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Motley Crue, Tommy Lee: fanculo al Coronavirus, scrivo nuova musica

Federico Falcone

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Con il consueto stile che abbiamo ampiamente imparato a conoscere in questi decenni di rock n’roll selvaggio in giro per il mondo, Tommy Lee, storico batterista dei Motley Crue, ci informa su come passerà il tempo (e la possibile quarantena) nella caso in cui il Coronavirus dovesse diffondersi anche negli Stati Uniti.

Sembra un momento perfetto per restare chiuso nel mio studio e creare“, ha scritto sul proprio account twitter. Su cosa sia al lavoro, però, non lo sappiamo. Qualche mese dichiarò che in primavera avrebbe buttato le idee in cantiere per il nuovo album da solita, etichettandolo come eclettico e in grado di abbracciare diversi generi musicali. “Letteralmente ogni singolo genere diverso che tu possa immaginare. Ecco perché voglio chiamarlo ‘Trans Genres’ perché è letteralmente dappertutto, che adoro. Mi piacciono i dischi del genere. Non mi piace come dischi che sembrano praticamente la stessa cosa”, aggiunse.

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Non sappiamo ancora quando uscirà il successore di “Tommyland: The Ride“, datato ormai 2005, e lo stesso Lee, complice questa pandemia globale che sta scombussolando i piani di tante realtà musicali (culturali, più in generale) avrà difficoltà a darci delle notizie certe. Chissà che nel frattempo non riallacci i rapporti creativi con gli altri Motley Crue per dare sfogo a nuovo hard rock, grezzo e stradaiolo come un tempo, di quello che ha conquistato milioni di fans in giro per il mondo.

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Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Lucio Dalla: dopo 40 anni una special edition di uno dei suoi album più belli

A quasi 50 anni, Sony Music vuole rendere omaggio e celebrare uno dei più grandi artisti della storia della musica italiana con questa esclusiva raccolta

redazione

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A quarant’anni dall’uscita, Sony Music Legacy celebra il grande Lucio Dalla ripubblicando l’album “DALLA”, in un’edizione limitata rimasterizzata che uscirà il 13 novembre.

L’album è da oggi disponibile in pre-order al seguente link: SMI.lnk.to/Dalla_LegacyEdition

DALLA – 40th anniversary” è accompagnato da un ricco libretto con interviste redatto da John Vignola e con le fotografie esclusive della fotografa Camilla Ferrari, scattate nella città di Bologna e ispirate al disco.

Il disco è stato rimasterizzato negli Studi Fonoprint di Bologna da Maurizio Biancani. Il campionamento digitale del master tape originale fatto a 192khz e 24 bit, ha permesso di recuperare appieno le sonorità originali, non falsate da precedenti interventi.

Era il 1971 quando Lucio Dalla inizia la sua inarrestabile ascesa presentando al Festival di Sanremo il brano “4/3/1943”, ribattezzato da tutto il pubblico “Gesù Bambino”. Seguono “Piazza Grande”, “Il gigante e la bambina” e “Itaca”, tutti brani destinati ad entrare nel suo immenso repertorio. A quasi 50 anni, Sony Music vuole rendere omaggio e celebrare uno dei più grandi artisti della storia della musica italiana con questa esclusiva raccolta, dopo il successo già ottenuto con la pubblicazione della riedizione degli storici album “Come è profondo il mare” e Duvudubà”.

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“Roses” è il nuovo album di Andrea Salini dedicato al mondo femminile

redazione

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A distanza di tre anni dal suo ultimo lavoro “Lampo Gamma”, Andrea Salini, il chitarrista della provincia di Rieti, torna con un’altra produzione di altissima qualità.

Il nuovo disco, anticipato dall’omonimo singolo, “Roses”, in uscita oggi su tutti i digital stores e piattaforme streaming, nasce sotto l’ispirazione di pubblicazioni come “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini ed “Una Donna può tutto” di Ritanna Armeni, sotto l’influenza di autori della “Beat Generation” come Jack Kerouac e Lawrence Ferlinghetti.

