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Musica

Anno nuovo, singolo nuovo: i Modà svelano “Testa o Croce”

Federico Falcone

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Dopo i sold out dell’anteprima tour nei palasport e la certificazione oro dell’ultimo album di inediti “Testa o Croce”, da lunedì 6 gennaio passerà in radio “Testa o Croce”, nuovo singolo estratto dall’album omonimo. Il brano, che Kekko ha dedicato all’amico Cash, racconta quel momento della vita in cui puoi “lanciare una monetina” o seguire il cuore per scegliere la strada da percorrere. Sarà accompagnato da un videoclip, anche questo online dal 6 gennaio. 

Il 2019 ha segnato il grande ritorno della band campione d’incassi sulla scena musicale. Il loro album “Testa o croce” (prodotto da Friends & Partners – licenza Believe) è stato certificato Oro, è rimasto stabile in Top 10 per le prime 5 settimane nella Classifica album Fimi – Gfk e ha superato i 15 milioni di stream. I 4 videoclip che hanno accompagnato il disco, hanno raggiunto 15 milioni di visualizzazioni su Youtube.

Le 6 date di anteprima tour nei palasport “TESTA O CROCE TOUR 2019/2020” hanno registrato il tutto esaurito: “Tornare sul palco è il momento più bello dopo questa pausa, perché è la dimensione da cui arrivano i Modà” racconta la band. I concerti sono caratterizzati da una scenografia pensata ad hoc e una scaletta che unisce i grandi successi, agli ultimi brani dei Modà, che sono già entrati nel cuore del pubblico.

Il tour proseguirà nei palasport da marzo 2020:

6 marzo al PalaCatania di Catania

7 marzo al PalaCatania di Catania

10 marzo al PalaSele di Eboli (SA)

13 marzo al PalaFlorio di Bari

14 marzo al PalaFlorio di Bari

17 marzo al Palasport di Reggio Calabria

20 marzo al Palazzo dello Sport di Roma

24 marzo all’RDS Stadium di Genova

28 marzo al Mediolanum Forum di Assago (MI)

29 marzo al Mediolanum Forum di Assago (MI)

2 maggio all’Arena di Verona

Le prevendite per le date del tour sono disponibili sul circuito Ticketone e nei punti vendita abituali. Il tour è prodotto e organizzato da Friends & Partners. Radio 105 è la radio ufficiale. BMW è Official Mobility Partner del tour.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

Musica

Waiting on a War, il brano dei Foo Fighters per guardare oltre la paura

Redazione

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Sulla scia di No Son of Mine, i Foo Fighters aggiungono un altro tassello di “Medicine at Midnight” , con il nuovo singolo Waiting on a War, già disponibile in digitale e da venerdì 22 gennaio in rotazione radiofonica.

Il nuovo album “Medicine At Midnight”,  in pre-order qui uscirà il prossimo 5 febbraio in diverse versioni: digitale, CD e vinile.

Prodotto da Greg Kurstin e dai Foo Fighters, registrato da Darrell Thorp e mixato da Mark “Spike” Stent, “Medicine At Midnight” racchiude in 37 minuti 9 tracce.

Si tratta del decimo disco della band che quest’anno ha festeggiato 25 anni di carriera costellata da dozzine di Grammy, numerosi premi, riconoscimenti e concerti in tutto il mondo. 

In netto contrasto con la dichiarazione «final f*ck you to 2020» che accompagnava “No Son of Mine”, “Waiting on a War” è invece una maestosa opera melodica con un crescendo continuo che esplode nel finale.

Dave Grohl ha raccontato il personale aneddoto che l’ha ispirato per la canzone

“Da bambino, cresciuto nei sobborghi della capitale Washington, ho sempre avuto paura della guerra. Avevo incubi di missili nel cielo e di soldati nel cortile. Incubi molto probabilmente provocati dal clima di tensione politica dei primi anni Ottanta, così come dal fatto che vivevo a due passi dal Campidoglio. Ho passato la giovinezza sotto la nuovola oscura di un futuro senza speranza – commenta Grohl – Lo scorso autunno, mentre l’accompagnavo a scuola, mia figlia di 11 anni si è girata verso di me e mi ha chiesto: “Papà, ci sarà una guerra?” Mi si è stretto il cuore mentre guardavo i suoi occhi innocenti. Di fatto, mi sono reso conto che lei ora sta vivendo sotto quella stessa nuvola di un futuro senza speranza. La stessa mia percezione di 40 anni fa.”

Proprio quel giorno ho scritto “Waiting On a War”. Ogni giorno ti aspetti che il cielo cada. Cosa c’è di più di questo? Cosa c’è oltre questa attesa? Ho bisogno di guardare oltre. Tutti ne abbiamo bisogno. Ho scritto questa canzone per mia figlia Harper che merita un futuro, proprio come ogni bambino.”

Tracklist “Medicine At Midnight”

  1. Making a Fire
  2. Shame Shame
  3. Cloudspotter
  4. Waiting on a War
  5. Medicine at Midnight
  6. No Son of Mine
  7. Holding Poison
  8. Chasing Birds
  9. Love Dies Young

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Attualità

Jon Schaffer in stato di fermo dopo l’assedio al Campidoglio

Redazione

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Alla fine è successo: il chitarrista degli Iced Earth, Jon Schaffer si è costituito ieri alle autorità federali e al momento è in stato di fermo. Era ricercato dall’Fbi per aver partecipato all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Su di lui pendono ben 6 capi di accusa. Lo rende noto WishTv.

Al momento delle proteste, Schaffer è stato fotografato con un cappellino degli Oath Keepers, un’organizzazione anti-governativa di estrema destra composta da decine di migliaia di persone tra membri attuali o veterani delle forze armate, che si autodefiniscono come “difensori della Costituzione degli Stati Uniti” e rifiutano di rispondere agli ordini se da loro considerati in violazione della stessa.

Non è comunque la prima volta che il leader degli Iced Earth ha partecipato ad una manifestazione pro Trump. Già il 15 novembre in una sfilata il vocalist avrebbe rilasciato pesanti dichiarazioni alla giornalista del Die Welt Carolina Drüten (link qui per maggiori info).

L’immagine di Jon Schaffer ha creato molto scalpore all’interno della community metal mondiale. Molti sono i fan che hanno manifestato il loro sdegno sul profilo Instagram dell’artista.

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Musica

Phil Spector muore in carcere per complicanze legate al Covid

Redazione

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Phil Spector, uno dei più famosi produttori della storia della musica rock, è morto per complicanze legate al Covid: lo riferisce il sito Tmz, citando fonti informate. Spector, che aveva 80 anni, stava scontando una condanna che prevedeva da un minimo di 19 anni fino all’ergastolo per l’assassinio di Lara Clarkson.

Produsse il suo primo successo quando era ancora al liceo, ‘To Know Him is to Love Him’, e legò il suo nome a brani classici come ‘Be my baby’, ‘Unchained melody’, fino a partecipare alla produzione di ‘Let it Be’ dei Beatles.

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