock di Detroit e Saginaw e arrivata agli spettacoli da headliner in tutto il mondo con oltre un milione di biglietti venduti in solo tre anni.

«Durante la creazione di questo album, c’è stata una auto-evoluzione, grazie alle esperienze che abbiamo vissuto. Sicuramente dopo questo disco, siamo cresciuti in tanti modi; ci ha insegnato molto, sulla vita in generale, su noi stessi e sul mondo in cui viviamo», spiega il cantante Josh Kiszka. «L’album riflette molto sul mondo che abbiamo visto e penso che rifletta anche tante verità personali», afferma il chitarrista Jake Kiszka.

Tracklist:

1. Heat Above

2. My Way, Soon

3. Broken Bells 

4. Built by Nations

5. Age of Machine

6. Tears of Rain

7. Stardust Chords

8. Light My Love

9. Caravel

10. The Barbarians

11. Trip the Light Fantastic

12. The Weight of Dreams

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Achille Lauro e l’ultima “furbata” : parla di ritiro dalle scene per promuovere l’album

Federico Rapini

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Achille Lauro nuovo album furbata

Se dovessimo dare un titolo alla carriera di Achille Lauro sarebbe “La ricerca dell’attenzione”. Come un bambino, il cantante romano ha un atteggiamento puerile di chi non può fare a meno di far parlare di sé. 

Appurato che le sue doti canore siano nettamente inferiori a quelle di creatore di scandalo, l’ultima trovata del wannabe-David Bowie è questa: “A un certo punto mi piacerebbe sparire come Mina e lasciare solo la musica”.

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Tirare in ballo un mostro sacro della musica italiana è una trovata niente male per pubblicizzare il suo ultimo album. Esce infatti oggi, 16 aprile, il suo ultimo album “Lauro”, per Elektra Records/Warner Music Italy, che arriva dopo tre dischi “fuori da ogni logica” pubblicati l’anno scorso ed è stato anticipato dai singoli Solo Noi e Marilù.

Il nuovo look alla Backstreet Boys è qualcosa di visto e rivisto. Come d’altronde i suoi mille trucchi e costumi presentati a Sanremo e non solo. A proposito del Festival Achille Lauro non ha rimorsi. “Io non mi pento di quello che ho fatto. Dietro ogni mio lavoro c’è un grande studio e una grande preparazione, sono ossessionato dai dettagli. Ho voluto far vedere che esiste qualcosa di diverso dalla globalizzazione. Anche nella musica: per me l’inferno è l’esistenza del solo reggaeton. Se fosse stato un flop, sarei ripartito da un altro punto di vista. I fallimenti fanno parte del successo”.

Il disco è “nato in maniera spontanea, ogni canzone è una tempesta dell’anima, con riflessioni su di me, sull’amore, sul cinismo, sull’attrazione sessuale”. Il sesso, la sessualità. Temi triti e ritriti che l’artista usa a suo piacimento per attrarre su di sé l’attenzione. E ci riesce benissimo. Bisogna ammetterlo.

Altrettanto bisogna sottolineare che l’idea dell’abbandono della scena, o quantomeno la minaccia, risulta studiata a tavolino. Nanni Moretti in Ecce Bombo domandava “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. Beh Achille Lauro con questa uscita sembra voler ricalcare questo dilemma. Dandone però al tempo stesso una mezza risposta. Nel dubbio lo dice. Riesce comunque a far parlar di sé. Per qualche giorno il suo album avrà recensioni. Ascolti su Spotify, su Youtube e chi più ne ha più ne metta. Poi state pur certi che, qualora dovesse sparire dai radar per un po’, riapparirà magicamente. Come 1727. Quello di “ho preso er muro fratellì”.

Ma il buon Achille Lauro il marketing sembra conoscerlo meglio. D’altronde bene o male “purché se ne parli”. Ma come ha detto lui stesso, Renato Zero è solo uno. E se “l’amore ha l’amore come solo argomento” di deandriana memoria, così l’arte e la musica riusciranno a perpetuare chi è stato arte e musica. Perché c’è una differenza abissale tra fare arte ed essere arte.

La stessa differenza tra essere e apparire. Bam bam Achi’.

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Extraliscio, online il singolo “È Bello Perdersi”: un folle tango-rock

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Da venerdì 16 aprile sarà in radio È Bello Perdersi, il nuovo singolo degli Extraliscio. Un sorprendente e folle “tango-rock”, estratto dall’omonimo album (Betty Wrong Edizioni Musicali / Sony Music) disponibile in digitale, doppio cd e doppio vinile. Il brano è stato scritto da Mirco Mariani e Elisabetta Sgarbi e composto da Mirco Mariani che lo ha registrato con il suo speciale ‘Mariani Orchestrone’, un’invenzione nata nel suo Labotron di Bologna per poter suonare da solo più strumenti contemporaneamente.

Il singolo sarà accompagnato da un video girato al Globe Theatre di Bologna, un cabinet de curiosité labirintico pieno di oggetti di arredamento vintage. Un mondo paradossale e festoso che ben rappresenta l’anima degli Extraliscio. Mirco Mariani, lo scienziato pazzo della musica, e sua figlia Gilda si muovono con naturalezza tra gli oggetti raccolti negli anni dal visionario scenografo e costumista Steno Tonelli. Non basteranno delle scarpe di cemento per far rimanere Mirco con i piedi per terra!

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Dopo il successo al 71° Festival di Sanremo con il brano Bianca Luce Nera, continua la missione di Mirco Mariani, Moreno Il Biondo e Mauro Ferrara di contaminare la tradizione con un mondo ricco di suoni e arrangiamenti, allo stesso tempo popolare e colto. Prodotti da Elisabetta Sgarbi con la sua Betty Wrong Edizioni Musicali, gli Extraliscio fanno incontrare la musica della Romagna che ha fatto ballare intere generazioni con le chitarre noise, l’elettronica, il rock, il pop in un’esplosione di suoni, ironia e libertà.

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