“Roses” è un viaggio di nove tappe, dove perdersi e ritrovarsi nello stesso tempo. Un disco completo che racchiude in se tutte le sfumature del rock, lasciando spazio a “contaminazioni” che rendono questa opera originale e fuori dagli schemi.

Il progetto discografico è il frutto di una produzione di qualità alla quale hanno partecipato tra i migliori professionisti del settore, a livello nazionale ed internazionale.

“…Roses – Rose: la parola evoca colori, odori e nella mia mente ecco materializzarsi… le donne, questo universo meraviglioso, affascinante ed insondabile – commenta l’artista – Non mi sono mai posto il problema di capirle, a partire dalle mie piccole compagne di scuola e poi man mano alle varie figure femminili con le quali crescevo e mi confrontavo”.

Ne sono sempre stato attratto, un’attrazione incondizionata, spirituale e fisica. Soprattutto le Rose più belle, forti, decise e le immaginavo come piccole leonesse già alle elementari, libere di fare il bello ed il cattivo tempo. Dedicare loro un album musicale non risolverà le infinite problematiche di tutte le Rose del mondo,ma sentivo il bisogno di dare il mio piccolo contributo sotto forma di canzone“.

Sono molti i flash che hanno generato il titolo di questo nuovo album – continua Andrea Salini – Anni fa, guardando un filmato di un concerto di Jimi Hendrix in Scandinavia, notai una rosa sulla paletta della sua stratocaster… la rosa diventa dunque messaggera, non solo di amore, ma di pace, fratellanza, un’immagine potentissima, evocativa ed invincibile; ma anche frasi di poesie, quadri, testi di canzoni, romanzi e non ultimo il libro di Serena Dandini “Il catalogo delle donne valorose”.

ph. Modernfilmmaker

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Francesco De Gregori: in un libro tutti i testi del Principe della canzone italiana

Più di 700 pagine. Un volume imponente, un caso quasi unico fra i libri dedicati a un cantautore nel nostro Paese.

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Francesco De Gregori aveva ventun anni nel 1972 quando con l’amico Antonello Venditti pubblicò il primo LP, Theorius Campus. 

L’anno seguente debuttò come solista (Alice non lo sa) e da allora sono venuti più di venti album in studio, che hanno cambiato la scena della musica italiana grazie a una capacità di fascinazione forte e rara: canzoni uncinanti che amano attingere dal folk anglosassone, dal rock, dalla musica popolare italiana, brani a volte elusivi e sfuggenti, enigmatici, capaci però di aprirsi a tutti, come dev’essere per la grande canzone.

In quasi cinquant’anni di attività De Gregori ha scritto e cantato più di duecento testi, che mai prima d’ora erano stati oggetto di una raccolta integrale.

Enrico Deregibus, stimato studioso e cultore della canzone italiana, specie d’autore, annota e commenta i brani (insieme a vari altri solo interpretati dall’artista romano) in una radiografia approfondita di come sono nati e si sono sviluppati, indagandone le numerosissime sfaccettature, con molte rivelazioni inedite, analisi, aneddoti e con centinaia di dichiarazioni rilasciate negli anni da De Gregori.

Più di 700 pagine. Un volume imponente, un caso quasi unico fra i libri dedicati a un cantautore nel nostro Paese.

Enrico Deregibus è giornalista e direttore artistico o consulente di molte rassegne ed eventi musicali. Ha pubblicato con Giunti nel 2015 la biografia di Francesco De Gregori Mi puoi leggere fino a tardi, che costituisce una sorta di prima parte di questo nuovo libro. L’anno dopo ha firmato le schede del cofanetto Backpack, che racchiude trentadue dischi del cantautore romano.

È ideatore e curatore del Dizionario completo della canzone italiana (Giunti, 2006) e, con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi, di Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti (BUR, 2007). Del 2013 è Chi se ne frega della musica?, una raccolta di suoi scritti (NdAPress).

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