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Cinema

Monty Phyton, è morto Terry Jones

Federico Falcone

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E’ morto ieri, 21 gennaio, Terry Jones, attore, registra e scrittore del famoso gruppo comico Monty Phyton. Aveva 77 anni e nel 2015 gli era stata diagnostica un’afasia primaria progressiva. Era nato nel 1942 a Colwyn Bay, in Galles e di Phyton fu il primo membro assieme a Michael Palin.

Nel suoi trascorsi anni la collaborazione con la prestigiosa BBC. Nel 1969 il debutto i Monthy Pyton nel programma televisivo Monty Pyhton’s Flying Circus. All’interno di questo show Jones e soci portavano in scena una serie di sketch, alcuni dal tipico humour inglese, altri estremamente sibillini e puntigliosi. Una comicità capace di non essere mai scalfita dal passare degli anni. Nel frattempo si era aggregato anche Terry Gilliam.

Tra i più grandi successi girati con i Pyhton troviamo “Monty Python e il Sacro Graal”, “Brian di Nazareth” e “Monty Python – Il senso della vita” che nel 1983 vinse il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Bastardi a mano armata: il nuovo film di Albanesi su Amazon Prime Video

Redazione

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Sarà disponibile dall’11 febbraio sulle principali piattaforme TVOD Bastardi a mano armata, thriller adrenalinico diretto da Gabriele Albanesi (Il Bosco Fuori) e scritto dallo stesso Albanesi insieme a Luca Poldelmengo (Cemento armato, Calibro 9) e Gianluca Curti (Calibro 9).

Al centro della storia, che vede un criminale appena uscito dal carcere recarsi in uno chalet di montagna e prendere in ostaggio i proprietari per recuperare una ricca refurtiva, Marco BocciFortunato Cerlino e Peppino Mazzotta. Completano il cast Maria Fernanda Cândido (Il traditore) e la giovane stella emergente Amanda Campana (Summertime di Netflix).

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Bastardi a mano armata è prodotto da Minerva Pictures con Rai Cinema, in collaborazione con Amazon Prime Video e in coproduzione con la brasiliana Boccato Productions, e sarà disponibile a partire dall’11 febbraio su Sky Primafila PremiereApple TVThe Film ClubRakuten TVChiliIoRestoInSala e Google Play.

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Sinossi

Michele vive in uno chalet tra le montagne con la moglie Damiana e la figliastra Fiore, un’adolescente con cui ha una relazione piuttosto complicata. Una notte, Sergio irrompe nella loro abitazione prendendoli in ostaggio. Si trova lì per una missione particolare: deve recuperare per conto di Caligola il prezioso bottino di un furto di tempo prima.

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Cinema

Michael Moore durissimo: Trump traditore, deve essere arrestato, nessuna pietà

Redazione

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Michael Moore, regista americano autore, fra le altre cose, di Farenight 9/11 e Bowling a Columbine, noto per le sue posizioni antirepublicane e per le su campagne sociali, si scaglia duramente contro Donald Trump. Lo fa attraverso i propri account social network, in cui accusa pesantemente il presidente uscente di aver generato volontariamente i disordini di Washington.

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Quanto accaduto ieri sera è stato definito “una pagina di storia, triste e brutta per gli Stati Uniti”, da più parti. compreso da Michael Moore. Purtroppo ci sono stati anche morti e questo ha aggravato ulteriormente una situazione già destabilizzata da un confronto dialettico spesso troppo acceso e sopra le righe. Mentre Joe Biden, il nuovo presidente legittimamente eletto, parlava di “attacco alla democrazia”, Trump non prendeva le distanze dai disordini che anzi ha contribuito a fomentare nel pomeriggio, poche ore prima dell’assalto a Capital Hill.

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Questo il suo post su Instagram.

“Sono stato personalmente in contatto per cinque ore durante questo assedio terroristico con il membro del Congresso Dan Kildee di Flint, Michigan. Egli era tra i 30 membri che sono rimasti nella camera della Camera, mentre era stato preso d’assalto dalla folla armata”.

“Ha mostrato attraverso il suo account come i parlamentari si gettavano a terra intimoriti per la loro vita. I colpi sono stati sparati e una donna è morta. Bisogna avere a che fare con questi traditori nel modo più aggressivo affinché questo non accada più. E il loro leader traditore, Donald J. Trump, deve essere arrestato stasera. Nessuna scusa. Nessuna pietà”.

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Cinema

‘La Stanza’ è il nuovo thriller di Stefano Lodovichi

La recensione de ‘La Stanza’, su Amazon Prime Video. Il primo thriller italiano dell’anno, diretto da Stefano Lodovichi.

Alberto Mutignani

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C’è un fenomeno che non riesco ancora a spiegare, dal punto di vista commerciale: la produzione in larga scala di thriller psicologici. Il cinema italiano ha prodotto circa 20 thriller all’anno nell’ultima decade, collezionando sempre dei fiaschi con dolorosissimo rinculo per le case di produzione.

Pochi di voi hanno memoria di ‘Welcome Home’, ‘Weekend’ o ‘Villetta con ospiti’. Film morti sul nascere dopo terribili colpi di spada al botteghino. Quale sia il processo per cui, nonostante i numeri, i produttori italiani continuino ad investire in questo filone ‘psicologico’ è cosa a noi sconosciuta. L’ultimo esemplare di questa specie che non sembra conoscere estinzioni è un film diretto da Stefano Lodovichi. Il film è ‘La Stanza’ – Amazon Prime Video – e annovera nel cast solamente tre attori: Camilla Filippi, Guido Caprino ed Edoardo Pesce, in ordine di apparizione.

La storia è semplice: una donna sta per gettarsi dalla finestra, quando qualcuno suona alla porta. Uno sconosciuto che arriva come un deus ex machina per rovesciare le carte di una storia d’amore finita tragicamente, rivelandone le ipocrisie e le falsità. Una struttura classica, senza grandi novità: tre personaggi (moglie, marito e ospite indesiderato), un solo ambiente, una sceneggiatura verbosa e un esasperato crescendo di tensione.

Dopo gli ottimi minuti iniziali, capiamo però l’inghippo: è un film di sussurri. Altro amore italiano, il sussurro è una condizione umana, in cui gli attori si ritrovano costretti ad emettere dei fiati con cui non ci appanni un vetro.

Colpi di scena, frasi ad effetto, un epilogo che scatena senza motivo la violenza accennata lungo tutto il film, una struttura squisitamente teatrale, misteri torbidi e coppie formate da ‘perfetti sconosciuti’: tutti i cliché del cinema thriller sono ben confezionati, in un film che non si nega neanche una svolta fantascientifica, nel frettolosissimo finale. Non manca neppure il maniaco ghignante che balla sulle note di una vecchia canzone, una cosa che aveva rotto le palle già trent’anni fa.

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